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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Premiato il comm. Fabio Ortolan

Dopo la onorificenza attribuita dal Presidente della Repubblica, un affettuoso attestato del Ctg… E le lettere di Lucietta Mocenigo

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 53 2016 pp. 160–161

Un significativo riconoscimento al dott. Fabio Ortolan, imprenditore badiese, attivo in vari ambiti dell’associazionismo e della cultura polesana, nonché vice presidente della Cassa di Risparmio del Veneto, è stato attribuito nello scorso mese di gennaio dal C.T.G. badiese “La mongolfiera”.

La breve ma sentita cerimonia si è svolta in una pausa della cena sociale tenutasi presso il nuovo ostello di accoglienza di Sariano. Nell’occasione la presidente del Ctg badiese, signora Loretta Dal Ben e il sig. Giorgio Soffiantini hanno consegnato al dott. Ortolan un apprezzato presente consistente in una cravatta di Marinella, sottolineando come il riconoscimento del CTG segua quello onorifico e di grande prestigio attribuito dal Presidente della Repubblica, che ha insignito Fabio Ortolan del titolo di Commendatore della Repubblica. Annuncio questo che ha suscitato un fragoroso applauso da parte dei commensali per lo più ignari dell’importante riconoscimento a livello nazionale attribuito al dott. Ortolan.

La consegna dell’attestato Ctg è stata accompagnata da sincere parole di apprezzamento per l’attività svolta con passione da Fabio Ortolan, di cui è stato sottolineato l’impegno assiduo e gli importanti risultati raggiunti in vari campi, lodando nel contempo la modestia che egli manifesta nel relazionarsi con gli altri, sempre messi a loro agio nei rapporti interpersonali.

Dopo la semplice ma sentita cerimonia, nel proseguo dell’incontro conviviale, il discorso con quanti condividevano il tavolo con il premiato commensale, si è incentrato su vari temi di carattere culturale che lo vedono attivo protagonista. Tra le altre, “carpita” la notizia che si sta lavorando per un convegno che si terrà a Castelmassa sulla storia del noto stabilimento FRAGD (Fabbriche Riunite Amido Glucisio Destrina).

Ma poi la curiosità si è accesa su un suo recente studio pubblicato nel volume della Minelliana “Il mais nella storia agricola italiana”, compendio degli atti del convegno tenutosi nel corso del 2014 a Badia Polesine, relativo a vari aspetti legati alla maiscoltura, che in Italia ha avuto la sua primogenitura nel XVI secolo proprio nel territorio badiese, nei campi di Villa d’Adige (allora Villa Bona) di proprietà dei nobili Mocenigo di Venezia.

Lucietta Memmo Mocenigo

La storia, portata alla luce da Fabio Ortolan, si incentra in particolare sulla figura della nobildonna Lucietta Memmo, che nel 1787 ebbe a sposare Alvise Mocenigo, interessandosi poi agli aspetti colturali delle sue proprietà e quindi anche a quella polesana, dove già da più di due secoli si coltivava il mais.

Chiediamo al dott. Ortolan di svelare ai lettori del Ventaglio come è venuto a conoscenza di questa vicenda e che opinione si è fatto della nobildonna di origini padovane, la cui storia in qualche modo si è intrecciata con quella del Polesine.

“Da sempre – esordisce Fabio Ortolan – mi sono interessato di chi materialmente nel 1554 seminò il primo campo di mais a Villabona (ora Villa d’Adige). Dopo accurate ricerche, e consultando numerose pubblicazioni, ho accertato che nel 1554 la Tenuta di Villabona era di proprietà del nobile Francesco Mocenigo di San Samuele, precedentemente acquistata dalla nobile famiglia Strozzi di Bologna.

La Tenuta di Villabona si estendeva per circa 720 ettari delimitata a Nord dal fiume Adige, ad est dal canale Malopera, ad ovest dal canale Castagnaro e a sud dal lago di Pissatola. La proprietà rimase ai Mocenigo fino al 1800, quando Alvise Mocenigo, marito di Lucietta, per ingraziarsi la Corte Asburgica di Vienna vendette la Tenuta di Villabona per acquistarne un’altra, di 1800 ettari, a Margarethen am Moos in Austria”.

“Fin qui le notizie storiche accertate, poi – continua Ortolan – ebbi occasione di acquistare, in un mercatino di antiquariato, 10 lettere che portavano il seguente indirizzo: A Sua Eccellenza la Nobildonna Contessa Lucietta Memmo Mocenigo, Dama di Palazzo e della Croce Stellata, San Samuele – Venezia -. Tutto ciò scatenò la mia curiosità nei confronti della nobildonna veneziana.

Alcuni amici mi suggerirono la lettura dell’unica biografia dedicata alla nobildonna, scritta da un suo diretto discendente Andrea di Rosilant, con il titolo Lucia nel tempo di Napoleone Il ritratto di una grande veneziana. Va detto per inciso che, purtroppo, il nonno dello scrittore dilapidò il patrimonio dei Mocenigo e vendette per poche decine di sterline a Sir Albert Richardson di Ampthill nel Bedfordshire il famoso ritratto di Lucietta, dipinto dalla celebre Angelika Kzuffman.”

“In ogni caso è evidente dal ritratto che si trattava di una bella donna, mentre dalla lettura delle lettere ritrovate emerge il suo talento di straordinaria imprenditrice agricola. Fu infatti promotrice di tantissime innovazioni agronomiche e culturali nelle sue diverse tenute che assommavano a 25.000 ettari di terreno.

Ma Lucietta fu anche una donna colta e raffinata che, in una Venezia ormai decaduta, portò alto fino alla sua morte l’onore della Serenissima. Di lei il grande René Francois de Chateaubriand, dopo averla conosciuta a Venezia, scrisse la biografia Lucia Memmo Mocenigo la figlia dei Dogi”.

“Sapere che Lucietta Memmo Mocenigo, tra le sue proprietà si è interessata in qualche modo anche del Polesine, mi riempie di orgoglio. Il mio sogno – conclude Ortolan – è di vedere esposto il suo ritratto, dipinto da Angelika Kzuffman, in una delle tante mostre di Palazzo Roverella a Rovigo. Daremo, così, il giusto riconoscimento ad una donna che è stata protagonista dello sviluppo economico – sociale nel periodo napoleonico delle due Province di Padova e Rovigo”.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Premiato il comm. Fabio Ortolan”. Ventaglio Novanta, n. 53, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/premiato-il-comm-fabio-ortolan/

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