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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

L’Europa ha una sede

Intervista al Comm. Donzelli (Movimento Federalista Europeo) nella nuova sede rodigina, posta al terzo piano di un edificio che sorge in piazza della Libertà al numero civico 3. I programmi del Comitato "Rovigo per l’Unione Europea"

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 1 1990 pp. 142–143

L’Europa avanza. È questo un dato inconfutabile che quasi quotidianamente ci viene ricordato dai mass media, attenti in particolare alla scadenza del 1 Gennaio 1993, allorché verrà attuato il mercato unico. Ed anche a Rovigo l’idea dell’Europa, custodita da sempre nei cuori e nelle menti di un gruppo di europeisti ante litteram, da qualche tempo sembra aver trovato un’accoglienza molto più convinta e stabile. E la primavera 1990 ha portato agli europeisti polesani una casa: una vera e propria sede, in cui le associazioni che si prodigano per diffondere gli ideali comunitari potranno avere il loro importante punto di riferimento e base generale di lavoro.

Ci incontriamo col comm. Antonio Donzelli, segretario provinciale del M.F.E. (Movimento Federalista Europeo) nella nuova sede rodigina, posta al terzo piano di un edificio che sorge in piazza della Libertà al numero civico 3.

Le stanze sono luminose ed accoglienti, l’arredamento é ancora incompleto, ma uno stendardo blu con le dodici stelline dorate ci comunica immediatamente il messaggio di trovarci a tu per tu con l’Europa. Alle pareti le foto dei grandi europeisti che hanno gettato le basi dell’ideale di integrazione dei popoli del nostro continente.

Il comm. Donzelli sorride soddisfatto: accanto al grande sogno di un’Europa veramente unita, egli ha infatti a lungo coltivato il desiderio più modesto (che si è realizzato) di un luogo di incontro per gli europeisti polesani. Ed il suo pensiero va immediatamente ai giovani che dovranno accogliere, dalle generazioni che li hanno preceduti, i grandi valori della concordia internazionale e della collaborazione tra i popoli della casa comune europea. Per loro soprattutto dovrà funzionare questa nuova sede; e per gli educatori che dovranno in essa trovare materiale didattico adeguato alle varie fasce di età dei ragazzi e punti di collegamento di idee e di azione.

Ma come si è giunti a questo importante traguardo? Da quando a Rovigo si è cominciato a sentire l’esigenza di una sede per le associazioni europeiste? Quale è stata la prima tappa significativa di riferimento a favore dell’Europa? Lo chiediamo direttamente al comm. Donzelli.

“Il 1979 – ci risponde senza esitazione il segretario del M.F.E. – ha rappresentato l’avvio concreto di un importante lavoro di coinvolgimento delle istituzioni rodigine a favore delle tematiche europeistiche. In quell’anno è nato infatti il “Comitato Rovigo per l’unione europea”. Ad esso aderiscono le principali istituzioni locali oltre che le associazioni europeistiche. E precisamente: la Giunta Comunale, i capigruppo consiliari, l’Accademia dei Concordi, la Camera di Commercio, il Provveditorato agli Studi, l’A.I.C.C.R.E., il C.I.F.E., il M.F.E. e l’A.E.D.E., sotto la presidenza del sindaco pro tempore. Da allora gli sforzi per avvicinare i polesani all’Europa si sono moltiplicati con un’attività continuativa che è valsa un prestigioso riconoscimento: Rovigo è stata insignita della “Bandiera d’onore del Consiglio d’Europa”, un attestato veramente importante che premia l’assiduità con cui si è operato. In questo decennio si sono avute importanti e significative testimonianze del positivo lavoro svolto anche nell’ambito della scuola polesana. Molti i giovani che partecipano alle iniziative europeistiche, con particolare riguardo alla “Giornata Europea della scuola” che spesso ha portato i ragazzi della nostra provincia ad ottenere riconoscimenti nazionali, superando con i loro elaborati analoghi lavori affluiti a Roma da tutta Italia”.

Che valutazione dà alle recenti elezioni italiane in cui si sono affermati interessi frazionistici ed autonomistici (ad esempio quelli delle leghe) che sembrano andare al contrario rispetto alle esigenze di unificazione dell’Europa?

“Penso che i giovani dovrebbero interessarsi maggiormente alla politica. È sbagliato vederne soltanto gli aspetti partitocratici e perciò allontanarsi ritenendo che andrà sempre così. Bisogna entrare nella politica armati di ideali forti, con la determinazione di voler eliminare le storture, con convinzioni di voler migliorare la realtà in cui ci troviamo a vivere”.

Quali sono i programmi futuri del Comitato Rovigo per l’Europa?

“Formare un gruppo di lavoro permanente di informazione rivolto in particolare ai giovani che vogliono conoscere più concretamente le istituzioni e le problematiche dell’Europa. Intendiamo incrementare gli scambi internazionali e le visite all’estero, accrescere l’interesse e l’attenzione verso i processi di integrazione non solo economica, ma anche politica dell’Europa. Il nostro sogno è quello degli Stati Uniti d’Europa.

La liberalizzazione valutaria decisa dal nostro Stato in anticipo ai tempi previsti va certamente in questo senso, perché abitua a non sentirsi più vincolati con i propri risparmi nell’ambito dei confini nazionali. Si impara a pensare e a far progetti in una dimensione europea. Un po’ alla volta arriveremo anche alla vera unità politica”.

Quali sono le difficoltà che incontra il Comitato per l’Europa?

“Le difficoltà sono soprattutto di natura economica. Spero comunque che la disponibilità di una sede (per la quale va ringraziato un autentico benefattore che preferisce non essere menzionato) servirà a superare più agevolmente i nostri problemi, suscitando anche l’attenzione della Regione per quanto stiamo facendo.

Oltre alle iniziative precedentemente esposte è nostra intenzione avviare seminari di aggiornamento e portare la nostra voce a Roma in occasione del prossimo vertice dei capi di Stato e di Governo”.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “L’Europa ha una sede”. Ventaglio Novanta, n. 1, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/leuropa-ha-una-sede/

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