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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Premio Lions a Isabella Sandri

All’apprezzata cineasta rodigina dedicata la ventesima edizione del premio “Due Torri D’Oro”

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 52 2016 pp. 148–151

La consapevolezza delle potenzialità del Polesine (area spesso scarsamente valorizzata) si ottiene anche tramite la conoscenza di importanti personaggi – originari di questo nostro lembo di territorio padano – che esprimono al meglio le loro doti intellettuali e di lavoro anche al di fuori dei confini provinciali.

Un’opera di valorizzazione, questa, che costituisce uno dei qualificati impegni del Lions Club Rovigo che, a cadenza triennale, attribuisce il premio “Due Torri D’Oro” a “Polesani viventi, di fama internazionale, che si siano distinti in maniera eccellente nelle scienze, nella cultura, nell’arte, nell’economia, nello sport, nonché in qualsiasi altro campo dell’attività umana”.

Quest’anno (ventesima edizione dell’iniziativa) il premio è stato attribuito a Isabella Sandri, cineasta rodigina che ha alle spalle un nutrito palmares di riconoscimenti attribuito alle sue molteplici realizzazioni filmiche (vedi scheda). Per ritirare l’importante riconoscimento del Lions è convenuta a Rovigo lo scorso 23 maggio, in compagnia del regista Giuseppe Gaudino con il quale ha portato a termine varie opere come co-regista o sceneggiatrice.

Se è toccato a Ruggero Zambon (presidente della Giuria del Lions appositamente costituita per il premio) tracciare il profilo biografico della apprezzata cineasta, è stato proprio il regista Gaudino a soffermarsi su aspetti poco noti della vita professionale di Isabella Sandri, la quale, prima presso l’Auditorium del Conservatorio, poi nella Conviviale del Lions non si è sottratta alle domande e alle curiosità dei presenti.

Un’occasione amabile ed interessante per fare conoscenza con una donna dolce e determinata nel contempo, convinta dell’importanza che può avere il cinema per approfondire storie, situazioni, stati d’animo, facendo emergere la profonda umanità dei personaggi. Siano essi bambini, come ad esempio ne La casa dei limoni, un documentario girato nel 1999 coprodotto dalla RAI, che racconta il sogno impossibile di una bambina palestinese che vorrebbe lasciare il campo profughi di Sabra e Shatila in Libano e tornare al villaggio di suo nonno; o nel documentario Storie d’armi e di piccoli eroi, girato dal 2003 al 2008 in Afghanistan, che racconta la storia di un orfano delle “bombe intelligenti”, il quale riesce a salvarsi grazie alla sua passione per la scrittura e i libri, mettendo la penna contro le bombe, per arginare l'inferno del proprio Paese. O siano adulti che vivono situazioni penose, come documentato nel drammaticissimo film Maquilas, girato in Messico dal 2003 al 2005, ambientato tra le operaie delle fabbriche di Ciudad Juarez, dove centinaia di donne vengono ritrovate uccise e fatte a pezzi. Un’opera questa che, presentata al Festival di Torino, ha vinto il “Premio Speciale della Giuria” e il “Premio Cipputi”, come miglior documentario sul mondo del lavoro. O ancora nel film Per questi stretti morire (Cartografia di una passione), realizzato dal 2007 al 2010, nella Terra del Fuoco basato sull’avventura umana e di documentarista di Alberto Maria De Agostini, un salesiano vissuto in Patagonia dal 1910 al 1935. Personaggio interessato non solo agli aspetti religiosi della sua missione, ma in particolare a documentare ambiente e situazioni di vita dei nativi, rivelandosi abile cartografo, fotografo e cineasta. Un personaggio poco noto che si strugge per la scomparsa degli ultimi indios e per la bellezza del paesaggio. Anche a questo film non sono mancati vari riconoscimenti, quali il Premio “Città di Imola”, per il Miglior Film Italiano presente al Film Festival di Trento 2011 e il Premio Speciale della Giuria al XVIII “Premio Libero Bizzarri”, entrambi del 2011.

Consegnando alla regista il premio “Due Torri d’Oro”, Enrico Ubertone, presidente del Lions Club rodigino, ha sottolineato la passione di Isabella Sandri per il suo lavoro, l’assoluta mancanza di ostentazione e, al contrario, l’attenzione che rivolge ai più deboli e diseredati per valorizzarne lo spessore umano, evitando sia il facile buonismo che la denuncia sociale aperta che potrebbe provocare ritorsioni. “Con Isabella Sandri – ha concluso – i Lions premiano una concittadina che ha saputo portare un po’ della nostra cultura nel mondo”.

E, a proposito di questa annotazione del presidente del Lions, domandiamo all’apprezzata regista come si configura oggigiorno il suo rapporto con il Polesine, chiedendole inoltre di informarci brevemente sui prossimi impegni.

“Il mio rapporto col Polesine: mi vengono in mente solo risposte ‘affettive’, poi penso che no, ho anche un lavoro da finire (iniziato nel 1988, ma che trova origine in filmati dell’archivio di famiglia. Si chiama – provvisoriamente – Via Quarti, perché tutti gli eventi si svolgono in una sottile striscia di terra, tra l’argine e il fiume Po, tra Polesella e Guarda Veneta, dove i nonni materni avevano una casa. Dagli anni 60’ ad oggi tutto è cambiato. Io negli anni sono tornata lì a girare. Alcune persone amate, e cari amici non ci sono più. Restano quei materiali, quelle riprese. Non è più quindi una ‘striscia di terra’ ma è una striscia di tempo, di ricordi. Ed è come se quel lavoro, quelle mie riprese io non le volessi mai terminare, spostandone la fine, in ‘modalità infinito’. Questa mancanza di una fine mi rassicura. Quando non ne avrò più paura, probabilmente lo finirò”.

“Per quanto riguarda i prossimi impegni, nell’immediato c’è il film di Giuseppe Gaudino, dal titolo Per Amor Vostro, che è stato selezionato in concorso alla Biennale di quest’anno. Ho scritto con lui la sceneggiatura (e con mia madre, Lina Sarti Sandri), e di questo film sono anche la co-produttrice. Bisognerà seguire il film nelle sue uscite in sala e affiancare Giuseppe nella diffusione delle tematiche che questo film solleva”.

“C’è poi un mio progetto da realizzare: un film lungometraggio che si chiama Un Confine Incerto, di cui farò la regia e di cui ho scritto anche la storia. Sarà un film piuttosto impegnativo perché sarà ambientato a Roma, in Alto Adige, in Germania e nell’Europa dell’Est. Anche in questo caso il tema è quello di un ritorno e di un interrogarsi sulle proprie radici”.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il Premio Lions a Isabella Sandri”. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-premio-lions-a-isabella-sandri/

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