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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il Callido di Giacciano

Riportato al primitivo splendore l’ultimo organo di Antonio Callido nella chiesa di S. Ippolito martire

di Maurizio Tramarin

Ventaglio Novanta n. 45 2012 pp. 26–29

Una grande emozione è stata vissuta dal numeroso pubblico e soprattutto dai cittadini di Giacciano che sabato 12 novembre 2011 hanno riempito la chiesa per ascoltare la voce dell’organo restaurato, dopo 42 anni di silenzio: la voce del loro “famoso Callido”.

Tra le autorità presenti, il responsabile dei beni culturali e architettonici diocesani mons. Giorgio Seno, l’ex parroco don Stefano Marcomini, il sindaco Natale Pigaiani e il vicario generale mons. Claudio Gatti, già parroco di Giacciano. Prima della benedizione egli ha ricordato “il momento in cui vide le canne dell’organo smontate e accatastate e l’emozione di vedere poi lo strumento restaurato dalle sapienti mani di Daniele Michelotto”, anch’egli presente.

Carlo Barbierato, invece, che ha curato il recupero del prezioso organo ottocentesco, ha dichiarato di aver “dopo 20 anni, coronato il sogno di vedere questo strumento funzionante”. Il maestro ha poi egregiamente dato voce all’organo valorizzandone le caratteristiche tecniche con l’esecuzione di brani musicali tra ‘700 e ‘800, sottolineata da prolungati applausi.

Il restauro è costato circa 93.000 euro, di cui un terzo è stato finanziato con i contributi della Regione Veneto, una parte con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana ed il resto sarà pagato con le offerte dei fedeli.

L’intervento congiunto dei due enti citati è motivato dal fatto che l’organo costituisce con tutta probabilità l’ultima opera di Antonio Callido, figlio del grande Gaetano, e risale al 1829, quando il marchese Carlo Guido Bentivoglio d’Aragona, signore di Giacciano, erede dei fondatori della chiesa, lo commissionò pagandolo 4mila lire venete.

L’organo, molto atteso, arrivò in paese accompagnato dall’artista (cronaca del parroco Don Lacchini). Fu inaugurato in prossimità della festa della Madonna della Mercede, grazie anche alle offerte dei fedeli, ma – dopo oltre un secolo – nel 1969 fu maldestramente smontato, quando il parroco Giovanni Menabò iniziò la ristrutturazione della chiesa. Lavori che fra l’altro videro l’apertura sulla facciata del rosone, che prima era cieco (e sul quale purtroppo non era più leggibile lo stemma bentivogliesco).

Lo strumento è stato restaurato nel corso del 2011 dalla ditta Francesco Michelotto di Albignasego (Pd). La cassa, invece, è stata ricostruita e decorata da una restauratrice di Arquà Polesine partendo dall’unico elemento esistente: la cornice del finestrone del prospetto. Il restauro è stato volto alla conservazione e al recupero dello strumento, che subì varie traversie fino allo smontaggio ad opera d’inesperti, a cui seguì l’inadatto accatastamento in un luogo umido con un conseguente deperimento generale.

Per portare lo storico strumento allo splendore originario è stato necessario procedere anche ad un minuzioso lavoro di ricostruzione a campione per il registro dei tromboncini, perchè l’originale era stato trafugato negli anni ’70.

Il M° Barbierato ci fa sapere che lo strumento – come si ricava in parte anche dall’allegata scheda tecnica – è caratterizzato da raffinate peculiarità costruttive, come la tastiera ornata da rosette cesellate in ottone e i tasti cromatici decorati in osso ed ebano. D’interesse è anche la particolarità fonica dell’Ottavino Bassi a doppia bocca e la meccanica azionante i ventilabri mediante pironi in ottone.

Durante la bella serata inaugurale è stata anche presentata e distribuita una piccola pubblicazione, curata dal Comitato per il restauro, con la prefazione del parroco Don Stefano Maniezzo, contenente la descrizione e la storia di questo non grande ma interessantissimo strumento. Alla fine un brindisi per tutti presso il Circolo Acli.

L’augurio è che l’organo non sia usato solo in rare occasioni, ma che possa tornare spesso a dar lode a Dio.

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Come citare questo articolo

Maurizio Tramarin. “Il Callido di Giacciano”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-callido-di-giacciano/

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