UN’ULTIMA FOGLIA
Ai confini della vita, un’anima – essenza instancabile – confida e s’abbarbica alle radici di un sogno.
Interrogativi… forse nel cosmo ogni astro è un sole – chissà se l’amore pulsa nel vigore del mare – se l’anima s’acquieta nella carezza del vento –
Cammino ai bordi della ragione, tra l’oblio di un baratro dai contorni abbaglianti, ascolto impercettibile una voce che grida speranze alle illusioni.
L’amore recita una preghiera… Dal buio del nulla s’accende una luce, confusa, dispersa, tra le ciglia stanche di uno sguardo distratto. Il barbaglio prevale sul tempo che passa, rischiara cammini deserti, è un fresco respiro d’autunno, è un’ultima foglia, che esile e pura si libra nell’infinito.
PETALI D’AMBROSIA
Grigio meriggio di un melanconico novembre nel cuore di Torino.
Petali d’ambrosia per te…
E sei rosa di maggio in questo inverno inoltrato, e sei uomo solo in questa vita inspiegabile.
Petali d’ambrosia per te…
E sei giorno cinereo sempre uguale ogni giorno, e sei raggio di luce nella tremula speranza.
Nell’anima, profumano sogni… … dai petali d’ambrosia.
VIAGGI
Viaggi, tra stelle lontane, uno specchio di luce, nel grande silenzio, il lago infinito dell’anima.
Guarda la luna che ho addosso, c’è il mondo nascosto dei sogni, perso nell’immensità dei silenzi, un’anima di vento, che non posso vedere.
Non bastano parole, fa freddo nella nudità di un abisso, nei lividi sparsi tra le righe di una poesia, parole col sapore d’eterno.
Il grido alto dell’anima lacera le arcate del cielo. Nella sabbia del mare, lenta scorre tra le dita, polvere di angeli caduti.
ARCANI ENIGMI
Il giorno, senza fretta, s’adagia fra le braccia della sera. Arcani enigmi affollano la mente. Come colmare l’amaro dolore, se tutto intorno c’è vuoto d’amore? L’anima brucia, la vita si assapora a giorni alterni! Dove cercare risposte? Madre!
Figlia mia, porta nel cuore i sorrisi, nella mente conserva i ricordi più cari. Concedimi solo i momenti che puoi, li serberò tutti, come bene prezioso, amorevoli istanti d’immenso, da custodire nell’anima, prima che questa mia spoglia mortale si confonda con l’infinito.
ALI DI GABBIANO
Si strugge la sera dentro al rosso di un tramonto, dietro il tetto di una chiesa solitaria. Le mani delle alghe afferrano le lacrime salate del mare in bufera. Deboli speranze di cicala svaniscono, falciate dalla mietitura di Atropo.
– Non chiudere il volo di gabbiano dentro al cassetto! –
Quel sorriso di ninfea scioglie stille di rugiada, il giglio tatuato sulla pelle profuma di purezza, di anima e di vita.
E ti ritrovo nel bosco dei sentimenti, tra i sentieri degli amanti dove s’incontrano di nascosto i ciclamini, poi, insieme, asciugheremo il pianto delle cicogne, le vestiremo di nuove rose.
Nell’arcata della notte, la via delle stelle illumina il cammino.
– Vola con ali di gabbiano –
Una culla, tra i fiori bianchi di ciliegio
– Lieto dormi tenero amore-
Bussa alla finestra la primavera, soffia sui sogni, ti vuole svegliare.
NEBBIA NEL DESERTO
Ombre di storie, danzano cieche al suono di note stonate, nell’ animo di sogni mancati. Ed io, cerco la forza che non c’è, dentro di me. Gocce di speranze stridule si schiantano ai bordi degli occhi grevi e stanchi. L’amore confonde il suo aspetto scarlatto in questa nebbia nel deserto, dove non c’è il sole dentro di me.
Aride lune, pallide, volteggiano sovrane nella notte, là, dove tutto è buio ed è dimenticanza dei tempi perduti. Arsura di spirito in questi giorni sempre uguali, ed io cerco la vita che non trovo; dentro di me, c’è solo nebbia, nebbia nel deserto.
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Come citare questo articolo
Gloria Venturini. “Come ali di gabbiano”. Ventaglio Novanta, n. 34, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/come-ali-di-gabbiano/