In occasione del 50° anniversario della fondazione, l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura “M. e T. Bellini” ha organizzato tre incontri di alto profilo culturale nei giorni 16, 23 e 30 maggio 1992 relativamente ai temi “Scuola – Agricoltura – Ambiente”, “I Bellini: una famiglia di agrari in Polesine fra Ottocento e Novecento” e “1942-1992: 50 anni di storia, di cultura e di attività dell’IPSA “M. e T. Bellini”.
Hanno portato il loro contributo esperti del settore agrario, dell’ambiente, studiosi dei problemi storici ed economico-sociali del Polesine tra 1800 e 1900, nonché rappresentanti dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero della P.I.
Particolarmente interessanti le due pubblicazioni presentate in questa occasione dai rispettivi redattori: un opuscolo curato dai Proff. Bonetti e Tacchini, docenti presso l’IPSA di Trecenta, che illustra la storia e l’attività dell’Istituto in questi 50 anni; uno studio della Prof.ssa Botti su “I Bellini – una famiglia di agrari in Polesine fra l’Ottocento e il Novecento”, che mette in rilievo l’opera di due fratelli, Mario e Teodosio Bellini.
La famiglia Bellini, proveniente da Montagnana si trasferì a Trecenta intorno agli anni 1879-1880. Imprenditori in senso lato, innovatori ed efficienti amministratori i Bellini, hanno dato una spinta alla crescita economica e sociale del Polesine, cedendo poi gran parte della loro proprietà (palazzo e terreni situati nel Comune di Trecenta) al Ministero dell’Educazione Nazionale allo scopo di costituire la sede di una scuola agraria, che portasse avanti la loro opera e il loro spirito innovativo, con atto di donazione del 25 luglio 1942.
Nell’Ottobre 1942 iniziava così a funzionare regolarmente la Scuola Tecnica e l’annesso Avviamento, trasformati nel 1960 nell’Ist. Prof. di Stato per l’Agricoltura. Era prevista l’istituzione di corsi di specializzazione e l’apertura di scuole coordinate anche in altri Comuni. L’Istituto fa sentire in questo modo la sua presenza in varie località del Polesine.
Dalla ricerca è emerso che il palazzo Bellini, oggi sede dell’IPSA, è stato costruito nel XVIII sec. per opera del Vescovo di Ferrara quale residenza del Governatore.
Entrando nel Palazzo adibito a scuola notiamo subito la sua ampiezza (una trentina di vani con soffitti a volta in gran parte affrescati).
Al piano terra si trovano i laboratori di chimica e di informatica (ricchi di apparecchiature scientifiche), la biblioteca e la sala conferenze.
Al primo piano è sistemato il convitto. Usciamo nel vasto cortile, dove si trovano l’officina, i magazzini, il parco didattico e l’ampia serra dell’Istituto. Quest’ultima viene utilizzata per la coltivazione di circa 36.000 – 40.000 piccole piantine da fiore e da orto, nonché per la sperimentazione del babaco e del pomodoro. Si attua la lotta biologica in collaborazione con il centro di ricerca e sperimentazione “Biolab” di Cesena per quanto riguarda il controllo di alcuni parassiti dannosi alle piante ornamentali e ortive.
L’Istituto dispone inoltre di un’azienda agraria di 16,3 ettari in località Marzana-ta, facilmente raggiungibile dagli studenti dell’Istituto grazie all’utilizzo di due pullman della scuola, in modo tale da poterla utilizzare come un vero e proprio laboratorio. Nell’azienda oltre a coltivazioni di orzo, grano, mais, soia, bietola, si trova un frutteto con piante di melo, di pero, un vigneto (sede di lotta guidata per favorire un ridotto e razionale impiego di fitofarmaci) e un actinidieto (utilizzato per prove sperimentali attuate in collaborazione con l’ESAV e l’Università di Padova).
Sulla situazione attuale e sulle prospettive di sviluppo dell’IPSA di Trecenta poniamo alcune domande al Preside, prof. L. Scampoli.
Il 50° anniversario dell’IPSA, quale significato assume per il futuro dell’Istituto?
“Le tre giornate di studio sono innanzitutto da intendersi come il doveroso omaggio che noi tutti dobbiamo rendere ai fratelli Bellini per la loro generosità e sensibilità verso i temi dell’istruzione in Polesine. La loro donazione ha permesso a molti giovani di frequentare corsi specifici di agricoltura, contribuendo così alla crescita culturale ed economico-sociale del territorio polesano. Spero che questa celebrazione costituisca un’“azione educativa” nei confronti dei ragazzi della scuola elementare e media, affinché possano apprezzare l’istruzione professionale, che prepara i giovani in un settore specifico, fornendo una formazione culturale e scientifica, e concorrendo a formare in loro una mentalità europea, imprenditoriale, nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica”.
Quali sono i corsi attualmente attivati?
“Il corso di studi comprende un biennio di qualifica con varie specializzazioni in fase di completa sostituzione con i nuovi corsi sperimentali previsti dal MPI – “Progetto ’92” –. È in atto già dall’a.s. 1988/89 una sperimentazione della durata di 3 anni con qualifiche di “operatore agricolo” e “operatore agroindustriale”. Il piano di studio prevede: – materie di contenuto formativo come l’informatica, l’economia e il diritto insegnate sin dal 1° anno di corso; – potenziamento della matematica, della fisica e della lingua inglese insegnata fino al 5° anno; – le materie tecnico-professionali sono insegnate in copresenza da un docente teorico e da uno pratico; – l’introduzione dell’area di approfondimento di 4 ore, settimanali destinate al recupero e all’approfondimento di determinate tematiche; – il Preside ha la possibilità di assumere, con contratto privato, esperti del settore cui affidare lezioni di natura professionale. Tutto ciò per permettere ai ragazzi di inserirsi validamente nel mondo del lavoro e di essere sensibili alle innovazioni sia come lavoratori qualificati, sia come tecnici e imprenditori agrari.
I ragazzi possono inoltre conseguire la “Maturità integrata di Agrotecnico” dopo un biennio post-qualifica, rientrante sempre nella sperimentazione “Progetto ’92”. L’agrotecnico è capace di riassumere la realtà e le innovazioni introdotte in agricoltura in una visione imprenditoriale, utilizzabile ai fini delle decisioni da assumere in ordine alle indicazioni dei mercati di consumo. È una figura perciò molto diversa dall’attuale, in grado di dirigere organismi associativi, centri cooperativi di produzione, di commercializzazione e di vendita dei prodotti, di assumere la direzione di aziende agrarie di medie dimensioni o di inserirsi nei quadri organizzativi delle aziende di grandi dimensioni. È inoltre in grado di operare analisi di costi di produzione e scelte di mercato e di predisporre programmi diretti alla conservazione, trasformazione e collocamento dei prodotti sul mercato. Importante è inoltre la specializzazione per integrare la maturità: essa può variare ogni anno con un corso di 500/600 ore da utilizzare anche per stages aziendali, che si ispiri alle necessità del territorio in collaborazione con la Regione, associazioni ed esperti. Da un’analisi del territorio è emersa la necessità di una specializzazione riguardante “l’agricoltura ecocompatibile”, in quanto ci si rende perfettamente conto che il futuro dell’agricoltura dovrà rispettare l’ambiente in cui viviamo e la nostra salute. Nulla di nuovo per l’IPSA che si è ispirata a questi principi già da alcuni anni.
È possibile attivare, a breve termine, anche un corso di agriturismo utilizzando il Centro Agrituristico che verrà ricavato dalla ristrutturazione dei fabbricati rurali dell’azienda agraria annessa all’Istituto, sita in una zona di notevole interesse ambientale per la presenza dei “Gorghi”.
L’IPSA dispone di un convitto annesso all’Istituto. Quale ruolo può avere nello sviluppo della scuola?
Nel donare parte dei loro beni (terreni e Palazzo), i Bellini hanno fissato due clausole: che il MPI istituisse nei locali del Palazzo una Scuola Tecnica Agraria intestata ai due fratelli Mario e Teodosio e che lo stesso MPI si impegnasse a costruire, dopo la guerra, un convitto capace di 40 alunni. Questo venne aperto dal 1947/48, chiuso dall’a.s. 1954/55 sino al 1968/69 per mancanza di adesioni. Oggi il convitto, che può ospitare sino a 35 ragazzi, assume un ruolo sempre più significativo a livello culturale e socio-educativo attraverso il servizio scolastico residenziale.
È insomma una risposta qualitativa per rendere più proficui l’insegnamento, l’educazione e la formazione culturale e sociale dei singoli allievi.
L’Istituto offre anche il servizio di semiconvitto, che comprende una serie di attività che vengono svolte nel pomeriggio dopo la mensa fino alle ore 17 circa, ora in cui i ragazzi lasciano la scuola per rientrare a casa. Tali attività – studio, ricerche in biblioteca, sports – sono organizzate e seguite da personale esperto, sensibile ai problemi e ai bisogni dei giovani.
La presenza del Convitto, unico a livello provinciale, è significativa per la sua collocazione geografica all’interno del Distretto Scol. 57: può costituire un punto di riferimento – come prevede la normativa scolastica – per gli studenti frequentanti altri Istituti Superiori che operano nello stesso distretto”.
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Come citare questo articolo
Bruna Ghiotti. “La Scuola Agraria “M. e T. Bellini” di Trecenta”. Ventaglio Novanta, n. 6, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-scuola-agraria-m-e-t-bellini-di-trecenta/