C’è stato un importante gemellaggio nei mesi scorsi tra il Polesine e la Valle d’Aosta, un evento eccezionale, che ha portato la città di Rovigo al centro dell’attenzione non soltanto a livello nazionale ma internazionale. Oggetto di tanto interesse è stato un eccezionale prestito di una parte della pregevole raccolta di opere pittoriche della pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario vescovile (custodite presso palazzo Roverella) effettuato a favore di un evento espositivo in Val d’Aosta.
Nel valdaostano Castello di Bard dal 20 giugno all’8 novembre 2015 è dunque approdata una ricca selezione di 52 capolavori – scelti tra le innumerevoli opere in possesso delle istituzioni rodigine – offrendo una sorprendente panoramica della stagione artistica veneta nell’arco di tempo tra il Quattrocento e il Settecento. Quattro secoli con varie epoche della storia dell’arte (dal Tardogotico, al Rinascimento, al Manierismo, al Barocco e Rococò) che mettono in evidenza la passione per la pittura di alcune nobili famiglie rodigine (Casalini, Silvestri, Gobbetti ed altre) che nell’Ottocento donarono le loro quadrerie all’Accademia dei Concordi e al Seminario vescovile; opere che possono essere considerate il meglio dell’arte veneta di questo periodo.
Sede di questa prestigiosa mostra è stato dunque il Forte di Bard in Valle d’Aosta, uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento lungo la Via Franchigena, che nel Medioevo univa Canterbury a Roma. Si tratta di un’importante struttura costituita da tre principali corpi di fabbrica (per un totale di 283 locali), posta tra i 400 e i 467 metri di altezza su un colle che domina l’intera vallata; un grande complesso “sottoposto a un intervento di restauro e di riqualificazione finalizzato a renderlo un grande polo culturale e un’ampia, innovativa, accogliente struttura museale”.
Curatori della eccezionale rassegna rodigina in terra valdostana sono stati Vittorio Sgarbi e Gabriele Accomero. Per l’occasione è stato pubblicato un catalogo completo con la riproduzione fotografica di tutte le opere esposte, ognuna con la presentazione di esperti d’arte quali Alessia Vedova, Antonio Romagnolo, Pier Luigi Fantelli, Cinzia Tedeschi, Marzia Ripa, Mauro Lucco.
Nei testi introduttivi al catalogo, il presidente dell’Associazione Forte di Bard, Augusto Rollandin, dice, tra l’altro: “Il Veneto, con la splendida città di Rovigo, è terra di grandissima ricchezza umana, storica e culturale, con la quale siamo particolarmente onorati di avviare una collaborazione così prestigiosa, suggellata da un importante catalogo con schede scientifiche e testi di sicuro valore”.
Il presidente dell’Accademia dei Concordi, Enrico Zerbinati, osserva, tra l’altro, sul catalogo: “Chi curerà la mostra dei dipinti provenienti da Rovigo saprà, attraverso un affascinante e istruttivo percorso espositivo, cogliere lo splendore e la magia di una bellezza assoluta, calata nel contesto delle epoche in cui sono state riprodotte le singole opere, profilando nella giusta luce gli autori che le hanno create”. E continua poi “Sono convinto che i visitatori resteranno ampiamente soddisfatti nel constatare che anche in centri minori si possono trovare capolavori artistici di altissimo livello”.
E, infatti, le opere esposte possono essere considerate punti di riferimento per la storia dell’arte del nostro Paese e capisaldi della pittura internazionale.
Bellini, Tiepolo e Tiziano sono i pittori più rappresentativi della mostra, ma emergono pure Ippolito Scarsella, Palma il Vecchio, Palma il Giovane, Giambattista Piazzetta, Giuseppe Zais, Luca Giordano, Rosalba Carriera, Alessandro Longhi. Giuseppe Nogari, Giambattista Pittoni, Pietro Vecchia, Bernardo Strozzi, Pietro Bellotti.
Ritratti e paesaggi, scene tratte o ispirate al Vecchio e Nuovo Testamento, alla mitologia classica, alla vita quotidiana, motivi immaginari e bucolici, sono i soggetti più frequenti.
Ed è proprio la provenienza di queste opere che ha reso eccezionale e prestigiosa questa mostra, cioè il fatto che i quadri esposti sono pervenuti da una collezione d’arte di un museo poco conosciuto al di fuori del Veneto e da una città non propriamente turistica. Ecco, quindi, quanta importanza rappresenti per Rovigo questa proposta del Forte di Bard. Infatti, oltre a mostrare a un grande pubblico questi prestigiosi capolavori polesani, certamente si è avuta l’opportunità per stimolare in futuro visite sul piano culturale e turistico non soltanto per Rovigo ma per tutto il Polesine.
“Il prestito di queste opere – ha detto Virgilio Santato a nome dell’Accademia dei Concordi – è stata una straordinaria opportunità perché questi capolavori sono stati inseriti in un contesto turistico internazionale. La mostra al Forte di Bard, organizzata molto bene, ha avuto un flusso turistico notevole con decine di migliaia di visitatori ed una platea nazionale e internazionale. La rassegna – ha continuato Santato – ha avuto un contesto architettonico che si è prestato in modo egregio per i suoi spazi espositivi ed anche perché era inserita in altre mostre di grande importanza storica e paesaggistica. Siamo grati alla Valle d’Aosta per questa eccezionale opportunità ed anche ai curatori e agli organizzatori che hanno fatto in modo che la mostra apparisse in tutta la sua importanza”.
“C’è da considerare poi il fatto – ha osservato ancora Santato – che alcuni dipinti sono stati restaurati per questa occasione per cui tornano a Rovigo in condizioni migliori. Bisogna dire inoltre che questa esposizione è stata fatta senza alcun costo per l’Accademia dei Concordi, perché tutte le spese sono state finanziate dalla Valle d’Aosta. La nostra città ha avuto l’opportunità di essere fortemente valorizzata richiamando l’attenzione su di sé portando a conoscenza di un vasto pubblico le sue opere e il suo territorio”.
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Come citare questo articolo
Paolo Zambonin. “I quadri di Rovigo a Bard”. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-quadri-di-rovigo-a-bard/