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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il grande zuccherificio di Contarina

Costruito vent’anni fa e costantemente rinnovato, il complesso industriale dell’Eridania è il secondo d’Europa per capacità produttiva.

di Sofia Teresa Bisi

Ventaglio Novanta n. 6 1992 pp. 172–178

Per secoli la storia del Polesine è stata quasi esclusivamente una storia di sottosviluppo e di arretratezza rispetto ad altre province italiane. Durante il primo dopoguerra è addirittura divenuto normale il paragone Polesine-Meridione, per indicare le zone più povere della penisola. Al giorno d’oggi la situazione è consistentemente mutata con la presenza di varie attività di rilievo, tra cui riveste un ruolo certamente importante lo zuccherificio di Contarina, nel cuore del Delta.

Il nome del paese si deve alla celebre famiglia “Contarini”, che possedeva vastissimi territori nella zona deltizia: è un comune di 8.400 abitanti, posto sulla riva sinistra del Po: gran parte del territorio si è venuto formando dal XVIII secolo in seguito ad accumuli di natura alluvionale portati dal grande fiume.

Divenuta proprietà di alcune fra le maggiori casate veneziane, la vasta area è stata bonificata e si sono originati vari centri agricoli. Proprio a Contarina, ad est della strada statale “Romea” che collega Ravenna a Venezia, si trova lo zuccherificio “ERIDANIA – Zuccherifici Nazionali S.p.A.” progettato dalla Societé Sucrière d’Etudes et des Conseils Italienne (S.S.E.C.I.), in collaborazione con la Direzione tecnica della Società Eridania; l’industria fa parte di una vasta ed importante catena di stabilimenti la cui sede amministrativa è a Genova.

La costruzione dello stabilimento di Contarina è iniziata nel 1972, ed è stata ultimata in tempo per iniziare, nell’agosto dell’anno successivo, i ricevimenti e la lavorazione delle bietole.

Attualmente la superficie occupata si estende per circa 170.000 metri quadrati, contando sia le costruzioni che gli spazi adibiti alle operazioni lavorative esterne. Altri 300.000 metri quadrati sono destinati alle vasche di accumulo e depurazione delle acque reflue.

Nell’ambito del vasto complesso si trovano anche numerosi servizi sociali a disposizione dei dipendenti, come una mensa aziendale, una caserma per la Guardia di Finanza, un ostello per i lavoratori che risiedono fuori del comune, un appartamento per il portiere. Inoltre, su un’area di circa 70.000 metri quadri, vicina alla fabbrica e completamente urbanizzata, è stato costruito un villaggio sociale formato da 86 appartamenti, riservati ai lavoratori dell’Eridania.

Gli uffici della fabbrica rimangono operanti per tutto l’anno, mentre l’Eridania opera come vera e propria industria solo per pochi mesi. Infatti, dal momento che ha il compito di produrre zucchero estraendolo dalla barbabietola, intesa come prodotto “fresco”, lavorato in tempi relativamente brevi, ci si deve adeguare al suo ciclo vegetativo, il quale si esplica in un periodo dell’anno che generalmente va da agosto ad ottobre.

Proprio per questo motivo, l’industria saccarifera ha un carattere esclusivamente “stagionale”, e coinvolge nel suo ciclo operativo molti agricoltori del Polesine, i quali, sanno di poter contare sulla coltivazione di un prodotto di sicura remunerazione. Sono circa 4.500 gli agricoltori interessati, suddivisi in cinque associazioni, che possono impegnare 16.000 ettari di terreno per la coltivazione della barbabietola, pari ad un quinto dell’intera superficie utile adibita a seminativo coltivato.

Lo zuccherificio, oltre alle bietole della propria zona, ormai divenuta vastissima, ne riceve anche da altri comprensori, tramite consegne che avvengono secondo i piani predisposti dall’accordo fra l’Eridania, i coltivatori e le loro organizzazioni.

Ogni giorno, durante la campagna saccarifera, cioè nel periodo di attività della fabbrica, si formano lunghe file di automezzi, incolonnati per la consegna dei prodotti da lavorare: in pratica, arrivano quotidianamente a Contarina circa 14.000 tonnellate di bietole; queste vengono subito lavorate e trasformate, alla fino del procedimento, in 1.300 tonnellate di zucchero. Oltre a questo, ci sono altri generi di “sottoprodotti” che escono dal medesimo ciclo di lavorazione, come ad esempio le polpe, utilizzate per l’alimentazione del bestiame.

Il processo di lavorazione

Le barbabietole, scaricate dagli autocarri, a mezzo impianti meccanici, sono inviate al silo di stoccaggio e da questo convogliate idraulicamente in una canaletta collettrice dalla quale, a mezzo pompe, vengono inviate alla diserbatura e spietratura. Confluiscono successivamente nelle lavatrici, dove vengono ripulite con getti d’acqua. Dalle lavatrici sono inviate in un capiente deposito (bunker) sopra le tagliatrici per essere tagliate in “fettucce” ed avviate ai diffusori continui per l’estrazione del saccarosio. Dalle diffusioni si ottengono fettucce esauste (polpe) che vanno alla pressatura, ed una soluzione zuccherina chiamata “sugo greggio”. Il sugo greggio viene depurato con lo scopo di eliminare il più possibile le sostanze diverse dallo zucchero che sono state estratte durante la diffusione assieme al saccarosio.

La depurazione viene effettuata mediante trattamento con calce ed anidride carbonica che determinano la precipitazione di parte dei non zuccheri, i quali vengono separati dal sugo madre mediante decantazione e filtrazione.

Il sugo depurato, denominato “sugo leggero”, viene successivamente decalcificato su resine cationiche e concentrato in appositi apparecchi che compongono la batteria di evaporazione a multiplo effetto.

Il sugo uscente dalla batteria, concentrato oltre il 65% di sostanza secca, è il “sugo denso” che viene inviato alla cristallizzazione sotto vuoto (cottura). Le operazioni di cottura e successiva centrifugazione si ripetono in diverse fasi (getti) ed hanno il compito di separare lo zucchero cristallizzato dallo sciroppo madre. Tale sciroppo madre dell’ultima centrifugazione costituisce il “melasso” che viene stoccato in appositi serbatoi.

Lo zucchero che si ottiene viene quindi essicato e sottoposto a vagliatura e depolverizzato. Dopo queste operazioni lo zucchero è inviato allo stato sfuso nei sili di stoccaggio o è confezionato in sacchi oppure in piccole confezioni.

Negli ultimi anni lo stabilimento di Contarina ha aumentato incessantemente la propria capacità di lavorazione e produzione di zucchero, ed anche la fabbrica, pur mantenendo inalterato il proprio corpo principale, ha subito vari miglioramenti e trasformazioni, con il risultato di raddoppiare la capacità produttiva, adottando nel frattempo anche gli apprestamenti idonei al necessario contenimento del consumo energetico.

Attualmente lo stabilimento Eridania di Contarina è il secondo più grande d’Europa e rappresenta non solo un vanto enorme per il Polesine, ma anche un’importantissima fonte di lavoro. Infatti, oltre agli impiegati ed operai stabili, ne traggono profitto gli agricoltori che coltivano barbabietole ed il personale avventizio che viene assunto durante il periodo estivo.

“Dopo la chiusura dello zuccherificio di Bottrighe – ha osservato il direttore dott. Quarta – a partire dal 1992 quello di Contarina è rimasto l’unico in tutto il Polesine. Pertanto, anche quest’anno, per la consueta campagna saccarifera, la fabbrica ha subito alcuni importanti interventi e trasformazioni, sia per aumentare sempre più la propria capacità lavorativa e produttiva, ma soprattutto perché, al giorno d’oggi, è necessario rimanere al passo con le più grandi industrie nazionali ed estere”.

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Come citare questo articolo

Sofia Teresa Bisi. “Il grande zuccherificio di Contarina”. Ventaglio Novanta, n. 6, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-grande-zuccherificio-di-contarina/

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