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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Notturno nel Parco Marchiori

A Lendinara organizzato dal WWF un incontro con l’arte e la natura, alla ricerca dei pipistrelli

di Michele Zanotti e Anna Valentini

Ventaglio Novanta n. 42 2011 pp. 24–27

La tradizione popolare ancora oggi attribuisce spesso connotazioni negative ai pipistrelli, viceversa la comunità scientifica non manca di sottolineare gli aspetti positivi dell’azione di questi mammiferi volanti, la cui presenza viene inoltre segnalata come indice di salubrità ambientale.

Ecco perché il WWF, sezione di Rovigo, è da alcuni anni interessato a individuare le colonie di questi animaletti volanti che, nelle serate estive, iniziano a solcare i cieli polesani dopo il tramonto.

Dopo le serate a Badia Polesine, Porto Tolle e Ariano Polesine, la ricerca dei pipistrelli la scorsa estate si è concentrata a Lendinara, con un’escursione notturna, il 4 agosto, nel parco di Villa Marchiori. A ragione del luogo di così elevato interesse storico-paesaggistico, si è scelto di dare alla serata anche un aspetto culturale e non esclusivamente scientifico.

Il Palazzo Cà Dolfin oggi Marchiori ha origini che risalgono alla seconda metà del 1500. A tuttoggi non è ancora noto l’architetto che lo ha progettato, anche se lo stile fa pensare ad un grande dell’epoca, per cui si è fatto più volte il nome dello Scamozzi o del Sansovino.

La nobiliare dimora, che fu dei Dolfin, fu acquisita nel 1843 dai fratelli Giuseppe e Giacomo Marchiori, e costituisce uno dei più importanti monumenti architettonici della provincia di Rovigo.

Di grande interesse si presenta anche il parco, che si estende sul retro del palazzo, realizzato a partire deal 1869 da Domenico Marchiori. Attualmente esso si estende per circa 2,5 ettari e conta diverse centinaia di alberi e arbusti. Si tratta di uno dei rari parchi romantici della provincia, al quale si può associare il Parco Labia di Fratta Polesine, nonché parco Restelli di Boccasette di Porto Tolle, ispirato dall’architetto Giuseppe Jappelli, che ne fu, forse, anche il progettista.

La serata dedicata allo studio dei pipistrelli dimoranti nel Parco di Villa Dolfin-Marchiori, ha preso il via dall’incontro con Nicola Gasparetto, animatore del locale gruppo del Centro Turistico Giovanile, che ha tracciato la storia del bene lendinarese, ricordando come nel palazzo in oggetto abbiano soggiornato importanti personaggi della storia politica e culturale italiana. In particolare nell’Ottocento furono ospiti di Domenico Marchiori Giuseppe Garibaldi (24/2/1867) e il poeta Aleardo Aleardi. In tempi più recenti, intorno alla metà del Novecento invece, figure di primo piano del mondo culturale come gli artisti Giuseppe Santomaso, Renato Birolli, Emilio Vedova, Carlo Levi, Hans Hartung, e Umberto Saba, uno dei più grandi poeti italiani del secolo scorso.

Quale il motivo di tanti ospiti illustri nel Palazzo Dolfin-Marchiori? E’ presto detto: sin dalle origini la dimora gentilizia risultò essere una sorta di propaggine cenacolare polesana della città di Venezia, prima grazie al nobile casato veneziano dei Dolfin, poi, nell’Ottocento, per l’intraprendenza di Domenico Marchiori che assunse anche il ruolo amministrativo di primo cittadino di Lendinara e, successivamente, nel secolo scorso per l’intensa attività svolta da Giuseppe Marchiori, critico d’arte di levatura internazionale e narratore delle ultime imprese artistiche di pittori e scultori operanti tra gli anni quaranta e cinquanta del ‘900. Artisti che egli seguì in quello che è considerato uno dei più importanti movimenti dell’arte italiana del ‘900, che porta il nome di Fronte Nuovo delle Arti.

L’eredità culturale della famiglia Marchiori è conservata oggi nella figura dell’ing. Giuseppe Marchiori, nipote dello storico dell’arte e suo omonimo, che cerca di mantener viva l’opera dei predecessori. L’ingegner Marchiori, al termine del percorso, ha voluto incontrare gli escursionisti, e li ha intrattenuti raccontandogli del suo legame affettivo con il Parco e del suo rapporto con gli animali che lo popolano, dalle minuscole Lucciole, ai Picchi, ai rapaci notturni, ai Martin pescatori, alle Nitticore. Ha informato i presenti delle immagini che scatta egli stesso per creare una documentazione delle varie specie presenti, arricchendo così la singolare collezione fotografica di famiglia, presentata, alcuni anni fa, nella sala civica di Lendinara e pubblicata, grazie alla biblioteca ‘G.B.Conti’, nella collana editoriale ‘Museo Polesine’ diretta dal dott. Pierluigi Bagatin.

Va qui ricordato che la famiglia Marchiori ha inoltre donato alla biblioteca civica di Lendinara, negli anni scorsi, una parte del consistente archivio del critico d’arte, consistente in preziosi documenti e lettere ricevute da molti tra i più importanti artisti del secolo scorso.

Ma per gli operatori del WWF, impegnati nella ricerca sui pipistrelli, il parco di Palazzo Marchiori significava, sopratutto, un desiderio nascosto e finalmente svelato. Erano certi, infatti, che quel luogo verde, al centro di una campagna per lo più desertificata, costituisce una sorta di isola ambientale nella quale insetti, anfibi, rettili, mammiferi e uccelli trovavano uno degli ultimi luoghi ancora in grado di offrire loro cibo e possibilità di riprodursi. E in questo contesto non potevano certamente mancare i pipistrelli. Infatti, dopo pochi passi dentro il perimetro del parco, accolti da piante maestose, prati, stagni e corsi d’acqua sinuosi, gli strumenti elettronici atti a individuare i mammiferi volanti davano subito un forte segnale.

I visitatori dunque (una trentina, giunti da Badia Polesine, Rovigo e dal veronese) si recavano sulla collinetta artificiale che ospita una ghiacciaia con una torretta neogotica, avendo modo di assistere ad uno spettacolo memorabile: una dozzina di pipistrelli, alcuni di grossa taglia (Eptesicus serotinus) altri più piccoli (probabilmente Pipistrellus khuli e Hypsugo savii) intrecciava voli a caccia di insetti mentre il cielo mostrava l’ultima luce del giorno sul far della sera (non a caso questi mammiferi sono denominati Vespertilli, da Vespero, termine oggi pressoché estinto, che significa sera).

Eddy Boschetti, presidente provinciale del WWF, con efficaci parole (frutto di numerose ricerche sul campo non solo sui chirotteri, ma anche sugli anfibi e sull’avifauna) illustrava ai presenti il valore ecologico di quegli animali ed effettuava le registrazioni degli ultrasuoni (con un transistor D240X della Pettersson Electronics, acquistato con il contributo dell’Associazione Faunisti Veneti), che poi sarebbero state elaborate attraverso un programma di bioacustica per individuarne la specie.

Riferiamo di seguito alcune dichiarazioni degli escursionisti.

Massimo Benà di Rovigo: “La visita alla cinquecentesca villa Marchiori di Lendinara è stata una gran bella sorpresa. Ho visto un bellissimo parco che non avevo mai avuto l’occasione di visitare. Si tratta indubbiamente di un vero e proprio gioiello naturalistico incastonato nella misero paesaggio polesano, che si trova vicino a casa, e del quale molti non conoscono neppure l’esistenza!”.

Nicola Masieri di Trecenta: “Nell’ambito di questa ricerca sui Chirotteri in Polesine, io mi occupo principalmente delle specie acquatiche (in modo particolare del Vespertilio di Doubenton, Myotis daubentoni) e dell’individuazione dei rifugi nell’area altopolesana. Questo parco è un autentico laboratorio per lo studio e la salvaguardia di questi delicati mammiferi, sempre più minacciati dai pesticidi e dalla riduzione del loro ambiente. Esprimo il mio personale ringraziamento all’ing. Giuseppe Marchiori che persiste negli intenti naturalistici iniziati, seppur con altre motivazioni culturali, dai suoi predecessori”.

Claudio Vallarini, di Badia Polesine, coordinatore dell’indagine sui Chirotteri nella provincia di Rovigo per il quadriennio 2008-2012: “Per quanto riconducibile all’ambito faunistico la visita a questo parco è stata certamente la più interessante tra tutte quelle, e sono centinaia, già effettuate in Polesine”.

Adino Rossi di Badia Polesine, rappresentante dell’Associazione APIDA: “Oltre alla bellezza del luogo, mi ha sorpreso la presenza di giovani e giovanissimi, che hanno dimostrato interesse per quanto veniva spiegato e si poteva leggere nelle loro domande la speranza di poter ripetere l’esperienza. Credo si dovrebbero programmare nuove uscite in autunno e in primavera, al fine di verificare i differenti comportamenti stagionali sia dei chirotteri, sia degli altri animali presenti all’interno del bellissimo parco lendinarese.”

La visita al Parco Marchiori però, suscita un altro appello: chi trovasse rifugi o pipistrelli feriti o in difficoltà, chiami i nostri operatori, i quali interverranno nel modo più appropriato (Eddy Boschetti, 349 8042520).

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Come citare questo articolo

Michele Zanotti, Anna Valentini. “Notturno nel Parco Marchiori”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/notturno-nel-parco-marchiori/

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