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UN RICORDO

M. Grazia Previati e la “Dante”

Indimenticabile la prof. per vari anni impegnata, con dedizione ed entusiasmo, alla guida della prestigiosa associazione culturale

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 53 2016 pp. 104–105

Mi sei apparsa così, Grazia, gioiosa ed entusiasta per il piacevole ed interessante itinerario di conoscenza dell’alto Polesine, che mi avevi pregato di organizzare. La tua allegria, unita alla soddisfazione per il positivo evolversi della giornata, traspaiono chiaramente nella foto scattata esattamente di dieci anni fa, mentre porgevi l’omaggio della “Dante” al prof. Tommaso Zaghini, ideatore e direttore del Museo della Giostra di Bergantino.

Grazia, la prof. Maria Grazia Previati, non c’è più da 4 anni. La sua immagine solare mi è apparsa improvvisamente in una foto finita, chissà come, in una cartella di vecchi file, non più utilizzabili, che mi predisponevo a cancellare.

Ricordo il suo entusiasmo e il suo impegno per la “Dante”. E poi il suo interesse verso il Polesine tardivamente scoperto, ma con cui voleva stabilire un legame solido, anche per “scusarsi” per averlo troppo a lungo ignorato.

La “Dante”, ovvero la sezione rodigina della prestigiosa associazione “Dante Alighieri”, aveva rappresentato un importante punto di riferimento e di collaborazione durante tutta la sua carriera scolastica: dapprima con la presidenza Penzo, seguita da Leonilda Prosdocimi Tiengo e poi Nilda Geddo, con cui aveva concepito l’idea di sperimentare i primi corsi PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), per farne il fiore all’occhiello della sezione rodigina. E, dopo la morte della presidente Geddo, quando anche per Grazia Previati era giunto il periodo dell’attesa pensione, ecco l’assunzione della responsabilità della presidenza. Ed allora anche un cambiamento nelle prospettive di vita: “Avevo sempre pensato che, raggiunta la pensione, mi sarei trasferita a Ferrara, la mia città di elezione, dove ho studiato e dove ho sempre mantenuto legami ed amicizie.”, mi diceva lei che era nata e fino all’imminenza del matrimonio era vissuta ad Occhiobello. “Poi questo impegno inatteso con la Dante, a cui non sento di potermi sottrarre”.

Un impegno che da Rovigo aveva iniziato a dilatarsi spesso anche al resto della provincia. “Sto scoprendo interessanti aspetti per me impensabili di questo territorio. – Mi disse un giorno -. Devo confessare che troppo a lungo ho sottovalutato il Polesine e le sue peculiarità. Ma almeno in parte posso rimediare”.

Con questa premessa si era affidata a me e alle pagine del Ventaglio per mettere a fuoco qualche iniziativa di conoscenza nell’ambito provinciale. Così, dopo il Delta, avevo proposto un’escursione in alto Polesine, un’area praticamente sconosciuta alla maggioranza dei soci della Dante rodigina. Partenza per Trecenta, con visita a Palazzo Pepoli-Spalletti ed illustrazione della contigua area dei gorghi; poi Sariano con l’antica Casa Pepoli, indi San Pietro Polesine con la settecentesca chiesa, l’unica della provincia con due campanili, ed il museo con ritrovamenti antichissimi della zona di Canar ed altri del XV-XVI secolo della zona di Torretta. A seguire il pranzo graditissimo presso Corte Vallona (testimonianza nel nome della grande valle che interessava il territorio prima delle bonifiche) ed infine, nel pomeriggio la chicca conclusiva: la visita al Museo della Giostra, legato all’attività prevalente della zona, ovvero alla costruzione di giostre ed elementi per luna-park, la cui storia è valorizzata nella raccolta museale ospitata a Palazzo Strozzi.

Fu una bella giornata, che contribuì sicuramente ad affiatare i componenti della Dante ed anche a rivalutare agli occhi di tutti il nostro territorio.

La Dante, con Grazia Previati ha indubbiamente ampliato il suo ruolo culturale nel contesto della provincia ed ottenuto una visibilità nuova, ed il suo ricordo è tuttora vivissimo in seno all’associazione dove il marito, il prof. Bruno Paganelli, continua ad avere un ruolo importante, accanto alla attuale presidente prof. Mirella Rigobello.

“Donna di grande cultura e intuizione che sapeva guardare lontano” – la definiscono gli attuali membri del direttivo di Rovigo – sottolineando come insieme all'attuale presidente, Mirella Rigobello, Grazia Previati ha avviato nel 2005 i corsi di lingua italiana per stranieri, denominati Plida (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), un progetto destinato sia ai principianti assoluti, sia a quelli che già conoscono la lingua e che intendono usufruire di corsi a livello più avanzato.

“Incarnava in maniera perfetta e quasi autoritaria – aggiunge il dott. Carlo Piombo – il ruolo di Presidente del Comitato Provinciale della Dante Alighieri, proponendo al mondo economico iniziative e programmi da attuare nello spirito della prestigiosa Società. Personalità e convinzione nella forza delle sue idee sembravano sostenere una donna di grande carattere, in grado di destreggiarsi con fermezza in un periodo tanto difficile per la vita delle associazioni di volontariato, grazie anche all’aiuto discreto di suo marito Bruno.

Una malattia tremenda, affrontata con la grinta di chi è abituato a lottare sempre, l’ha portata via in poco più di un anno. Ed è stato proprio in questo tempo che abbiamo conosciuto meglio, e nell’intimo, Maria Grazia, seguendola fino all’arrivederci, e scoprendone le grandi doti di umanità e di amore verso la famiglia, con particolare riguardo a Bruno, inesauribile custode della memoria di sua moglie”.

“Maria Grazia – conclude Carlo Piombo – ha vissuto il suo ultimo tempo terreno come se nulla le fosse successo, lavorando ancora per la Sua Dante, della quale era effettivamente innamorata, e per la quale organizzò due viaggi, uno in Toscana e, un altro a Torino, durante il quale la sofferenza provocata dalla malattia si faceva più evidente giorno dopo giorno, senza tuttavia scalfirne lo spirito e la voglia di vivere, come in quella sua passeggiata, a braccetto di Bruno al parco del Valentino, ripresa dagli amici, come testimonianza del suo attaccamento al bello e alla libertà del vivere”.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “M. Grazia Previati e la “Dante””. Ventaglio Novanta, n. 53, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/m-grazia-previati-e-la-dante/

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