Lasciato, quindi, tale incarico a Enrico Maria Crepaldi, è rimasto nel direttivo provinciale Avis, diventandone, infine, presidente onorario , senza tralasciare mai il proprio impegno, nonostante l’avanzare dell’età. Successivamente, aveva ricoperto anche la carica di presidente provinciale Aido, per cui si impegnò con forza nella vita sociale anche di questo sodalizio prima di ritirarsi dalla vita pubblica in cui si distingueva per l’impegno e l’umanità che esprimeva nella sua missione di solidarietà e nella guida delle associazioni dei donatori. “Senza di lui – è stato detto – l’Avis comunale di Rovigo non sarebbe esistita”.
Amici e conoscenti di Aldo Romagnoli si riuniranno nella chiesa di San Bortolo, a Rovigo, giovedì mattina, 28 maggio, alle ore10.30, per l’estremo saluto.
L ‘Avis, che oggi conta più di 11.000 donatori, nasce da un gruppo interprovinciale che, all’inizio, comprendeva il territorio dell’ Alto, Medio e Basso Polesine, poi riunito nell’Avis provinciale di Rovigo che comprende 52 gruppi tra Avis comunali e le frazioni di Zelo e Sarzano. L’attività principale di Avis consiste nella ricerca di nuovi donatori sul territorio, pur se oggi si riscontra un calo dovuto a molteplici fattori: la diminuzione dei membri dei nuclei familiari, l’anzianità della popolazione che si somma allo scarso coinvolgimento dei giovani e l’aumento di controlli e analisi più approfonditi sui donatori.
Fonda la sua attività sui principi della democrazia, della libera partecipazione sociale, sul volontariato, elemento centrale e insostituibile di solidarietà umana. Vi aderiscono tutti coloro che hanno intenzione di donare gratuitamente, volontariamente e periodicamente il proprio sangue e anche coloro che, non potendo compiere questo gesto in quanto non idoneo, desiderano collaborare gratuitamente a tutte le attività di promozione e organizzazione.