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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

La casa natia di Benvenuto Tisi

Completato il restauro dell’edificio dove visse il pittore rinascimentale, ora si pensa al Muvig (Museo Virtuale Garofalo)

di Maria Chiara Pavani

Ventaglio Novanta n. 52 2016 pp. 146–147

Evento eccezionale quello che ha avuto luogo il 6 settembre scorso a Garofolo di Canaro: l’inaugurazione ufficiale della casa natia di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, uno dei massimi artisti del maturo Rinascimento ferrarese. L’importante operazione di recupero ha costituito il giusto riconoscimento del grande sforzo profuso dall’amministrazione comunale di Canaro per il restauro dell’edificio ed un momento di meritata celebrità per Garofolo, borgata addossata al fiume Po, paese natale del pittore.

Il restauro conservativo dell’edificio storico, in grave degrado, è diventato realtà dopo decenni di attesa, grazie all’approvazione del progetto – curato dall’architetto Massimiliano Furini – da parte dell’ex sindaco Claudio Garbellini.

Ed è toccato poi a Nicola Garbellini, attuale primo cittadino e figlio del compianto ex sindaco, portare a termine il progetto dopo diversi studi progettuali e polemiche amministrative. L’intervento di riqualificazione dell’edificio, che è costato circa 800mila euro, è consistito nel consolidamento della struttura esistente e la ristrutturazione globale dell’immobile, finalizzata alla conservazione dell’assetto storicizzato della casa. Un’operazione – ha chiarito Nicola Garbellini – realizzata anche grazie al fortunato incontro tra suo padre e l’ingegner Luciano Zerbinati che si è attivato suggerendo una convenzione tra pubblico e privato sottoscritta dai gestori del parco fotovoltaico che sorge in zona.

“Con questo complesso e impegnativo restauro – ha sottolineato il sindaco, Nicola Garbellini, nel suo discorso di apertura – si è voluto recuperare il contenitore, ma anche il contenuto, cioè la memoria storica e artistica di Benvenuto Tisi mediante quello che sarà il Muvig (Museo virtuale Garofalo) con cui, mediante le nuove tecnologie, si potranno ammirare le opere del Tisi, conservate nei musei più prestigiosi italiani ed esteri, come se fossero realmente presenti. Il progetto di questo museo, che sarà inaugurato nel 2016, è opera di un gruppo selezionato di professionisti di uno studio tecnico di Sestri Levante, guidati dall’architetto Davide Olivieri”.

Il sindaco ha poi tracciato la storia recente dell’antica dimora del pittore (la sua famiglia vi risiedeva fin dal 1300), ricordando l’acquisto del bene storico da parte del Comune, nel 1998, con la volontà di recuperarlo e le iniziali difficoltà da parte della Soprintendenza alle Belle Arti, fino al via libera, nel 2008, e alla felice intuizione di Claudio Garbellini di realizzare un museo virtuale con la fedele riproduzione dei dipinti del Garofalo, provenienti dal Louvre, National Gallery o Ermitage. E ciò grazie alla consulenza di Zerbinati, che aveva allestito con successo, a Napoli, una mostra virtuale sul Caravaggio. Così l’aver individuato la giusta funzione della casa del Maestro, ha fatto in modo che anche i finanziatori di un parco fotovoltaico, a Canaro, in particolare la società Enersol Srl, accettassero di stanziare cospicue risorse per l’intervento di ripristino dello stabile e per il museo.

In riferimento alla figura artistica ed umana di Benvenuto Tisi (1481-1559), interessante è stato l’intervento del critico Sergio Garbato, che ha lamentato il ridimensionamento della grandezza del pittore nato in riva al Po nel mondo dell’arte, dopo la scomparsa, forse dovuto alla sua persona, un po’ schiva e radicata soprattutto in provincia. “Chi ha criticato l’artista – ha osservato Garbato – non ha capito che egli, nelle sue opere, realizzava una felice sintesi fra i valori cromatici di Giorgione e Raffaello, di cui era anche amico personale, e gli influssi della scuola ferrarese di Dosso Dossi”.

A seguire, la presentazione dei due progetti, quello del restauro strutturale e funzionale da parte dell’architetto Furini e quello del Muvig da parte dell’architetto Olivieri, esperto in Museografia applicata alle nuove tecnologie.

In chiusura, finalmente, l’atteso taglio del nastro, la benedizione della struttura, da parte del vicario generale, monsignor Claudio Gatti, coadiuvato dal canonico Mario Turatti, parroco di Canaro, e la visita a tutti i locali, compreso l’ultimo, a piano terra, dove è stato possibile ammirare la proiezione del dipinto “L’orazione nell’orto”, concesso in comodato d’uso gratuito da una collezione privata e che sarà fruibile, in originale, dopo l’allestimento del museo.

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Come citare questo articolo

Maria Chiara Pavani. “La casa natia di Benvenuto Tisi”. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-casa-natia-di-benvenuto-tisi/

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