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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

In Piemonte si pensa al Polesine

A Chieri intitolata una via, a Candelo innalzato un monumento

di Ventaglio Novanta

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 160–163

Singolare e gradita coincidenza quella che, nello scorso mese di Maggio, ha visto due cittadine piemontesi avviare concrete iniziative volte a ricordare il Polesine, con testimonianze destinate a rimanere a lungo nel tempo.

In entrambi i casi un omaggio ai tanti polesani colà emigrati, i quali, con il loro lavoro e la continuità dell’impegno, hanno contribuito al progresso economico e sociale piemontese, divenendo interpreti attivi dello sviluppo delle due comunità. Un grazie al Polesine dunque, concretizzatosi a Candelo nell’erezione di un Monumento ai Polesani nel Mondo, scoperto lo scorso primo maggio, e a Chieri nell’intitolazione di “Via Polesine”, ufficialmente inaugurata la settimana successiva.

A Candelo l’iniziativa ha visto impegnato in prima persona Danilo Lazzarini, da sempre animatore del gruppo dei polesani residenti nella cittadina piemontese dove circa un quinto della popolazione è di origini polesane. Imprenditore nel ramo della lavorazione del ferro, dalle cui officine sono uscite molte opere diffuse ed ammirate in tutto il biellese, Danilo Lazzarini ha voluto realizzare con le sue mani il monumento dedicato alla sua terra di origine e agli emigranti che mai l’hanno dimenticata.

Su un basamento, costituito da un blocco di marmo grezzo a forma piramidale, è stato fissato un globo in cerchi di ferro su cui campeggia il logo dell’Associazione Polesani nel Mondo costituito dalla siluette della provincia di Rovigo. All’interno una Madonna, immagine dedicata alla Vergine del Vaiolo di Taglio di Po, in considerazione che proprio dal Delta sono partiti in grande numero i polesani dell’ondata migratoria post-alluvionale, stabilitisi a Candelo.

La cerimonia inaugurale è stata aperta dal sindaco Mariella Biollino, che ha espresso grande apprezzamento per il gruppo polesano residente a Candelo, e sottolineato la positiva coincidenza della giornata del primo maggio, festa dei lavoratori ben rappresentati dagli attivi polesani il cui monumento si configura come un vanto per la cittadina. Ha poi preso la parola il presidente della provincia di Biella Orazio Scanzio, che ha evidenziato la positiva integrazione dei polesani nella comunità biellese: biellesi a tutti gli effetti – ha detto – che non dimenticano le loro radici polesane di cui possono andare fieri per la buona immagine che col loro lavoro hanno portato in Piemonte.

In rappresentanza della sede Centrale di Rovigo è intervenuto Lino Segantin che, dopo aver portato i saluti di don Valentino, primario punto di riferimento dell’Associazione, nonché quelli del presidente della Provincia Federico Saccardin, ha espresso parole di plauso per l’iniziativa che rappresenta un importante legame tra il Biellese ed il Polesine, motivo per intensificare i rapporti tra le due realtà, nel nome dei Polesani nel Mondo.

Don Pasquino, originario di Ceregnano, nell’omelia durante la messa celebrata nella vicina chiesa di San Lorenzo, ha ricordato episodi dell’emigrazione ed ha ringraziato il Signore per la buona collocazione trovata dai polesani nel biellese.

La cerimonia è quindi proseguita con l’inaugurazione della nuova sede della Fameja di Candelo, cui ha fatto seguito la visita al Ricetto, il caratteristico borgo medioevale della cittadina biellese, allietato dalla festa biennale “Candelo in fiore”. Nel pomeriggio, con l’arrivo dal Polesine di Nerella Pavan, vicepresidente del Parco del Delta, sono state aperte due mostre di prodotti polesani: nella prestigiosa “sala degli affreschi” la mostra di lavori dell’artigianato e banchetto di distribuzione di depliants turistici sulla provincia di Rovigo; nella piazza antistante il Ricetto, gazebo con vendita di prodotti enogatronomici, ad iniziare dalla famosa “pagnotta del doge” della ditta Schiesari, vini della cantina di Baruchella, miele polesano ed altre specialità che sono andate letteralmente a ruba.

Un’iniziativa importante dunque, svoltasi in un clima di grande cordialità, che darà modo anche in futuro di intensificare i rapporti tra la realtà polesana e piemontese con manifestazioni di rilievo.

A Chieri la decisione di intitolare una via al Polesine è scaturita da una ricerca, avviata dalla Provincia di Torino e dall’Amministrazione della Città di Chieri, grazie alla quale è stato evidenziato il ruolo dell’emigrazione veneta, ed in particolare polesana, nello sviluppo socio-econonico del chierese. Sono inoltre state raccolte dalla viva voce degli immigrati in Piemonte appassionate storie di vita, che hanno destato un moto di simpatia, seguito dal desiderio di ricambiare, con un segno tangibile, l’impegno dei polesani colà trasferitisi.

Di qui l’idea di intitolare una via al Polesine, sostenuta dal sindaco di Chieri Agostino Gay che così si è espresso: “Un segno tangibile per ricordare come anche Chieri abbia preso parte al dramma delle popolazioni polesane colpite dall’alluvione del 1951. Uomini e donne che la nostra città ha allora accolto e che oggi, insieme ai loro figli e nipoti, ringrazio per aver contribuito alle trasformazioni e allo sviluppo della Chieri della seconda parte del Novecento”.

Per organizzare al meglio la cerimonia, legata all’intitolazione della via, si sono da subito attivati i responsabili dell’Associazione Polesani nel Mondo di Chieri, in primis gli instancabili coniugi Cassetta e la presidente Maria Rubatto. Le manifestazioni si sono aperte sabato 9 maggio, presso il teatro del Duomo della città piemontese, dove è andata in scena una applauditissima esibizione del gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe, che ha presentato una riuscita selezione di canti e balli della tradizione popolare polesana.

Domenica mattina si è svolta la cerimonia dello scoprimento della targa recante il nome di “Via Polesine”, alla presenza di molte autorità piemontesi e polesane: tra le prime innanzitutto il sindaco di Chieri Agostino Gay, l’assessore provinciale di Torino Maria Pia Brunato, il vicepresidente del Consiglio Provinciale Giuseppe Cerchio e il presidente del Consorzio per lo Sviluppo Ambientale Antonio Guarini; tra i rappresentanti del Polesine l’assessore provinciale Pierluigi Valentini, il consigliere delegato del comune di Porto Viro Alessandro Tessarin e don Valentino Tonin, sempre attivo animatore dell’Associazione Polesani nel Mondo.

Lo scoprimento della targa, è stato salutato da un intenso applauso espresso dal consistente gruppo dei convenuti: assieme alle autorità, molti cittadini chieresi e i rappresentanti di varie “fameje polesane” lombarde e piemontesi che, presenti con i loro labari, hanno voluto sottolineare l’importanza dell’avvenimento. Al termine della cerimonia il gruppo folkloristico dei Bontemponi, schierato nel rigoroso costume della tradizione, ha intonato alcune canzoni popolari polesane, suscitando l’entusiasmo degli astanti.

E’ seguito il trasferimento al duomo, dove una S. Messa solenne è stata concelebrata da don Valentino Tonin e dal parroco del duomo don Dario. Un pranzo con le specialità piemontesi ha concluso le manifestazioni dedicate all’evento. E, tra una portata e l’altra, sono state formulate varie ipotesi di appuntamenti futuri per rinsaldare i rapporti tra piemontesi e polesani, con iniziative che avranno come cornice luoghi e ambienti delle due zone e, come collante, i Polesani nel Mondo.

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Come citare questo articolo

Ventaglio Novanta. “In Piemonte si pensa al Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/in-piemonte-si-pensa-al-polesine/

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