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ARTEOGGI

I cieli di Daniela Turetta

Suggestive visioni dei Colli Euganei e del Delta del Po

di Angioletta Masiero

Ventaglio Novanta n. 27 2003 pp. 97–100

La bellezza, magica e suggestiva dei Colli Euganei traspare con vivezza dagli olii raffinati e luminosi di Daniela Turetta, artista che sui Colli è nata. Ma anche il Polesine, con le sue campagne mutevoli, con i respiri del Delta e del grande fiume, ricco di angoli suggestivi, è motivo di ispirazione per l’artista in perenne dialogo con la natura; nella quale riesce a cogliere quanto di più vivo e di più bello essa può comunicarci quando si ammanta di verde, si veste di luce e di colore, e si lascia contemplare nella sua infinita dolcezza.

La contemplazione della natura, forse accorata, malinconica, incredula, intrisa di meraviglia e di stupore come l’animo di un fanciullo, riesce a tradursi in un messaggio d’amore appassionato e struggente. Una testimonianza della sensibilità e della genuina ispirazione di un’artista alla quale sono stati maestri, in una cornice di solenne e mistica bellezza, i Colli Euganei.

Osservando le opere di Daniela vengono alla mente le parole di Zola rivolte alla pittura di Pissarro. “L’artista – egli affermava – non ha cura che della verità della coscienza: egli si colloca in faccia alla natura, ponendosi come compito quello di interpretare gli orizzonti nella loro ampiezza, senza cercare di aggiungervi nulla di propria invenzione… Nessun quadro mi è sembrato di una grandezza più magistrale… vi si sentono le voci profonde della terra, vi si indovina la vita possente degli alberi… Una simile realtà va oltre al sogno.”

Il colore, per Daniela Turetta, è palpitante epidermide ed insieme forma del dipinto. Le “touches” di colore sono leggere e vibranti, sottolineano l’immersione dei volumi nell’atmosfera e creano un’impressione di diffusa luminosità. Certe opere mi fanno pensare ai quadri di Segantini per la loro altissima purezza ed intensità.

Quella della Turetta è una pittura limpida, ben calibrata, che gioca sui rapporti di forma e colore con una sapienza che è la vera origine del piacere estetico. Ecco il segreto di quella accattivante attrazione che possiedono i suoi paesaggi, indenni da sofisticazioni e forzature stilistiche.

La struttura mentale, che sorregge l’immagine, la depura, la filtra, la fa partecipe di un concetto ideale di bellezza: la luce dei tramonti indora i colli, il cielo screziato di nubi si apre infinito su campi e distese di papaveri.

Nei quadri di Daniela si respira questo ordine naturale che nasce da un ordine mentale. E nelle sue immagini si appoggia, appagata, la nostra anima ansiosa di serenità e pace.

In questo periodo convulso, in cui la vita sta facendosi sempre più materialista ed arida, la vista di un quadro di Daniela Turetta, così aperto alle bellezze mutevoli della natura, diventa un antidoto, un ritorno alle nostre origini. Il segreto di Daniela viene proprio da qui: dal desiderio di accostarsi alle cose con purezza di intenti, cioè con amore.

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Come citare questo articolo

Angioletta Masiero. “I cieli di Daniela Turetta”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-cieli-di-daniela-turetta/

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