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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Villa Nani Mocenigo. In visita col F.A.I.

In visita col F.A.I.

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 27 2003 pp. 32–35

L’apertura straordinaria della cinquecentesca villa Nani Mocenigo di Canda, in occasione della XI Giornata FAI di Primavera, ha sortito un successo che ha superato le più rosee aspettative, premiando gli sforzi dell’associazione ambientalista che, con l’arrivo della nuova stagione, si è fatta promotrice dell’importante iniziativa. Sono state infatti oltre 2000 le persone che, nei giorni 22 e 23 Marzo, hanno accolto l’invito della delegazione polesana del FAI (Fondo Ambiente Italiano) raggiungendo la nobiliare costruzione che sorge a Canda sulla riva sinistra del Canalbianco.

Eretta negli ultimi decenni del XVI secolo, secondo un progetto attribuito allo Scamozzi, stretto collaboratore del Palladio, la villa nel corso del XVIII secolo subì un ampio intervento sotto il profilo architettonico, per volontà dalla nobiliare famiglia veneziana che intese accrescere l’impatto scenografico dell’immobile.

Resta sconosciuto il nome dell’architetto autore del progetto di ampliamento, concretizzatosi nell’aggiunta, sulla parte anteriore della villa, di un corpo allungato in modo da far risaltare la facciata, al tempo specchiantesi nelle placide acque del fiume. Aspetto quest’ultimo che purtroppo oggi è venuto meno, poiché gli argini, più volte innalzati, limitano la visione del nobiliare palazzo a chi si trova a transitare con imbarcazioni sul corso d’acqua; un fiume canalizzato, da poco divenuto nuovamente navigabile grazie alla conclusione di grandi lavori che garantiscono la possibilità di percorrere la “strada azzurra” da Mantova al mare e che hanno fatto di Canda un punto nodale, dotandola di una conca e di una idonea darsena.

Il risultato scenografico dell’ampliamento settecentesco si può comunque cogliere appieno dalla strada posta sulla sommità arginale, da dove si può ammirare la ricercata architettura della singolare villa veneta: una doppia scalinata simmetrica permette di raggiungere un ampio pronao, su cui si innalzano maestose colonne culminati con capitelli corinzi, sopra cui, al posto del tradizionale timpano, è stato ricavato un attico con tre aperture quadrate, seperate da brevi lesene sormontate da originali pinnacoli a forma di vaso.

Altrettanto prestigiosi gli interni, decorati con affreschi realizzati da quadraturisti di sicura valentìa, in gran parte purtroppo deturpati da un incendio che sconvolse gli interni della villa nel 1946, risparmando però fortunatamante le due stanze più rappresentative del piano nobile, collegato internamente agli altri piani con una originale scala elicoidale.

Di particolare impatto visivo si presenta specialmente la stanza con le allegorie, caratterizzata da quattro grandi quadri affrescati, delimitati da finte cornici dorate, che risaltano su pareti completamente decorate con festoni, mascheroni e tondi monocromi di gusto barocco. Squisite opere di pittura attribuite al pennello di Gerolamo Mengozzi Colonna, collaboratore del Tiepolo ed insigne maestro del Settecento veneziano.

Villa Nani Mocenigo, nonostante innegabili aspetti di degrado che inducono a richiedere idonei interventi non più dilazionabili, si presenta tuttora ammantata dal fascino di una grande realizzazione achitettonica, ricercata dalla nobile famiglia veneziana quale prestigiosa testimonianza dell’alto grado sociale raggiunto. E all’altezza dell’immobile si presenta anche il parco, che si estende sul retro, ricco di piante secolari, abbellito da statue ed in particolare da una cappella gentilizia a pianta ottagonale, la cui facciata testimonia l’attenzione posta dal progettista interessato a far risaltare gli aspetti architettonici caratterizzanti il Rinascimento italiano.

Le due giornate di apertura straordinaria della villa, oltre a permettere alle tante persone convenute a Canda la visita accurata di un bene così importante nell’ambito della provincia, è servita anche a richiamare l’attenzione sullo storico immobile che da anni giace in uno stato di semiabbandono in attesa di un intervento risolutore. E a questo proposito va detto che il Comune di Canda e la Provincia di Rovigo stanno cercando di promuovere un piano che veda l’intervento dello Stato al fine di dar vita ad un progetto attuativo in grado di assicurare un futuro alla mirabile villa che sorge maestosa lungo il Canalbianco.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Villa Nani Mocenigo. In visita col F.A.I.”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/villa-nani-mocenigo-in-visita-col-f-a-i/

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