Pubblicità

AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Villa Mecenati ad Adria

E’ sede del Conservatorio, istituzione che affonda le sue radici nella Società Filarmonica, nata duecento anni fa nel 1806

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 34 2007 pp. 14–17

All’imbocco di via Maddalena, conosciuta anche come via della Stazione perché per questo scopo fu a suo tempo realizzata, sorge ad Adria, elegante e maestosa, Villa Mecenati.

Il prestigioso edificio, preceduto da un bel parco, vide la luce negli anni ‘30 del secolo scorso, in seguito al rifacimento di un rustico, inizialmente parte integrante di una vasta tenuta estesa a nord del centro abitato. L’idea di dar vita alla nuova costituzione fu successiva alla realizzazione della linea ferroviaria, a causa della quale la maggior parte della campagna risultò definitivamente staccata dall’area su cui sorgeva l’ampio edificio rurale, che pertanto risultò gravitare verso il centro storico divenendo inutilizzabile per gli scopi che l’avevano visto nascere.

L’ipotesi di trasformarlo in villa padronale fu assunta dal proprietario Ferrante Mecenati, la cui famiglia possedeva ad Adria vaste proprietà e risiedeva in un palazzo oggi inglobato nella sede municipale. Un progetto concepito dopo il matrimonio con Rosita Brusardi, figlia di un intraprendente ed apprezzato impresario teatrale, conosciuta a Milano durante un soggiorno nel capoluogo lombardo dove Ferrante Mecenati, stimato direttore d’orchestra, svolgeva attività presso la Scala.

Fu Ferrante Mecenati un personaggio sicuramente singolare che, laureatosi in legge, all’attività forense preferì decisamente quella dell’impegno musicale sostenuta, oltre che dalla passione, dal conseguimento del diploma in composizione e direzione che gli aprì le porte di un’importante carriera. Alla Scala esordì dapprima come sostituto di Toscanini, e poi con un ruolo autonomo, che successivamente lo avrebbe portato a gestire importanti iniziative in varie città d’Italia, tra cui da ricordare la carica di direttore del Maggio Musicale Fiorentino e quella di Sovrintendente del Teatro La Fenice.

Dopo il matrimonio con Rosita Brusardi, la residenza nel palazzo avito di Adria risultò poco consona alla vita brillante dei due coniugi (e soprattutto a quanto pare a quella della più effervescente Rosita). Impossibile conciliare l’esistenza provinciale e tranquilla della adriese famiglia Mecenati con quella dinamica ed aperta a molteplici iniziative culturali e mondane della giovane coppia.

Ecco dunque l’idea di riconvertire il vetusto edificio, un tempo al servizio del fondo agricolo, in una prestigiosa residenza, adatta agli stili di vita della nuova coppia. Le risorse finanziarie non mancavano certo a Ferrante Mecenati, che incaricò l’emergente architetto adriese G.B. Scarpari di stendere il progetto per un palazzo significativo, all’altezza delle elevate frequentazioni che caratterizzavano la propria esistenza.

Prese così vita la magniloquente costruzione in stile impero, attorniata da un parco ben curato.

La villa, movimentata da un corpo centrale arcuato, si innalza su tre livelli, evidenziati da cornici marcapiano, presentando una facciata scandita da lesene con capitelli che ripropongono la successione dei tre classici ordini architettonici.

All’interno, villa Mecenati presenta a tuttoggi la sua originalità nella inedita “fuga di stanze”, alle quali si accede da due corridoi che, a destra e a sinistra, hanno origine appena oltre la graziosa e contenuta sala d’ingresso. Gli stucchi che abbelliscono le stanze furono attuati da una ditta padovana, mentre la bella ringhiera in ferro battuto che accompagna la scala che porta al primo piano fu realizzata, sempre su disegno dell’arch. Scarpari, dalla ditta Gatto, anche questa patavina.

Il Conservatorio di Adria

I coniugi Mecenati condussero una vita tutt’altro che parsimoniosa, legati al bel mondo di Venezia e Cortina, dove pure possedevano prestigiose abitazioni, senza però vedere la loro unione coronata da una discendenza. Di qui l’idea, con il sopraggiungere della vecchiaia, di prevedere un lascito, in base al quale la villa adriese fu destinata al Comune perché la destinasse a sede di istituzioni musicali.

Ed oggi le stanze di villa Mecenati, adibite ad aule per gli studenti del Conservatorio, risuonano sempre di note musicali, mentre particolarmente suggestiva risulta la prima saletta, sulla destra dell’atrio.

Dedicata al celebre soprano Rosetta Pampanini (1896-1973), si presenta ricca di mobili e souvenirs che ricordano i successi e i consensi che hanno accompagnato la grande cantante nel suo entusiasmante curriculum di artista. Molteplici le attestazioni di stima ed amicizia che portano firme illustri, come quella di Arturo Toscanini o Beniamino Gigli, cimeli donati dal marito della Pampanini alla morte della cantante che, nata a Milano da genitori polesani, mantenne un rapporto di grande affetto con la terra dei propri avi, concedendosi, specie nella stagione estiva, periodi di soggiorno a Corbola, paese che più volte animò con iniziative di natura musicale.

La nascita del Conservatorio di Adria risale al 1 ottobre 1974, con la dicitura che tuttora lo contraddistingue : Conservatorio Statale di Musica “Antonio Buzzolla”.

Un’istituzione che non si originava dal nulla, ma che aveva alle sue spalle una lunga storia, risalente ai primi anni dell‘800 allorché, il 9 settembre del 1806 – giusto due secoli fa – si costituiva, sotto la direzione del M° Angelo Buzzolla, la “Società Filarmonica”, con scuola attivata nella cappella della Cattedrale.

Grazie all’attivismo di Angelo Buzzolla la Scuola venne ufficializzata nel 1817, continuando a funzionare fino alla morte del maestro nel 1836.

L’istituzione si ricostituì dieci anni dopo, nel 1846, come “Società Filarmonica Adriese”, proseguendo con questa dicitura l’attività per oltre mezzo secolo finché, nel 1901, approdò alla nuova denominazione “Istituto Musicale Antonio Buzzolla e Società dei Concerti”.

La tappa successiva si registrò nel 1962, quando l’istituzione si sdoppiò dando vita da una parte al “Liceo Musicale Antonio Buzzolla” e dall’altra alla “Società dei Concerti”. Poi, nel 1970, il passaggio del liceo a sezione staccata del Conservatorio di Musica di Verona. Infine, come detto, nel 1974, l’avvio autonomo del Conservatorio adriese, che mantenne la dedica al M° Antonio Buzzolla, già presente dal 1901.

Antonio Buzzolla (1815-1871)

La storia del Conservatorio di Adria affonda dunque le sue radici nella prima istituzione musicale adriese, avviata due secoli fa (settembre 1806) da Angelo Buzzolla col nome di “Società Filarmonica”, da cui prese vita la passione musicale del figlio Antonio Buzzolla a cui è intitolato il Conservatorio.

Antonio Buzzolla (1815-1871) fu un personaggio di sicuro rilievo nel panorama musicale del suo tempo, che si mise in evidenza fin dalla tenera età come abile esecutore, tanto che, a soli 16 anni, divenne membro dell’orchestra del teatro La Fenice di Venezia. Al suo attivo rimangono diverse opere liriche, anche se più longeva fu la fama acquisita come compositore di melodie e canzonette.

Stimato dai grandi musicisti del XIX secolo, da Verdi a Rossini, fu richiesto come direttore di orchestra all’estero, soggiornando per qualche anno a Berlino dove diede anche lezioni di musica alle nipoti del re. Ovvio che un tale personaggio, sia pur poco presente nella città natia, sia stato di riferimento per tener alta la tradizione musicale in Adria, e meritorio che la sua memoria sia tuttora tenuta desta nell’intitolazione del Conservatorio.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Villa Mecenati ad Adria”. Ventaglio Novanta, n. 34, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/villa-mecenati-ad-adria/

Pubblicità