A Porto Viro, l’Università Popolare polesana riprende l’attività con musica e poesia
Ospiti del pomeriggio: il prof, Fulvio Capostagno, Leone Rigolin, Arnaldo Pavarin, Bruno Paganelli, Primo Andreoli. A Leone Rigolin, figlio del maestro Giuseppe, per lunghi anni insegnante e residente in quella zona del Polesine, è stato affidato il compito di aprire il dialogo con i presenti e introdurre ‘Voérghe ben a la vita’ l’ultima raccolta di poesie di Arnaldo Pavarin, uno degli autori più versatili e ricchi di fantasia e sensibilità. Il volumetto rappresenta il punto d’arrivo della ricchezza d’animo, della verve e dell’affetto per il Polesine e la sua gente che Pavarin ha coltivato durante tutta la vita. Il condensato di una esistenza semplice, sempre disponibile verso gli altri, ricca della saggezza e della fede che guidava l’esistenza dei nostri ‘nonni’. Il professor Fulvio Capostagno, autore della prefazione della raccolta poetica di Pavarin, ha introdotto i temi delle liriche che sarebbero poi state lette dall’autore: le bellezze del Polesine e le caratteristiche di alcune città e paesi. Mestieri e tradizioni del passato; affetti e ricordi della famiglia; gli amici di oggi e di ieri, il tempo della giovinezza, così diverso da oggi, le tradizioni di ieri e il mondo che cambia. La fede sempre viva, la fiducia nella bontà del Creatore e le piccole gioie che rallegrano il cuore quando si è utili agli altri.
Fra tante citiamo: ‘Porto Viro’ , ‘I nostri veci’; ‘El me Delta’; ‘A Luisa’; ‘Quando ca jero putin’; Una storia d’amore’ ; ‘El senso de’a vita’; ‘Ricordando ‘n’ amigo’ , ‘ Sorridendo alla vita ‘ ‘La strada della vita’; ‘ L’amigo vero’, ‘A Papa Francesco’ e molte altre, in italiano e in dialetto.
Il tutto concluso da aneddoti e facezie in dialetto di grande comicità.
A rendere particolarmente piacevole il pomeriggio i brani folkloristici della tradizione polesana , canzoni e ballate eseguite dal professor Bruno Paganelli alla fisarmonica. Un mix che ha elettrizzato tutti i presenti.