‘Donne il seno di poi’. Prevenzione e controlli periodici gli strumenti vincenti’.
Molte le rappresentanti di associazioni di volontariato, di medici e specialisti che curano questa grave patologia hanno portato la testimonianza della loro esperienza a sostegno e conforto dei presenti. Il calo della diffusione del Covid 19, ha, per contrasto, messo in risalto la necessità della prevenzione e il valore immenso del tempo che tante persone, ormai libere da impegni di lavoro, mettono a disposizione di coloro che hanno bisogno di cure e attenzione. Il periodo post – operatorio, infatti, richiede attenzione per facilitare la piena ripresa della salute.
Ospite della presidente Cavallari Monesi, il professor Francesco De Lorenzo, specializzato in oncologia e diagnosi precoce del tumore al seno, malattia che da sola rappresenta il 29% di tutti i tumori femminili, di cui, ogni anno, si scoprono circa 48.000 nuovi casi, mentre in un anno ci sono circa 12.000 casi di morte. Ha affermato che: “Più veloce è l’individuazione del cancro, più è ridotta la mortalità”. Un processo in cui è determinante lo stile di vita: l’alimentazione bilanciata, il non fumare, non bere alcolici, abituarsi a controllare di frequente il proprio seno per verificare la presenza di noduli o di formazioni particolari, soprattutto se la donna è nella fascia di età fra i 35 e i 40 anni. Età che si può estendere fino ai 70 – 72 anni.
L’attenzione del pubblico è stata, quindi, richiamata dal professor DE Lorenzo sui diversi tipi di ecografia che oggi si possono eseguire sulla mammella a seconda che si tratti di un seno denso; di seni adiposi, o altro.
Poi è emersa la difficoltà che riguarda molti malati di cancro: il problema della riabilitazione, l’impossibilità di riprendere la normale attività della vita di tutti i giorni; i nuovi bisogni e i nuovi diritti; le terapie e le cure palliative, e, a volte, anche la scoperta di un nuovo tumore o l’impossibilità di avere dei figli.
La prevenzione è fondamentale anche in quanto il cancro può essere ereditario, dipendere da mutazioni genetiche o altro.
A concludere l’incontro l’accensione delle luci rosa e un arrivederci a tutte le donne nei luoghi di ‘Ottobre Rosa’.
