47 Scatti per raccontare le donne del Polesine
47 scatti, quasi tutti in bianco e nero, visibili fino al 20 dicembre, divenuti testimonianza storica inconfutabile del lavoro e della fatica che le donne hanno svolto e sopportato al fianco degli uomini per sostenere la famiglia e contribuire al suo fabbisogno.
Donne inginocchiate o curve accanto al solco, dove il grano è germogliato, per estirpare l’erba infestante. Donne che trascinano le reti verso la barca per caricare i molluschi raccolti, che rastrellano il fieno, curano l’orto, spennano i polli, sfogliano le pannocchie dorate o lavano i panni sulla riva di un corso d’acqua. E, tornate a casa, si dedicano alle pulizie, preparano il cibo, impastano il pane o la pasta. Poi, alla sera, quando la quiete agognata sembra raggiunta, è il momento di sedersi al telaio e filare, lavorare a ferri o a uncinetto, rammendare le povere cose di tutti i giorni finchè il sonno non annebbia la vista.
Altre immagini mostrano donne con ceste di frutta e verdura sulla bicicletta, da vendere al mercato. Donne vestite di nero, con il fazzoletto in testa e il viso solcato dalle rughe per le preoccupazioni. Poi qualcosa comincia a cambiare: vediamo sarte, sedute alla macchina da cucire, che insegnano il mestiere a un gruppo di ragazze; donne che lavorano in falegnameria e altre impegnate a lavorare il tabacco; ragazze giovani e sorridenti con la divisa da infermiera che posano accanto ad una ambulanza. Conclude il percorso la fotografia di due donne, avvolte da capo a piedi, nel nero di un abbigliamento mussulmano e quella sorridente di altre due donne davanti al palcoscenico, da cui sono appena scese per ringraziare il loro pubblico.
Alla mostra: La storia siamo noi’ era stato abbinato un concorso di cui sono risultati vincitori: Cristina Sartorello, 3° premio, con la fotografia di una donna di mezza età che sorride soddisfatta; Rossella Magosso, 2° classificata, con l’immagine di una venditrice ambulante che tratta con una cliente; Renato Buratto, 1° premio, autore di una foto dedicata ad una neolaureata che gioisce per il traguardo raggiunto e alza verso il cielo la bottiglia di spumante con cui brindare’.