Organizzato con un anno di anticipo, visto il desiderio di molti emigranti, il secondo raduno “A vegno a cà” dei “Butrigan nel mondo” ha ottenuto un successo inaspettato. Quel raduno, iniziato nel 2013 doveva infatti svolgersi ogni tre anni, da ora, invece sarà biennale. Bottrighe ha così riabbracciato tanti dei suoi figli che hanno lasciato il paese natale, ma che conservano intatto il senso delle radici.
In ben centodieci si sono ritrovati il 26 e 27 settembre scorsi: una sessantina sono appositamente giunti da Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Toscana, oltre che da alcune province del Veneto.
Due giorni molto intensi per gli emigrati bottrighesi, accolti affettuosamente nella loro terra natale, tra abbracci e commozioni, ricordando i tanti momenti dell’infanzia e della gioventù trascorsi insieme a Bottrighe. Molti di loro si sono incontrati con vecchi compagni di classe che non vedevano da tantissimi anni: immancabile la passeggiata lungo gli indimenticabili argini del grande fiume.
Particolarmente commovente l’incontro tra Raoul Gregnanin di Settimo Torinese, già redattore capo di Tutto Sport che tornava a Bottrighe dopo quasi cinquant’anni e Cesarino Del Ross, oggi novantaduenne, suo maestro elementare.
Nella giornata di pre-festa ufficiale, dinanzi alla sala polivalente “Loris Cominato” – per tutti le “ex scuole rosse” -, si sono dati appuntamento gli emigrati provenienti da più lontano. Poi l’aperitivo nella “queva” messa a disposizione dal Gruppo Sportivo e l’ottima cena a base di pesce preparata grazie anche alla collaborazione delle sapienti mani di Giuliano Romanin, Wilmer Andreotti e Natalino Crepaldi.
Qui, il poeta-scrittore Lino Veronese, attualmente residente a Rosolina, ma per una vita a Torino, è stato nominato ufficialmente presidente dei “Butrigan nel Mondo” per mano del dottor Antonio Boni che gli ha consegnato una medaglia che raffigura l’angelo della torre campanaria di Bottrighe, simbolo importante per questa comunità.
Si è trattato di una serata di “Amarcord” con la proiezioni di vecchie immagini e rievocazione dei momenti passati, seguiti dalla lettura di alcuni passi del nuovo libro sulla storia di Bottrighe, di prossima stampa, opera di Nerino Albieri, appassionato storico e ricercatore locale.
Il giorno seguente, nell’affollata chiesa di San Francesco, si è svolta la messa dell’emigrante celebrata dal parroco don Antonio Cappato e commentata da appropriati canti del locale gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia”, gruppo che sul sagrato della chiesa ha poi intonato l’inno “Oh Bottrighe!”.
Il sindaco di Adria Massimo Barbujani ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, sottolineando l’importanza ed i legami con gli emigrati, facendo riferimenti altresì alla preziosa attività dell’associazione “Polesani nel mondo”. Dopo la visita alla scuola materna e al parco “1° Maggio”, la comitiva ha festeggiato l’evento con una conviviale all’Hotel Caponord nell’isola di Albarella.
Qui, tra brindisi e canti dei Bontemponi, è seguito il saluto di Nicola Gennari, delegato locale del sindaco e la consegna agli ospiti, da parte degli organizzatori, di un plico contenente una veduta fotografica aerea di Bottrighe su pergamena, un fascicolo di memorie scritto da Lino Veronese ed una pubblicazione su San Francesco, co-patrono di Bottrighe, offerto da don Antonio Cappato, parroco del paese. Vari gli interventi di gratitudine degli ospiti, molto emozionati, nel riconfermare in questo modo il forte attaccamento al paese natio che mai hanno dimenticato. Poi, prima di sciogliere la partecipata riunione conviviale, la promessa di ritrovarsi tra due anni.
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Roberto Marangoni. “A vegno a ca’”. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-vegno-a-ca-2/