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UN RICORDO

Grisetti maestro di vita

Un ricordo del "professore", uomo tenace, affabile e di cristallina onestà.

di Romano Murmora

Ventaglio Novanta n. 1 1990 pp. 136–138

Nella prima metà dello scorso mese d'ottobre si spegneva all'Ospedale di Badia Polesine il professor Ugo Grisetti. Medico e studioso di fama, aveva combattuto dal '40 al '45 in Francia e Jugoslavia come alpino e partigiano. Per trentacinque anni, fino al 1980 fu primario dell'Ospedale di Trecenta.

Partecipò attivamente a società scientifiche, ad associazioni umanitarie ed ambientalistiche. Italia Nostra lo vide dapprima membro della sezione di Este, poi tra i fondatori ed intelligente e generosa guida della sezione di Rovigo, ed ancora instancabile animatore della sezione di Badia, che volle per una maggior incisività dell'azione nelle maglie del tessuto territoriale dal maggio 1987.

Ricordarlo per quanto ha insegnato con il suo esempio è solo un minimo segno di riconoscenza, ed è quanto è stato fatto tra l'altro presso la sezione altopolesana della stessa associazione in occasione dell'ultima assemblea generale dei soci.

Una decisione serena lo muoveva, e attorno al Professore un'atmosfera di fattiva solidarietà animava il gruppo. Esponeva le sue tesi in forma tanto eloquente quanto semplice ed autorevole. La sua saggezza, diplomazia, fermezza, profondità delle conoscenze, lo spessore della cultura trovavano rare volte ostacoli nel percorso. Sapeva essere intransigente, ma con la comprensione delle opposte posizioni.

Aveva la semplicità e l'umiltà dei grandi. Una volta gli era capitato di indugiare nella conversazione con la memoria posata sul suo passato professionale: oltre trentaseimila interventi chirurgici; un inizio duro negli ospedali da campo sul fronte di guerra, tra i corpi dilaniati dei coetanei. Ma subito sdrammatizzava e minimizzava: "Non ho mai dimenticato dentro a nessun paziente nè forbici, nè bisturi, nè rotoli di garza".

Una rara onestà intellettuale lo rendeva amico perfino degli avversari che mai interrompevano la incondizionata stima. La sua levatura morale, unitamente alle straordinarie doti di umanità, gli spalancavano tutte le porte, se ce ne fosse stato bisogno, e sempre riscosse manifestazioni di stima e di immensa gratitudine.

Non si possono qui elencare le tante ed importanti iniziative intraprese e condotte in porto con successo; per le altre si rammaricava ma senza piegarsi, proseguendo pazientemente e tenacemente.

Bisognerebbe inoltre soffermarsi sul come ognuna di queste azioni siano state concepite e maturate. È lo stile dell'Uomo che connota la sua irrepetibile personalità: il sorriso convincente, la serenità interiore, la gentilezza innata, la presenza festosa. Alle sue puntuali richieste non si poteva che aderire istantaneamente; e la collaborazione era gratificata e ripagata con riconoscenza piena.

È la riconoscenza che qui si tenta di tributargli per la sua opera e per l'insegnamento di vita che resterà sicuro riferimento morale per quanti l'hanno conosciuto.

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Come citare questo articolo

Romano Murmora. “Grisetti maestro di vita”. Ventaglio Novanta, n. 1, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/grisetti-maestro-di-vita/

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