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ARTEOGGI

Gli incanti di Jone Suardi

Le stupende vetro-sculture dell’artista aponense trasmettono importanti messaggi di amore e di speranza

di Angioletta Masiero

Ventaglio Novanta n. 53 2016 pp. 111–114

Nell’ultimo scorcio del 2015 le opere di Jone Suardi hanno avuto modo di farsi conoscere in Polesine nel corso di due importanti iniziative: in occasione di un apprezzato premio letterario sostenuto dall’Associazione Industriali e nell’ambito di un’azione di sostegno ad un’associazione umanitaria nel corso delle giornate Telethon.

Per conoscere meglio l’artista, che risiede ad Abano Terme, l’abbiamo raggiunta presso il suo elegante laboratorio-studio. Accedervi è come spalancare una porta su un magico mondo di vetro. Si rimane incantati dinanzi alle raffinate sculture, ai bassorilievi, ai deliziosi piatti realizzati dalle sue abili mani.

Il prof. Augusto Alessandri, illustre critico d’arte, ha definito Jone Suardi “una delle scultrici più raffinate della terra veneta”, e ammirando le sculture di Jone, non si può che concordare con tale definizione. Carla d’Aquino Mineo da parte sua ha evidenziato come la valente artista dimostri una rara “sapienza esecutiva nei diversificati materiali, dalla terracotta, alla fusione in bronzo, sino alla realizzazione di pregiate sculture in vetro che mostrano risultanze classiche, dove antichi preziosismi si evolvono in forme rinascimentali per raggiungere, nell’autonomia stilistica accentuazioni moderne nell’evocazione di Arturo Martini e Giacomo Manzù nel ricondurre le forme rinascimentali all’essenzialità plastica.”

Le stupende vetro-sculture della Suardi trasmettono importanti messaggi di amore e di speranza nei confronti della vita. Soffermarsi davanti alle sue opere permette ad ognuno di noi di riflettere sulla fragilità dell’essere umano continuamente in bilico tra esigenze e desideri materiali e tensioni spirituali.

L’artista aponense ha recentemente realizzato stupende sculture in vetro per gli autori premiati al concorso letterario internazionale “Unicorno-Rovigo” e, per l’occasione, ha creato acquerelli e sculture raffiguranti il mitico unicorno, opere di rara eleganza che sono state molto ammirate. Nel settembre 2015 ha tenuto una splendida personale dal titolo “Verso l’alto” nel suggestivo Oratorio di San Rocco a Padova riscuotendo grande successo per l’eleganza stilistica, i meravigliosi riflessi e la luminosità delle opere esposte.

Ci troviamo dunque ad Abano Terme nell’elegante studio con annesso un laboratorio di fusione e domando ad Jone Suardi perché predilige il vetro per la realizzazione delle sue opere.

“Perché è trasparente, illusorio, magico, – risponde l’artista- e mi permette di trasformare il volume della materia in trasparenza, luce, colore.”

D: Cosa la affascina?

R: La classicità. Ricordo che, da bambina, quando ero costretta a rimanere a letto perché malata, chiedevo mi venisse portato un libro che riproduceva statue classiche. Osservare quelle figure mi piaceva moltissimo, così come amavo un altro libro: la Divina Commedia illustrata da Doré. Guardare quelle meravigliose illustrazioni mi faceva sentire meglio.

D: A cosa sta lavorando in questo periodo?

R: Sto ultimando una scultura che verrà consegnata a Palazzo Moroni a Padova quale premio alla carriera ad una personalità eccellente, l’impresario di danza Daniele Cipriani. Inoltre, sto lavorando per la città di Monselice per ricordare il Giubileo Straordinario della Misericordia. Si tratta di un’opera in bronzo che vuol rappresentare il pontefice Paolo V che diede il privilegio giubilare a Monselice nel 1500.

D: Quando si è iscritta all’Accademia di Belle Arti di Venezia?

R: Tardi. Prima ho dovuto lavorare alternando l’attività di insegnante a quella di impiegata. Sono diventata moglie e mamma di due gemelli, Nicoletta e Andrea. Per anni mi sono dedicata interamente alla famiglia. Solo all’età di quarantasette anni ho potuto ritornare tra i banchi di scuola; mi sono iscritta al primo anno del Liceo Artistico “A. Modigliani” di Padova. Studiavo e lavoravo cercando di non trascurare mai la famiglia. Nel ’94, il mio sogno, riposto per tanto tempo nel cassetto, è diventato finalmente realtà; ho potuto iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ho frequentato scultura e mi sono diplomata a pieni voti nel 1997.”

Da allora l’entusiasmo, la passione, l’impegno artistico di Jone non sono mai venuti meno. Le mostre si sono succedute così come i prestigiosi riconoscimenti alla sua arte.

Ha tenuto mostre a Venezia, Udine, Firenze, Abano Terme, Budapest, Treviso, Padova, Roma, Milano… Ha realizzato importanti opere pubbliche. E’ sua l’incisione su marmo che ritrae San Giovanni Bosco in Piazza Sacro Cuore ad Abano Terme. Come sua è la scultura in vetro al Priore del Santo a Padova, e suo il medaglione commemorativo in bronzo Giubileo 2002 sulla Porta Romana a Monselice.

Molti i primi premi conseguiti in Concorsi d’arte nazionali ed internazionali tra i quali il “Renato Marinato” di Marghera, la XII Biennale Friuli Venezia Giulia di Udine, la Biennale Triveneta d’Arte Sacra Carpenedo Mestre, il Premio Internazionale Città di Udine, la Mostra Internazionale di Arte Sacra Pompei e tanti altri.

Grande è la capacità d’immedesimazione di Jone Suardi nel racconto che va a rappresentare; da ogni opera traspare il pathos e la spiritualità che sa imprimere alle sue creazioni.

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Come citare questo articolo

Angioletta Masiero. “Gli incanti di Jone Suardi”. Ventaglio Novanta, n. 53, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/gli-incanti-di-jone-suardi/

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