È stata una mattinata di Ferragosto davvero particolare quella vissuta a Badia Polesine nel bel mezzo delle calde giornate dell’estate 2015. Una mattinata all’insegna dell’arte, aperta da un’azione che non è fuori luogo definire di sicura filantropia. Ovvero il dono di un’opera, firmata da un artista legato fin dall’infanzia a Badia Polesine e scomparso oltre un quindicennio fa, il cui nome gode di un rilievo internazionale. Stiamo parlando di Bruno Munari (1907-1998), designer ed artista multiforme, al quale fra l’altro è dedicato il parco alle spalle della millenaria abbazia della Vangadizza.
Di certo non capita tutti i giorni di assistere a gesti come quello compiuto da Claudio Vallarini nei confronti dell’Amministrazione comunale di Badia Polesine e, indirettamente, alla collezione civica ed in particolare, come lo stesso ha specificato, nei confronti della sua Città.
La consegna del lavoro dell’indimenticato designer di fama internazionale si è svolta nella reception del Teatro Sociale, nello stesso edificio in cui si trova anche la prestigiosa Collezione d'arte Eugenio Balzan, altro illustre personaggio badiese.
Alla consegna del Munari l’assessore ai Lavori Pubblici Giovani Rossi ha osservato: “Il gesto di donare spontaneamente qualcosa, manifesta il vero senso di comunità; e proprio dalla comunità, tutti dobbiamo ripartire”.
L’assessore alla Cultura e Turismo Idana Casarotto ha quindi illustrato la figura di Bruno Munari, che frequentò le scuole badiesi e rimase in città fino a 18 anni, mentre i suoi genitori gestivano l’albergo Sant'Antonio in via degli Estensi. Per rendere il giusto onore al cittadino illustre, fondi permettendo, è in cantiere – ha rivelato l’assessore – un importante progetto di valorizzazione con l’obiettivo di farlo finalmente conoscere a tutti; un atto dovuto nei confronti di un personaggio di grande rilevanza com'è stato proprio Bruno Munari, designer, scrittore di libri per ragazzi, pittore, conferenziere e tanto altro ancora.
Claudio Vallarini, dopo aver spiegato che l’opera gli fu donata dallo stesso Munari quando con l'arch. Leonardo Salvadori si recò nel suo studio milanese per conoscerlo di persona, ha sottolineato l’opportunità di coinvolgere nell’iniziativa giovani badiesi con interessi culturali. Proprio per questo ha voluto la presenza dei giovani dell’associazione SognaLibro, desiderando che fossero alcuni di loro a consegnare il quadro agli assessori e osservando: “Mi fa piacere che siano i giovani a compiere questo gesto, perché sono loro il nostro futuro e quello della cultura di questa comunità”.
Con soddisfazione i giovani del gruppo SognaLibro hanno assunto questo ruolo di testimoni e co-protagonisti del nobile gesto che ha accomunato arte e generosità. Per loro è stata anche l’occasione per annunciare un successivo appuntamento (avvenuto poi l’11 settembre presso la Libreria Antica Rampa) con la presentazione ufficiale del gruppo di giovani accomunati dalla passione per la lettura.
Alla breve ma sentita cerimonia del dono del quadro di Munari hanno inoltre partecipato, il direttore di Ventaglio 90 Lino Segantin, l’architetto Pino Mazzetto e la signora Rosalba Lazzarin di Adria, che hanno donato alcuni volumi agli assessori.
L’incontro con l’arte è poi proseguito con la visita alla Collezione Balzan, il cui prestigio è in fase crescente, tanto che Badia ha ricevuto negli ultimi tempi richieste di prestiti per importanti mostre italiane.
E’ così che alcune opere della Collezione nei mesi scorsi hanno lasciato il Polesine per raggiungere Ravenna e Napoli. Tra le prime “La fanciulla sulla roccia a Sorrento” di Filippo Palizzi che, approdata a Ravenna per l’apprezzata mostra “Il Bel Paese”, è stata addirittura scelta come icona per l’importante rassegna.
Napoli è invece stata raggiunta dal “Bagno pompeiano” di Domenico Morelli, nell’ambito della mostra “Pompei e l’Europa 1748-1943”. Un prestito questo che ha avuto un prezioso risvolto: ovvero l’arrivo a Badia di una singolare porzione di un affresco salvato dalle rovine di Pompei. “Narciso con Amorino” è il titolo dell’affresco ottenuto dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, in cambio temporaneo con quadro badiese.
Il patrimonio d’arte di Badia si sta dunque progressivamente valorizzando, per cui è auspicabile che il progetto di restauro del Palazzo del Monte dei Pegni sia quanto prima avviato per dare alla pinacoteca badiese una migliore visibilità e fruibilità.
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Come citare questo articolo
Giovanni Saretto. “Occasioni d’arte a Badia Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/occasioni-darte-a-badia-polesine/