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MUSICA & TEATRO

I 20 anni del “Quadrivio”

Un concerto lirico a Villa Morosini di Polesella per festeggiare il ventennale del periodico

di Sergio Garbato

Ventaglio Novanta n. 34 2007 pp. 152–153

Vent’anni per un giornale, che vuole essere ogni mese la voce di una associazione culturale e sociale, non sono pochi. E sono anzi quelli bastano per affermare definitivamente non solo una sicura continuità nel tempo, ma anche e soprattutto la dignità di una presenza costante dentro e fuori i confini di una città piccola come Rovigo. Sono i vent’anni che il Quadrivio, tale il nome del circolo culturale e del giornale stesso, ha voluto festeggiare lo scorso settembre nel rinnovato splendore del salone di quella villa Morosini, a Polesella, che ospitò gli ozi e le riflessioni della maturità di un doge.

Moltissimo il pubblico accorso, sul filo di un concerto lirico, che incastonava un intermezzo gioioso che sogguardava con stile nativo l’operetta e la canzone di altri tempi. Protagonisti due cantanti polesani che hanno saputo farsi onore: il soprano Simonetta Casellato e il baritono Andrea Zese, ma anche il comico cantante (come appunto si usava nell’operetta) Gigi Franchini, che polesano non è, ma è sicuramente un grande amico del Quadrivio, al quale collabora ormai da tanto tempo. L’accompagnamento musicale al pianoforte è stato affidato al M° Alessandro Panella. E proprio il Quadrivio era, in realtà, il vero protagonista, presente nella memoria dei numerosi lettori che ricevono il periodico o se lo procurano ogni mese, per ritrovarvi gli echi dell’attualità, della vita sociale, dell’arte e della cultura. Sono un po’ questi i settori ai quali la rivista dedica cure e attenzioni, tra articoli e interviste e talora veri e propri saggi.

Direttrice e anima del giornale (così come del circolo) la sua stessa fondatrice, Nadia Rossi, che ha fatto gli onori di casa a villa Morosini, ritrovando amici vecchi e nuovi e soprattutto il senso di una lunga fedeltà che l’ha sicuramente commossa.

Nadia Rossi, si potrebbe dire, è cresciuta insieme al circolo, al quale ha dedicato tutte le sue energie (e i suoi risparmi) e nel tempo ha disegnato sempre meglio il giornale, che oggi ha una identità ben definita. Così, se all’inizio, vent’anni fa appunto, la sua firma e il gioco delle sigle e degli pseudonomi correvano lungo ogni pagina, oggi sono numerosi i collaboratori che inviano articoli che riescono ad essere sempre accattivanti e ad avere sicuri lettori (cosa, questa, che è meno ovvia di quanto si pensi).

Molta attenzione al sociale, con particolare riferimento alla medicina e alla salute, con interviste spesso di grande interesse a medici e primari degli ospedali del territorio, responsabili e amministratori delle Usl, liberi professionisti e studiosi. Né mancano interventi di industriali e artigiani, imprenditori e operatori. Ma anche molta attenzione a certi settori della cultura: dalla musica lirica (che per Nadia Rossi costituisce una passione sempre viva) alle arti figurative, che talora trovano riscontro in mostre organizzate dal circolo. Ma anche il cinema e il teatro, la letteratura e la poesia.

Nell’arco di questi vent’anni, attraverso le colonne del giornale sono passati in tanti, giovani e vecchi, apprendisti e professionisti di lunga data e tutti con qualcosa di dire e da insegnare. Ma sono stati e continuano ad essere soprattutto i giovani dare respiro alle pagine del Quadrivio, che può vantare di avere aperto la porta a intere generazioni, rappresentando sovente il primo o il secondo gradino di una carriera giornalistica che è andata poi definendosi nel tempo. Non sono pochi i giornalisti polesani che sono nati con il Quadrivio. Ma anche i non pochi giornali, mensili e settimanali e perfino quotidiani che affollano il panorama editoriale rodigino (insomma tanto da leggere per pochi lettori) hanno qualche debito con il Quadrivio, che pure ha sempre saputo mantenere il gusto per una semplicità e immediatezza di approccio.

E che il Quadrivio abbia lettori numerosi e informati, di ogni genere e di ogni estrazione sociale e culturale, lo provano i riscontri che hanno coloro che scrivono. Un articolo viene sempre letto e commentato e spesso discusso successivamente con lo stesso autore.

Quanti giornali possono vantare la stessa attiva diffusione?

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Come citare questo articolo

Sergio Garbato. “I 20 anni del “Quadrivio””. Ventaglio Novanta, n. 34, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-20-anni-del-quadrivio/

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