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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

I luoghi dell’Altrove

A Bergantino, nel Museo Nazionale della Giostra, un nuovo percorso storico-antropologico

di Corrado Ferri

Ventaglio Novanta n. 27 2003 pp. 24–27

Alla presenza di un folto gruppo di autorità del mondo politico e della cultura è stata inaugurata il 7 settembre scorso, a Bergantino, presso la sede del “Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo Popolare”, la mostra documentaria permanente “I luoghi dell’Altrove”. L’inaugurazione è stata preceduta dalla presentazione del pregevolissimo libro guida della mostra, curato da Tommaso Zaghini, direttore del Museo.

Il Museo Nazionale, nato nel 1999, è un’istituzione unica nel suo genere in Italia: un ambiente in cui si conservano le memorie dello spettacolo itinerante ed un centro culturale di ricerca e di documentazione vitale, proiettato a divenire un punto di riferimento nazionale per quanto riguarda la cultura popolare di piazza. Oggi esso presenta, in modo organico e scientifico, la documentazione relativa alla storia e all’antropologia della Fiera medioevale, che si è evoluta attraverso i secoli in Parco dei divertimenti, fra ‘800 e ‘900, e poi infine nel Luna Park contemporaneo: un mondo ricco di fascino e di valori umani, che merita di acquisire, anche agli occhi della cultura ufficiale, nuova dignità.

Cosa può vedere oggi un visitatore che entra nel rinnovato Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo Popolare? Un percorso culturale, storico ed antropologico, affascinante, che si snoda in quattro sezioni.

Le origini

La fiera e il luna park contengono in sé molte storie: la storia recente dei singoli spettacoli e delle singole attrazioni, cui è legata anche la storia delle famiglie di spettacolisti itineranti, e la storia delle remote origini – prevalentemente rituali – di ciascun gioco o spettacolo di piazza. In questa prima sezione vengono analizzati gli aspetti etnologici del “mostro inghiottitore” e gli aspetti rituali di alcuni giochi del mondo antico, come il labirinto.

Fanno parte di questa sezione anche l’analisi della funzione dei “percorsi sotterranei”, che sfociano nei viaggi all’interno di “tunnel delle streghe” o di “castelli incantati”. La sezione, infine, risale alle origini del circo, ripercorrendo le feste religiose nell’Egitto dei Faraoni, nella Grecia classica ed i giochi e gli spettacoli nella Roma antica.

La Fiera

E’ una sezione che affonda le sue radici a partire dall’XI secolo, un periodo di risveglio economico, in cui assunsero importanza crescente le piazze, come luogo di mercato, e le strade, vie di pellegrinaggio.

Si scopre, percorrendo le tavole che illustrano la mostra, che la Fiera nacque intorno al Mille, con una funzione commerciale: spettacolo di colori, di suoni, di richiami, di folla vociante, in cui presto emerse la figura magnetica dell’imbonitore, un venditore dotato di fascino, fantasia, mimica e fluidità di parola. Ma le fiere divennero ben presto uno straordinario palcoscenico naturale sul quale si inserirono anche gli artisti ambulanti e i girovaghi: ciarlatani, cantastorie, saltimbanchi, burattinai, acrobati: povera gente costretta ad inventarsi un modo per sopravvivere. In questo spazio aperto allo spettacolo e al divertimento, intorno al ‘700, si presentarono anche spettacoli di fenomeni umani, serragli di animali ed i primi rudimentali giochi: altalene, giostre ad anello, semplici strutture di legno mosse dalla mano dell’uomo.

In una sezione ricchissima di documenti iconografici, viene analizzata e presentata la cultura dei fieranti, i personaggi (ciarlatani, attori, musici ambulanti, acrobati e giocolieri) e le attrazioni (i giochi d’azzardo, le prove di forza e di abilità, il tiro a segno, le lotterie, gli animali ammaestrati, i fenomeni umani, il teatro dei burattini e quello delle marionette, fino all’origine del circo moderno e del cinema). La sezione si conclude presentando la fiera come centro di diffusione culturale.

Il Luna Park

Le origini più lontane di questo straordinario luogo sono individuate nella cultura settecentesca dei giardini eccentrici e nella diffusione europea di giochi di piazza quali altalene e giostre. Un antecedente significativo, per individuare le origini dei giochi del luna park, è costituito dalle feste che i sultani ottomani celebravano in occasione di particolari festività religiose o dinastiche.

Ma le origini più recenti sono da riconoscere negli anni in cui le esposizioni industriali (fine ‘800 – primi ‘900) segnarono un momento di scatto tecnologico: le fiere persero via via la loro finalità commerciale ed assunsero sempre più l’aspetto di parco di divertimento, mentre gli artisti ambulanti vennero progressivamente sostituiti dai nuovi giochi meccanici e poi dalle giostre di vertigine.

Interessantissimo, all’interno di questa sezione, ripercorrere la storia di alcune tipologie di giostre. In Russia, dall’altalena tradizionale si passò all’altalena verticale (una grande ruota a navicelle oscillanti, antesignana della ruota panoramica) e all’altalena orizzontale (antesignana delle moderne giostre a movimento rotatorio orizzontale). Sempre in Russia venivano costruiti enormi scivoli, ricoperti di ghiaccio, che diedero vita poi, in altre parti d’Europa, alle cosiddette “Montagne russe”. E non poteva mancare certo, all’interno del Museo, una storia della più classica delle attrazioni: la giostra a cavalli.

La gente del viaggio e l’industria dei sogni

E’ un’ampia sezione dedicata alla cultura locale. Racconta, attraverso immagini, la storia di un gruppo di famiglie bergantinesi che, a partire dagli anni ‘20 del Novecento, si inventarono un nuovo mestiere, in alternativa all’emigrazione dilagante: costruirono da soli le giostre e, cambiando radicalmente modo di vivere, partirono per le varie fiere e piazze d’Italia, inseguendo il sogno di riscatto da una condizione di vita inaccettabile. Sono storie di gente comune e straordinaria nello stesso tempo; un racconto per immagini che coinvolge il visitatore e lo emoziona.

Per la gioia di tutti i bambini, poi, il Museo si completa con un’intera sala trasformata in Luna Park in miniatura, con numerosi modellini di giostre perfettamente funzionanti.

E’ veramente un’esposizione viva, interessantissima, quella realizzata a Bergantino; una mostra ed un Museo che indubbiamente meritano una visita, anche perché arricchiscono il nostro Polesine e danno voce e dignità alle storie di figli di questa terra, alla loro tenacia e alle loro capacità.

Decisamente fuori dal comune, poi, anche la guida del Museo: un vero e proprio volume, “I luoghi dell’Altrove”, elegante e ben curato, una sintesi chiara, quasi un piccolo trattato storico-antropologico sulla storia della giostra e dei luna park. Anche per questo, l’istituzione museale bergantinese merita pienamente la considerazione di cui già gode in Italia e l’interesse e la stima che sta conquistando anche a livello europeo.

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Come citare questo articolo

Corrado Ferri. “I luoghi dell’Altrove”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-luoghi-dellaltrove/

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