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MUSICA & TEATRO

White Harps Quartet

Un concerto di armonica eleganza a Polesella, in un notturno sul Po

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 98–99

Il bisogno di sperimentare nuove valenze acustico-espressive dell'arpa e la voglia di fare musica; l’esigenza di realizzare qualcosa di innovativo, affrontando svariati generi musicali e proponendo un repertorio che spazia da Vivaldi a Gershiwin, dai motivi classici alle danze spagnole, dai brani jazz a quelli contemporanei. Queste le motivazioni che stanno alla base della nascita del gruppo White Harps Quartet, fondato nel 1993, originale formazione strumentale, la cui particolarità timbrica amplifica l'eleganza delle armonie esaltando l'espressività musicale e la linearità agogica.

Le quattro apprezzate arpiste polesane sono Sabina Baratella, Monica Fioravanti, Donata Mattei e Alessandra Targa. Con loro, anche Antonella Bergamini, supplente di Donata, quando l’artista è impegnata contemporaneamente in più sedi con l’attività concertistica.

Le giovani arpiste, dopo aver compiuto brillanti studi, si sono perfezionate con Maestri di fama internazionale quali G.Albisetti, F.Pierre, J.Liber, M.Oliva ed hanno partecipano a corsi e Concorsi nazionali ed esteri classificandosi sempre tra i primi posti.

Hanno collaborato con l'Accademia Musicale di Montegridolfo (FO) diretta dal M° G.Khun esibendosi in Italia e all'estero. Parallelamente all'attività concertistica si dedicano all'insegnamento e collaborano, in diverse città italiane, con orchestre prestigiose quali: Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, Rai di Torino, Orchestra del San Carlo di Napoli, Orchestra Sinfonica di Milano "G.Verdi", Orchestra Nazionale della Repubblica di Malta, Orchestra Città di Ferrara. Effettuano tournée in Germania, Slovenia, Austria, Malta, Irlanda, Grecia ottenendo larghi consensi di critica e di pubblico.

Conquistati dalle singolari peculiarità dell'insieme, noti autori italiani, quali Giorgio Gaslini, Fabrizio Francia e Marco Ravasio, hanno espressamente composto e dedicato al gruppo nuove opere.

La musica delle quattro arpe ammalia il cuore. Chiudendo gli occhi sembra di sentir vibrare nell’aria le corde di arpa, pianoforte, note inframezzate dalle percussioni che scandiscono il ritmo. Invece, sul romantico palcoscenico della nave Venezia, attraccata al pontile sul Po, a Polesella, una serata di fine estate le ha accolte in compagnia soltanto del loro prezioso strumento.

In scaletta, danze spagnole, brani jazz, colonne sonore, lasciano il pubblico in silenzio ad ascoltare. Il concerto si è aperto con “Lineamenti” di Righetti, “Trittico” (Salzedo), “Danza dal balletto Romeo e Giulietta” (Prokofiev), “Danza” (Halffter), per concludere il primo tempo in compagnia di “Asturias” di Albeniz e di “Malaguena” di Lecuona. Dopo una breve pausa, la scena si riapre con le quattro “dame bianche” che propongono “Andro and His cutty gun” (Anonimo), le famosissime “Tea for two” (Youmans) e “La vita è bella” (Piovani), colonna sonora dell’omonimo film di Roberto Benigni, per proseguire con “Rag – time” (Japlin), “Concerto Jazz” (Roger) e “Brasileira” (Milhaud).

Un concerto di armonica eleganza per quattro artiste in grado di incantare ed emozionare con dita affusolate e sicure che pizzicottano le corde vibranti, mentre attorno al palco il fiume scorre lento, piatto, salutando la notte.

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Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “White Harps Quartet”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/white-harps-quartet/

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