Libro
Anargiro
Jonathan Rossi è giovane, istruito, solo. Ha un diploma, una vecchia automobile come casa e una vita che sembra essersi inceppata prima ancora di cominciare. Il lavoro che trova è duro, umiliante, spesso illegale. Il passato, invece, è un territorio fragile e irrisolto: un’infanzia spezzata, una famiglia perduta, identità cancellate per necessità. Jonathan porta tutto con sé, ma non si lascia definire da nulla. Quando accetta un incarico come badante presso una famiglia benestante, intravede la possibilità di una tregua: un tetto, un salario, una forma di stabilità. Ma la casa in cui entra è attraversata da tensioni sotterranee. Il maestro Golin, violinista di fama internazionale ormai prigioniero della propria decadenza, vive chiuso in un mondo di rancore, silenzi e pretese assolute. Tra lui e Jonathan si instaura un confronto aspro, fatto di ordini, resistenze, improvvise aperture e brusche cadute. Sarà Laura, la figlia del maestro, ad aprirgli la strada della libertà, del riscatto sociale e personale, lasciando nel suo cuore un sentimento che attraverserà la sua giovane esistenza fino alla scoperta di valori a lui sconosciuti. Anargiro racconta l’incontro fra solitudini apparentemente inconciliabili, il confine sottile tra assistenza e dominio, bisogno e dignità, ma anche fra solidarietà e amore. È il ritratto di una società che chiede sacrificio senza riconoscimento e di un giovane che, pur avendo poco, rifiuta di rinunciare a se stesso. L’autore porterà il lettore a meditare sulla qualità dei rapporti umani, dalle infatuazioni amorose all’esaltazione di sentimenti puri e genuini che, talora, si incontrano specialmente in luoghi lontani dal fragore di una società di pochi ideali e che vive di corsa. Persone, all’apparenza chiuse e di ambienti sociali, culturali ed economici diversi, sapranno dare invece ad un ragazzo tormentato da un passato da lui non voluto, momenti di felicità e di aiuto per ritrovare se stesso e crescere nella fantastica ricchezza della vita semplice. Con scrittura misurata e partecipe, Carlo Piombo costruisce un romanzo che interroga il lavoro, la povertà, il potere e la libertà personale, senza retorica e senza indulgenza. Una storia di resistenza quotidiana, dove ogni scelta ha un prezzo e la dignità non è mai garantita, ma sempre da conquistare. (Lucia Bellinello)