” Non esiste società in cui ci si nutra solo delle risorse del territorio” – la considerazione di partenza della dottoressa Serpentini. Elementi condizionanti restano la disponibilità e la commestibilità del cibo che si aggiungono alle influenze legate alla cultura, la religione, le tradizioni e i diversi simbolismi della nutrizione. La necessità di mangiare per sopravvivere è una motivazione come tante altre. All’inizio della vita, l’allattamento è il filo diretto di comunicazione tra la mamma e il bebè. Da adulti il cibo è consolatore, mediatore nei rapporti interpersonali, mezzo per mettere in evidenza il rango sociale. Nutrire un anziano trasmette cura e affetto. Negare il cibo significa punire per qualche colpa. Nutrirsi in maniera autonoma equivale a indipendenza e prosecuzione della propria vita. Il senso di fame, tuttavia, è, oggi, travisato dalla grande disponibilità di cibo in circolazione, a cui sono collegate, tuttavia, pure numerose problematiche: bisogno di affetto, non accettazione di se stessi, senso di inadeguatezza. L’alimentazione è, infine, punto di riferimento per le diverse ore della giornata; è collegata ai riti della religione e alla nostra emotività” – ha aggiunto.
” Non esiste società in cui ci si nutra solo delle risorse del territorio” – la considerazione di partenza della dottoressa Serpentini. Elementi condizionanti restano la disponibilità e la commestibilità del cibo che si aggiungono alle influenze legate alla cultura, la religione, le tradizioni e i diversi simbolismi della nutrizione. La necessità di mangiare per sopravvivere è una motivazione come tante altre. All’inizio della vita, l’allattamento è il filo diretto di comunicazione tra la mamma e il bebè. Da adulti il cibo è consolatore, mediatore nei rapporti interpersonali, mezzo per mettere in evidenza il rango sociale. Nutrire un anziano trasmette cura e affetto. Negare il cibo significa punire per qualche colpa. Nutrirsi in maniera autonoma equivale a indipendenza e prosecuzione della propria vita. Il senso di fame, tuttavia, è, oggi, travisato dalla grande disponibilità di cibo in circolazione, a cui sono collegate, tuttavia, pure numerose problematiche: bisogno di affetto, non accettazione di se stessi, senso di inadeguatezza. L’alimentazione è, infine, punto di riferimento per le diverse ore della giornata; è collegata ai riti della religione e alla nostra emotività” – ha aggiunto.Utilizzo dei contenuti
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Come citare questo articolo
Lauretta Vignaga. “Nutrirsi consapevolmente: il complesso rapporto tra cibo e psiche”. Ventaglio Novanta, 10 Novembre 2017. https://ventaglionovanta.it/nutrirsi-consapevolmente-il-complesso-rapporto-tra-cibo-e-psiche/