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EDITORIALE

Dipinti polesani richiesti in Italia e nel mondo

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 52 2016 pp. 2–7

Buone notizie quelle che riguardano il patrimonio artistico del Polesine, fatto oggetto di richieste per esposizioni in importanti eventi d’arte in Italia e nel mondo.

L’ultima richiesta giunge dalla Gran Bretagna, e precisamente dalla Royal Academy of Arts di Londra, che ha inviato alla parrocchia lendinarese di S. Sofia una circostanziata lettera per ottenere il prestito dell’opera rinascimentale di Domenico Mancini “Madonna con Bambino ed Angelo musicante”.

Un artista di vaglia il Mancini, che riveste un interessante rilievo nell’ambito della pittura veneta del primo Cinquecento, il quale però risulta poco noto, in quanto scarsamente documentato, forse anche perché raramente egli soleva apporre la sua firma in calce ai quadri realizzati.

L’importante dipinto lendinarese (conservato in un’area protetta della navata sinistra del duomo di S. Sofia) è dunque prossimo a partire per Londra dove è in allestimento la mostra “In the age of Giorgione” programmata dal 12 marzo al 15 giugno 2016. La realizzazione del Mancini sarà inserita tra le opere dei primi anni del Cinquecento che risentirono l’influenza di Giovanni Bellini e del Giorgione.

Un’opera di grande prestigio sta dunque per lasciare il Polesine per essere protagonista di un evento internazionale, mentre un corpo davvero consistente di preziose tele dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile ha fatto recentemente ritorno da una importante mostra in Valle d’Aosta nelle sale espositive del Castello di Bard (vedasi in questo numero l’articolo a pag. 138) dove i quadri rodigini sono stati ammirati da migliaia di visitatori.

Ed altre opere, questa volta della pregevole collezione Balzan di Badia Polesine, sono partite nei mesi scorsi per due diverse destinazioni italiane: “La fanciulla sulla Roccia a Sorrento” di Filippo Palizzi ha primeggiato a Ravenna dove è stata allestita la mostra “Il bel Paese”; a Napoli è invece approdata la tela “Bagno Pompeiano” di Domenico Morelli (articolo in questo numero a pag. 143). Opere anche queste ammirate da migliaia di visitatori, ma ancora poco conosciute in Polesine, dove hanno fatto ritorno presso il ridotto del teatro sociale badiese.

Per restare nell’ambito pittorico annunciamo che la tradizionale grande mostra annuale del Roverella, nel 2016, verrà allestita a Settembre: sarà dedicata a Gauguin, i Nabis e la loro influenza sull’arte italiana. Ma le sale del Roverella non rimarranno vuote, giacché a partire dal 20 novembre 2015 lo storico palazzo ha riaperto i battenti per proporre una importante rassegna delle tele dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di ritorno dall’importante mostra in Valle d’Aosta.

Sarà utile allora seguire i programmi di visite al Roverella per conoscere le “nostre” opere tanto apprezzate in Val d’Aosta. Sarebbe bello portarci, poi, nel dirimpettaio palazzo Roncale ed ammirare le realizzazioni artistiche qui esposte (vedasi Gli interni del Roncale, pag. 8 di questo numero).

L’itinerario pittorico ci porterà quindi a Lendinara per far conoscenza con l’opera del Mancini prima che questa lasci il duomo di Santa Sofia per l’Inghilterra. La tappa successiva potrà essere a Badia (articolo a pag. 142), per ammirare i dipinti dell’importante collezione Balzan.

Potremo poi raggiungere la borgata di Garofolo, frazione di Canaro addossata al Po, per una sosta presso la recuperata casa natale di Benvenuto Tisi da Garofolo (articolo a pag. 146), che ci suggerirà di portarci poi a Crespino, nella bella chiesa di Santi Martino e Severo, per ammirare la Madonna in trono di Benvenuto Tisi da Garofolo, assieme alle opere di altri prestigiosi artisti del seicento ferrarese. E, seguendo il grande fiume, potremo poi raggiungere la foce del Po per conoscere interessanti beni d’arte conservati nelle chiese del Delta (articoli pag. 22 e 27).

In questo numero della rivista sono ovviamente suggerite altre interessanti visite, ad iniziare dalle proposte inerenti la conoscenza del patrimonio artistico del Medioevo, a cui nello scorcio conclusivo del 2015 è dedicata la Settimana dei Beni culturali in Polesine. In particolare andando Sulle tracce di Michele da Firenze (articolo a pag. 40) ci porteremo a Raccano, Rovigo, Gavello ed Adria, mentre potremo poi far ritorno a Lendinara per far conoscenza col Castello Estense (pag. 40) ed ammirare poi la grata lignea realizzata dai fratelli Canozi (pag.40), per concludere questo corposo itinerario d’arte in Polesine con una sosta a Badia Polesine presso la millenaria Abbazia (pag. 58).

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Dipinti polesani richiesti in Italia e nel mondo”. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/dipinti-polesani-richiesti-in-italia-e-nel-mondo/

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