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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Campagna è bello

Un fascino per ogni stagione. Un corso per operatori agrituristici organizzato dalla Provincia

di Giuseppe Marangoni

Ventaglio Novanta n. 1 1990 pp. 50–52

La scampagnata è da sempre la forma più usuale di turismo. Non meravigli perciò la proposta di itinerari in campagna.

La campagna è verde. la campagna distende, la campagna è vicina e si può raggiungere con mezzi diversi (auto, moto, bicicletta, piedi).

La campagna è la meta delle prime giornate di primavera, richiamati dalle viole lungo i fossi; e nell'estate. per trovare un po' di frescura nel periodo di massima esplosione del verde e degli innumerevoli e bellissimi fiori spontanei.

Alla fine dell'estate e in autunno è il tempo dei frutti. Dal kiwi, divenuto il più rappresentativo del Polesine. ai frutti tradizionali come la mela, la pera. la pesca, l'uva,

In inverno, quando la brina impreziosisce il paesaggio e la nebbia lo carica di intensità, la campagna è ancora meta per la ricerca del vino genuino, del buon salame "di casa", di quelle faraone e anatrine abituate a ruspare attorno all'aia.

Una campagna solcata da fiumi e canali, con argini e golene, lunghi viottoli e cavedagne, è anche il posto ideale per recarsi a pescare o per un'escursione a cavallo. Non a caso il Polesine è meta da tempo di pescatori provenienti da tutto il Veneto, l'Emilia e la Lombardia, mentre in questi ultimi tempi stanno sorgendo centri ippici sparsi un po' dovunque.

Può capitare tuttavia che si vada in campagna, ma non si riesca a spogliarsi dell'abito cittadino, a partecipare all'ambiente e quindi a goderla in pieno. La partecipazione come diceva Goethe, presuppone la simpatia per le cose. Nel nostro contesto simpatia per le cose significa imparare a vedere. La campagna ti dà di più se riesci ad approfondire i significati, sapendoli vedere dalle case, dagli alberi, dalle coltivazioni, dalla gente.

Gli itinerari per “corti e case rurali” individuano un filo conduttore, tra i più significativi, per penetrare il mondo della campagna, per non fermarsi a dire “che bello!”. Nel contempo capire il presente e il passato della casa rurale è un modo di dare rilievo alla storia vera del Polesine, che non è stata fatta solo dai dominatori e dai grandi signori, ma dalle masse dei suoi contadini. La casa rurale è il simbolo di una presenza costante sulla terra, non per villeggiatura, per caccia, per controllo, ma per la vita. Dietro il modo di abitare c’è appunto la vita, il lavoro, spesso la miseria, più di rado la ricchezza.

Dice il poeta Rainer Maria Rilke: “Mostrargli invece cose semplici, cresciute di generazione in generazione, fino a diventare nostre esistenze vicine all’occhio e alla mano”.

Questo tipo di turismo e di itinerario è forse il più proficuo ed avvincente.

In Polesine è ora di agriturismo per valorizzare il patrimonio paesaggistico, architettonico rurale, consentendo contemporaneamente un’integrazione della mentalità del mondo dell’impresa.

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Come citare questo articolo

Giuseppe Marangoni. “Campagna è bello”. Ventaglio Novanta, n. 1, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/campagna-e-bello/

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