Quasi ottant’anni, settantasette per l’esattezza, Giorgio Crepaldi, commerciante di Bottrighe da una vita, è instancabilmente operatore in questo settore.
La sua storia sembra quella vissuta in un film, partendo da una situazione di povertà d’altri tempi. Spezzoni che scorrono, tra sacrifici, duro lavoro e umiltà, ma sempre con tanto attaccamento e amore verso la propria famiglia e il proprio paese.
Crepaldi è figlio di questa terra polesana, ma come tanti, ha conosciuto l’emigrazione, anche se per un breve periodo. A dieci anni già aiutava i genitori, Marietta Guarnieri e Giuseppe Crepaldi, commercianti ambulanti di frutta, verdura e dolciumi, poi il lavoro come riparatore di biciclette. “Avevo solo sedici anni – racconta Giorgio – quando raggiunsi a Milano mio fratello Luigi per lavorare in un’azienda per lo stampaggio di materie plastiche. In breve imparai il nuovo lavoro ma la paga era davvero misera e, dopo alcuni anni, preferii tornare a casa dai miei”.
Così, di buon mattino, iniziando alle quattro, con un’ape adattata per il trasporto di frutta e verdura, si recava nella vicina Adria per il carico della frutta. Poi per tutta la mattinata la rivendeva girando tra le famiglie di Bottrighe e quelle dei paesi vicini. Subito dopo pranzo Giorgio ripartiva nuovamente per Adria: qui preparava il gelato che poi vendeva con il “giro” del pomeriggio, così avanti sino a sera.
Nel frattempo prese in affitto un negozio di via Vittorio Veneto e da lì, aiutato da tante “buone persone”, come lo stesso sottolinea, avvia il suo primo negozio di rivendita pasticceria, liquori e frutta. Il suo attivismo, congiunto a serietà di intenti e cordialità nei confronti del prossimo, viene apprezzato, cosicchè gli giunge la proposta di gestire, insieme alla sorella Luisa, bar Acli di via Dante Alighieri. Giorgio non è uno che si tira indietro ed accetta anche questa nuova sfida, pur avendo presente che gli costerà ulteriori sacrifici.
Nel frattempo conosce Graziella Grotto, donna che diventerà sua inseparabile compagna di vita e di lavoro. Dopo breve tempo si sposano, in arrivo c’è Paola, la prima delle sue tre figlie, era il 1963. “Il matrimonio è stato senza dubbio uno dei momenti più importanti della mia vita – spiega Giorgio – anche se per sposarmi dovetti caricarami di nuovi debiti”.
Dopo circa due anni nasce Laura e dopo ancora quattro arriva Roberta.
Seguire il circolo Acli, pasticceria, frutta e verdura, diventa davvero difficile, così Giorgio decide di lasciare il bar ed inzia la parziale e poi totale ristrutturazione del negozio di via Veneto. Paola intanto raggiunge la maggiore età e, con altrettanto impegno, apre un negozio di generi alimentari in via Spolverin.
Negli anni ottanta la svolta. In via Arduino Bizzarro, la nuova area residenziale a due passi dal centro del paese, realizza un piccolo supermercato da trecento metri quadrati, completo di tutto, che viene inaugurato nel 1986. Ed è un altro notevole sacrificio che Giorgio e famiglia decidono di affrontare, non mancando loro la volontà e l’ottimismo di lavorare in vista di un domani più sicuro.
Ma non è tutto e Giorgio per alcuni anni gestisce stagionalmente anche un supermercato al lido ferrarese delle Nazioni.
Tanto impegno e serietà di intenti vengono apprezzati. Giorgio è un cittadino da additare ad esempio, che va onorato. Ed è così che nel 2006 viene nominato cavaliere della Repubblica Italiana, al merito del lavoro, dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. L’onorificienza gli viene consegnata durante una cerimonia ufficiale in Camera di Commercio a Rovigo. “Questo riconoscimento – afferma il commerciante – fu per me motivo di grande soddisfazione, un premio ad una vita di sacrifici e rinunce per il futuro della mia famiglia”.
Ora, all’età di 77 anni, Giorgio Crepaldi può guardare con compiacimento al suo intenso percorso di vita, senza dimenticare i sacrifici ed anche i timori per le sfide che di volta in volta ha deciso di affrontare. “Certamente il momento più duro – osserva – è stato l’apertura del supermercato, mi caricai di debiti con la sempre e sola speranza e fiducia di riuscire nell’impresa. Per fare qualcosa ho sempre speso quello che non avevo, è andata bene”.
“Da qualche tempo non ho piu debiti – conclude Giorgio- ho un piccolo capitale, che però, con i tempi che corrono, non vale poi così tanto”.
Ancora oggi Giorgio Crepaldi non smette un minuto di lavorare ed è presidente della società nella quale vi partecipano alla pari la moglie Graziella e le figlie Paola e Laura. Ma di lui, che considera sacra l’amicizia, va infine sottolineato anche l’amore per il suo paese, verso il quale non ha mai mancato di dare la propria collaborazione, dedizione e presenza, ad ogni iniziativa che si presenta.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “Il cav. Giorgio Crepaldi”. Ventaglio Novanta, n. 53, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-cav-giorgio-crepaldi/