Pubblicità

AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Si restaura San Francesco

Nel tempio rodigino scoperti due affreschi sulle pareti della cappella gotica che fu della famiglia Roverella

di Settimio Rigolin

Ventaglio Novanta n. 34 2007 pp. 24–27

L’antichissimo complesso rodigino di San Francesco è interessato, in quest’ultimo scorcio del 2006, da un ampio progetto di restauro e risanamento conservativo che, assieme al consolidamento della struttura, mira a recuperare aspetti connessi all’originale architettura gotica.

I lavori di intervento, con sorpresa, hanno dato prova che, intonaci, vecchie tinteggiature, sovrapposizioni di vecchi solai e altre sovrastrutture nascondono un patrimonio storico ed artistico di notevole importanza per la città di Rovigo e per il territorio. Queste antiche pietre racchiudono infatti la testimonianza di una fede e di un cristianesimo che in passato ha animato profondamente la Diocesi di Adria, grazie alla presenza di una comunità di Frati Francescani: l’ordine dei Minori Conventuali.

I lavori di ripristino si sono resi necessari a causa della precaria situazione del tetto, del soffitto e di molte altre strutture dell’edifico, estendendo poi l’intervento a tutta la chiesa. Si è inteso riservare una attenzione particolare alla parte gotica, la quale nel corso degli anni ha subito gravi manomissioni, che hanno deteriorato e offuscato l’importanza di uno dei luoghi più antichi e suggestivi della città.

Il preventivo dell’intervento di recupero si aggira attorno ad un milione trecento cinquantamila euro, beneficiando del contributo della Conferenza episcopale italiana, della Regione Veneto e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In particolare l’architetto Francesco Allodoli con l’architetto Bruno Soliani e il geometra Penna formano l’equipe responsabile dei lavori. L’architetto Allodoli è persona molto conosciuta nel territorio, grazie alla sua diffusa esperienza nel campo del restauro, avendo portato a compimento vari interventi di risanamento su antichi fabbricati, in particolare edifici sacri e strutture ecclesiastiche.

Per quanto riguarda il complesso monumentale rodigino di S. Francesco si tratta di un progetto ambizioso, avviato con l’obiettivo di far risplendere questo storico bene d’arte in tutta la sua bellezza architettonica, artistica e spirituale, rivalutando così il suo ruolo primigenio, di importante polo riferimento situato all’interno e non fuori le mura della città.

Questa prima fase dell’intervento riguarda la chiesa, il consolidamento completo della facciata e la decorazione interna.

Relativamente alla parte antica si sta recuperando quanto è rimasto risalente alla presenza francescana.

E non sono mancate le scoperte, tutte positive, come i rilievi ricoperti in foglia d’oro, le modanature e i capitelli in pietra di Vicenza, fino a giungere al ritrovamento prestigioso di due sorprendenti affreschi, avvenuto nella prima cappella gotica, ovvero la cappella Roverella.

Il 2006 può essere pertanto considerato l’anno dei Roverella, per il fatto che nei primi mesi dell’anno ha visto giungere a completamento il restauro di grande Palazzo Roverella di piazza Vittorio Emanuele, mentre la seconda parte è stata coronata dalla scoperta degli affreschi nella cappella di questa antica e importantissima famiglia. La cappella Roverella ospitava un prezioso altare ligneo, dorato, dedicato a San Valentino, e questo era il luogo dove furono sepolti alcuni membri della potente famiglia, che ha animato sul piano culturale, architettonico, artistico e spirituale, la vita della città tra la fine del 1300 e il 1400.

Il complesso di San Francesco ha subito nei secoli varie ricostruzioni, particolarmente evidenti nell’edifico rappresentato dalla chiesa. La storia della poliedrica struttura risale alla fine del 1297, quando, a seguito di un lascito testamentario di Obizzo II d’Este, morto nel 1293, il frate Albertino da Mantova acquistava il terreno in contrada Ruscio dando inizio alla costruzione che fu portata a termine dopo pochi anni nello stile gotico.

La chiesa era ad una sola navata, si caratterizzava per un ampio transetto con cinque altari. Una prima modifica fu realizzata nel 1413 con l’aggiunta di 5 cappelle. Nel 1520 fu edificato il campanile, seguirono altre fasi di intervento che modificarono l’edificio.

Il convento era sicuramente di notevoli dimensioni ed ospitava una numerosa comunità francescana, la cui azione si interruppe bruscamente nel 1797, allorché i frati dovettero abbandonare il grande complesso, a seguito della soppressione napoleonica.

I grandi lavori che stravolsero completamente la struttura, risalgono al 1827, quando ebbe inizio una radicale ristrutturazione che cancellò in gran parte l’originale stile gotico. Fu così che nel 1853 fu eretta la nuova facciata in stile neoclassico, successivamente ornata di statue marmoree.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Settimio Rigolin. “Si restaura San Francesco”. Ventaglio Novanta, n. 34, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/si-restaura-san-francesco/

Pubblicità