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Sfidare il dolore per amore della vita

di Lauretta Vignaga
Rovigo, Veneto –  Restano ancora  pochi giorni – il termine è il 13 aprile –  per ammirare la mostra. allestita in Pescheria Nuova, che Giancarlo Gulmini ha dedicato a Frida Kahlo, ‘la donna che trasformò la sofferenza in arte’. Una sfida lanciata alla sofferenza per rivendicare il suo diritto alla vita e alla gioia che le era stata negata.
  Carattere forte e volitivo, Frida ha cominciato da bambina a conoscere il volto arcigno del destino: alla nascita è affetta da spina bifida, scambiata dai genitori e dai medici per poliomielite; il piede e la gamba destra rimangono molto esili. Per l’andatura claudicante viene  soprannominata ‘Frida gamba di legno’. All’inizio, pur soffrendo, lascia perdere, poi la ribellione prende il sopravvento e si mette a correre e saltare come gli altri ragazzi, anche se mette a rischio la propria incolumità.
     E’ studentessa al liceo quando, un tremendo incidente all’autobus su cui viaggia per tornare a casa, le provoca  fratture e ferite su tutto il corpo e cambia la sua vita per sempre. Mesi di ospedale, infinite operazioni, busti di gesso. e uno anche di ferro, per sostenere la colonna vertebrale; protesi e la necessità di rimanere sdraiata. Soffre terribilmente, lotta contro ogni ostacolo e, in qualche modo, riprende in mano la sua vita.
    Inizia a dipingere: il primo soggetto è il suo piede che intravede tra le lenzuola. I genitori la incoraggiano e le regalano un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto: inizia così la serie dei suoi autoritratti. Ama i colori forti e il folklore precolombiano, la terra messicana di cui si sente figlia a pieno diritto. L’ esistenza disinibita e trasgressiva, il fascino artistico delle sue opere, il coraggio che non l’abbandona mai e l’impatto emotivo suscitato dalla sua personalità fanno di lei la più famosa pittrice
del Novecento.
    Personalità ricchissima e complessa, poco conosciuta in Italia dalla gente comune, Frida Kahlo, è stata protagonista, dal 2014 al 2016,  di mostre di altissimo livello, a Roma, Genova e Bologna. Rovigo le rende omaggio con le opere pittorico – fotografiche di Giancarlo Gulmini, riproduzioni di autoritratti dell’artista messicana, perfette nella precisione del tratto, nella traduzione cromatica e nella cura dei particolari: dai disegni delle stoffe alla trama dei tessuti, dalla precisione delle incisioni dei gioielli alla naturalezza dei fiori con cui Frida amava intrecciare i capelli.
Il carattere che colpisce e coinvolge maggiormente l’osservatore è, però, lo sguardo di Frida, diretto, intenso, quasi volesse dialogare con coloro che passano davanti. “Ho voluto dedicare questa rassegna a Frida Kahlo – dichiara Gulmini – perché la storia di questa donna, la sua vita tormentata, è un esempio straordinario di forza d’animo, coraggio, e fiducia nella vita; di capacità di reagire alla sofferenza con la creatività”.
   Un intento ribadito da Giancarlo Gulmini con il dono di due sue opere a due persone disabili, sulla sedia a rotelle, invitate alla inaugurazione della mostra, Domenico Russo e Cristina Quaglio, che nelle vita hanno condiviso lo spirito della Kahlo.

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Come citare questo articolo

Lauretta Vignaga. “Sfidare il dolore per amore della vita”. Ventaglio Novanta, 6 Aprile 2017. https://ventaglionovanta.it/sfidare-il-dolore-per-amore-della-vita/

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