Amare e conservare l’ambiente in cui si vive, proteggerlo dai tanti pericoli quali l'inquinamento e la devastazione, renderlo vivibile come un tempo, restaurando, per esempio, abitazioni in abbandono, recuperando un rapporto piacevole con la Natura, è quanto mai indispensabile al giorno d'oggi.
Necessario è, infatti, salvaguardare l'ambiente dalla distruzione totale, verso la quale andiamo, come alcuni scienziati sostengono, se non si interviene prima.
Altrettanto urgente è ridare all'uomo una dimensione più equilibrata in questo mondo sofisticato, creargli luoghi rilassanti, a contatto con gli elementi più veri: gli alberi, i fiumi, le valli, le colline e i campi.
Questo l'obiettivo in base al quale è stato restaurato e adibito a stazione di sosta il complesso di Ca' Cornera nel territorio di Porto Viro. Un obiettivo perseguito con tenacia dai coniugi Paolo Gasparetto e Antonella Bianchi. Lui, di origine ferrarese-veneta, per motivi di lavoro abitante a Porto Viro, perito agronomo, diplomato a Cesena, uomo dai vari interessi artistici, soprattutto verso la pittura, stanco di un lavoro di responsabilità ma poco creativo, attirato da un'attività di più ampio respiro, ha trovato l'occasione di realizzare i suoi sogni, acquistando Ca' Cornera, una dimora veneta costruita nel '600, dalla famiglia veneziana Corner, ampliata successivamente e acquistata alla fine Ottocento-primi Novecento dalla famiglia Fregnan.
Paolo Gasparetto, assieme alla moglie Antonella Bianchi, ex-insegnante di educazione fisica, ha voluto creare nel parco del Delta, un sito particolare, dove ci si possa fermare, utilizzare i servizi di ristoro e godere delle bellezze locali: il fiume, le golene, la campagna. A Ca' Cornera è possibile inoltre rinfrancarsi con un giro in bicicletta, lungo gli argini del Po e godere delle opere degli artisti che espongono nei locali della villa. I lavori di restauro sono stati seguiti dall'architetto Scarpari di Adria: sono stati risistemati i pavimenti in mattone, così pure le porte in noce, sono stati trasformati i granai, i pollai, la falegnameria; con grande abilità si sono aperte sale per pranzare, per esporre oggetti inerenti alla realtà polesana, ospitare opere degli artisti che dipingono il Po e i suoi ambienti.
Un ampio ristorante è stato ricavato nella vecchia sala degli attrezzi, dove la cucina è quella tradizionale della vecchia nonna. Chi vuol pranzare può optare fra due menù, quello di mare (pesce) e quello di terra (carne), con cibi preparati in casa, come le tagliatelle, il sugo, il ragù, ecc. Vengono riproposti i piatti di baccalà, seppie in umido, le trippe, polenta e salsicce, ecc.; cibi apprezzati da coloro che vogliono ritrovare il gusto degli antichi sapori di una volta.
D'estate si può pranzare nel cortile interno, dove ampi ombrelloni proteggono dall'arsura del solleone.
Inaugurata il 31 luglio 1999, la struttura ha subito suscitato l'interesse degli amanti della natura che a Ca' Cornera possono gustare il verde degli erbari e dell’orto botanico, costituito con piante autoctone, presso la piccola chiesetta; possono godere la pace a la tranquillità delle bellezze locali che il mondo moderno, troppo indaffarato a seguire idoli dai piedi di argilla, non offre più e che ha quasi dimenticato.
Il granaio della villa, grazie ad un’intelligente trasformazione è diventato atelier per artisti, legati all’ambiente del Po e alla civiltà padana.
La sala delle mostre è pure adibita ad incontri con l’autore, in giornate dedicate alla prosa e alla poesia.
Per chi volesse godere, d’inverno, della presenza del caminetto, originale struttura dell’abitazione, può pranzare in tale sala, che è più raccolta, accanto alle braci del camino, intorno al quale sono collocati oggetti particolari del tempo trascorso.
Accanto alla sala da pranzo e alla cucina, c’è il bar che accoglie, in una nicchia sotto il pavimento, alcuni esemplari di arnesi della civiltà contadina. Accanto al bar, vi è un’altra stanza, la vecchia falegnameria, dove è esposta e commercializzata l’oggettistica locale: quadretti con fiori, tavelle scolpite, candele fatte con cera d’api degli apicultori delle zone limitrofe, fischietti a forma di animali tipici della zona o di personaggi fantastici.
Per chi ha voglia di sostare alcuni giorni in questa località, non manca la possibilità di pernottare e di giorno godere, con l'uso di biciclette che qui si possono affittare, delle meraviglie paesaggistiche lungo l'argine del Po sempre prodigo di spettacoli interessanti.
In futuro, dato il progetto di attivare un punto di ricovero per i cavalli, si potrà usufruire di tali animali per passeggiate equestri, lungo le zone fluviali.
Un bel ritorno alla natura, un tuffo nel verde a poca distanza dalle città, nel parco del delta; già turisti italiani e stranieri vi hanno sostato ed hanno goduto di un angolo di vera pace.
Un domani, forse qualcuno potrà usare l'antica chiesetta per dire un "sì" e festeggiare sull'aia, in mezzo alle rondini, a maggio o in altro mese di primavera, in un ambiente festoso e quasi mitologico.
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Come citare questo articolo
Roberta Fava. “A Ca’ Cornera”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-ca-cornera/