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MUSICA & TEATRO

Memorabile Otello

Ampi consensi all’avvio della 191a Stagione Lirica rodigina. Le aspettative del direttore artistico Marcello Lippi

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 34 2007 pp. 112–115

L’Otello di Giuseppe Verdi ha dato il via, nel modo migliore, alla 191a Stagione Lirica e di Balletto del Teatro Sociale di Rovigo, con due rappresentazioni tenutesi il 6 e 8 ottobre, precedute da altre due (una sorta di prova generale) nell’ambito del “Progetto scuola”, per gli istituti scolastici. Un’opera che mancava dalle scene rodigine da ben 43 anni, attesa con grande interesse del pubblico e nota per aver ottenuto ampi consensi fin dalla prima assoluta, andata in scena alla Scala di Milano nel febbraio del 1887.

Due cast di applauditi interpreti si sono alternati su una scena sobria, ideata da Gabbris Ferrari con un’impronta ispirata ad un certo rigore, ma non per questo disdegnata dal pubblico, che ha manifestato apprezzamento per l’intero allestimento e la regia di Dieter Kaegi. Annotazioni positive, qualificatesi come ottime credenziali per il viaggio che ha iniziato ad intraprendere il lavoro messo a punto a Rovigo dallo staff del Teatro Sociale, istituzione storica di sicuro prestigio per il capoluogo polesano che si avvale della direzione artistica del maestro Marcello Lippi.

Per la produzione realizzata a Rovigo, che raggiungerà vari teatri d’Italia, sbarcando poi anche in Irlanda, si sono affiancati al Sociale vari enti, quali il Teatro Comunale di Bolzano, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento, la Fondazione Teatro Coccia di Novara, la Fondazione Ravenna Manifestazioni, il Coro Lirico Città di Rimini “Amintore Galli”, il Teatro Goldoni di Livorno e il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona.

L’Otello, un’opera molto amata dal pubblico, desunta dal dramma di Shakespeare, in perfetta sintonia col clima del Romanticismo ottocentesco. Un soggetto che aveva sempre interessato Verdi, il quale più volte aveva pensato di curarne una trasposizione operistica. Obiettivo reso possibile dall’incontro con Arrigo Boito, procurato non senza difficoltà dal produttore Ricordi che riuscì a stemperare pregressi rancori tra i due personaggi, rappresentativi di due concezioni musicali che sembravano inconciliabili. L’opera polarizza l’attenzione su tre personaggi fondamentali: Otello, il “moro”, condottiero vincitore della flotta veneta accecato dalla gelosia; Desdemona la mite compagna vittima del crescente sospetto del coniuge, Iago il turpe tessitore della tela diabolica che aggroviglierà i rapporti tra i due consorti fino all’esplosione del dramma. Un ruolo secondario hanno poi Cassio, anch’egli vittima delle trame di Iago, del quale finisce inconsapevolmente per assecondarne i malefici progetti, e Roderigo, spasimante non ricambiato di Desdemona.

Sulla scena del Sociale la parte di Otello, il protagonista tormentato dalla folle gelosia, è stata interpretata nelle due rappresentazioni dal tenore Mario Malagnini (essendo indisposto Piero Giuliacci a cui era stata riservata la prima); il ruolo della dolce, candida quanto bersagliata Desdemona è stato riservato alle due soprano Chiara Taigi e Sara Galli; il demoniaco Iago è stato ottimamente interpretato dal baritono Vittorio Vitelli; Roderigo dal tenore Vittorio Zambon, mentre per Cassio si sono alternati i tenori Cristiano Olivieri e Giovanni Gregnanin.

L’Orchestra Filarmonica Veneta “G. F. Malipiero”, diretta da Gianluca Martinenghi ha offerto una resa efficace della impegnativa partitura musicale, ed altrettanto convincente è stata la prova prestata dal Coro del Teatro Sociale diretto da Giorgio Mazzucato.

Il successo di entrambe le rappresentazioni dell’Otello messe in scena a Rovigo, con la presenza di un pubblico delle grandi occasioni (di rilievo sia per le personalità convenute che per il massiccio afflusso, tale da far registrare il tutto esaurito) è stato sottolineato con piacere non solo dagli addetti ai lavori ma anche dagli amministratori rodigini, in primis dal sindaco Fausto Merchiori che ha espresso il suo convinto sostegno all’attività del Sociale, rimarcando l’importanza di una stagione che si concluderà nell’aprile del 2007 comprendendo complessivamente 12 spettacoli, vari per impegno e caratteristiche: serate dedicate alle opere liriche alternate con altre destinate al balletto e con alcune iniziative pensate appositamente per il pubblico più giovane. Soddisfazione per la capacità propositiva del teatro rodigino che si avvale di un laboratorio all’altezza della situazione, basilare per la possibilità di realizzare produzioni in grado di far conoscere ed apprezzare a livello nazionale l’attività operistica e di balletto “made in Rovigo”, avvalendosi anche di qualificate collaborazioni con importanti teatri italiani.

L’intervista

Ancora sull’onda della soddisfazione per il buon esito registrato dall’opera forse più attesa di tutto il cartellone della 191a Stagione Lirica e di Balletto, chiediamo al direttore artistico Marcello Lippi di esprimere il suo pensiero in proposito.

Direttore è stato pienamente appagato dalle due rappresentazioni dell’Otello? Quali sono secondo lei i punti di forza o comunque caratterizzanti di questa produzione rodigina?

“Le rappresentazioni di Otello sono state un grande successo grazie al lavoro svolto con professionalità e passione da tutti i partecipanti alla produzione. L’accoglienza positiva del pubblico e della critica è stato il giusto premio a tanto impegno. Credo che il punto di forza della produzione sia stato il cast, che era veramente di altissimo livello, coadiuvato da un’efficacissima regia e da una direzione orchestrale inappuntabile. Ho trovato superbe, come sempre, le prove di orchestra e coro. Tutti hanno lavorato consci che “Otello” sia un’opera molto difficile e che occorra un’estrema dedizione per avere un risultato qualitativamente accettabile, nonostante le ristrettezze economiche in cui è costretto ad operare il nostro teatro, che non ha i mezzi delle grandi fondazioni. La sfida di produrre a Rovigo un titolo così impegnativo è stata vinta grazie alla passione degli interpreti e di tutte le maestranze”.

In quali teatri italiani o stranieri è prevista la rappresentazione dell’Otello, nell’allestimento del Teatro Sociale? E quanto sono importanti le collaborazioni che il Teatro rodigino riesce ad attivare con altri analoghi enti sul territorio nazionale?

“L’Otello proseguirà il suo cammino nei teatri di Bolzano, Ravenna, Trento, Rimini, Livorno, Novara e Savona, quindi si trasferirà a Dublino. Il sistema delle coproduzioni è stato da me messo a fondamento dell’attività del Sociale: la possibilità di suddividere i costi di produzione con altri teatri partners permette un fortissimo risparmio e, attraverso un reinvestimento delle risorse risparmiate in altre produzioni, permette un significativo ampliamento quantitativo e qualitativo della stagione rodigina. Si crea poi una realtà di consociazione di teatri attorno a progetti, con uno scambio di idee e risorse che rende ancora più affascinante la creazione comunitaria di prodotti artistici di qualità”.

Nei suoi contatti con il mondo della lirica (cantanti, direttori d’orchestra, registi, scenografi, appassionati del bel canto) lei può facilmente testare il grado di interesse che si prova fuori dal Polesine per quanto viene fatto e programmato a Rovigo. Che considerazione si ha del nostro teatro?

“In questi due ultimi anni il teatro Sociale di Rovigo si è conquistato una fama internazionale proporzionale allo sviluppo delle sue stagioni operistiche. Il manifesto delle stagioni liriche suscita interesse in tutti gli operatori perché è molto ricco ed accattivante. Molti teatri italiani ed esteri desiderano collaborare con noi e fanno richiesta di coprodurre un’opera, cantanti anche molto famosi chiedono di cantare nel nostro teatro perché ha fama di teatro serio e perché è per loro un onore far parte di stagioni liriche tanto “in vista”, le giornate dedicate alle audizioni sono sempre pienissime di candidati, gli operatori teatrali considerano il teatro rodigino un’istituzione seria gestita da persone affidabili e professionali, molti teatri si rivolgono a noi per avere consigli, suggerimenti, indicazioni su come organizzare le proprie stagioni liriche; soprattutto all’estero il nome del Sociale è ora molto conosciuto. Io ho avuto, per esempio, l’onore di essere accolto dal teatro Covent Garden di Londra che mi ha messo a disposizione una sala per fare audizione a cantanti inglesi, inoltre aumenta costantemente il numero degli spettatori provenienti da fuori, abbonati compresi, con grandi vantaggi turistici per la città”.

Ci può anticipare qualche idea per il futuro? Sappiamo che vi sono molte preoccupazioni per il restringersi dei sostegni pubblici. Ritiene possibile mantenere un decoroso livello di programmazione a fronte di una situazione che finanziariamente può presentarsi problematica?

“L’anno scorso il Comune ha stanziato circa 450.000 euro con un rientro di circa 300.000 ed una spesa pertanto di 150.000 euro con la quale si è prodotto lavoro per 150 persone, cultura, turismo e si è fatto un gran bene al nome della città. Per il futuro le “voci” sono molto preoccupanti, soprattutto intorno ad un grande ridimensionamento del contributo comunale al Teatro. Siamo a pochi giorni dall’obbligatoria consegna dei dati al Ministero, fissata per quest’anno al 31 ottobre, e non ho notizie in merito. Attendo e trepido, come tutti i miei numerosi collaboratori”.

Molti si attendevano che l’avvio della nuova stagione lirica sarebbe coinciso con la fine dei lavori che stanno interessando lo storico immobile. E’ ipotizzabile la conclusione per il prossimo Natale? Quali saranno i benefici più importanti di cui potrà giovarsi il teatro?

“So che il sindaco di Rovigo sta prendendo in esame i problemi relativi all’incompiutezza del teatro e sta a lui pronunciarsi in merito, io ho solo incarichi di direzione e sovrintendenza artistica delle attività. Lo stabile è di proprietà comunale, gestito attraverso un apposito soggetto”.

Per l’attuale stagione c’è stato un vero e proprio boom degli abbonamenti. Un fatto molto incoraggiante, che induce a raddoppiare gli sforzi al fine di mantenere il Sociale all’altezza della migliore tradizione…

“Il grande aumento degli abbonamenti (58% per cento quest’anno più il 21% di aumento dell’anno scorso, fa uno straordinario 79% in due anni) è segno di una grande partecipazione e di una commovente fiducia da parte del pubblico del Sociale. I miei sforzi saranno triplicati se necessario per mantenere lo standard, ma se l’amministrazione non li sosterrà adeguatamente, essi saranno totalmente inutili. Conosco gli amministratori, ho avuto sempre parole di incoraggiamento e sostegno, pertanto guardo con ottimismo al futuro, non ascoltando voci negative messe in giro probabilmente ad arte, ed aspetto fiducioso di avere dai miei responsabili notizie certe sul futuro e sulla possibilità di continuare l’attività del Teatro Sociale”.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Memorabile Otello”. Ventaglio Novanta, n. 34, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/memorabile-otello/

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