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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Gabbris e i giovani

Con il progetto di Alternanza Scuola Lavoro, la Fondazione Banca del Monte avvicina gli studenti all’arte del maestro rodigino

di F. M.

Ventaglio Novanta n. 57 2018 pp. 144–145

Dalla recente donazione alla Fondazione Banca del Monte di Rovigo delle opere dell’artista rodigino Gabbris Ferrari, scomparso tre anni fa, e dalla conseguente necessità di riordinarle e catalogarle, è nato un interessante progetto di Alternanza Scuola Lavoro sviluppato durante l’anno scolastico 2017-2018. La Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha favorito l’attuazione del progetto ospitando diversi studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore De Amicis di Rovigo, con l’obiettivo di offrire loro un’esperienza unica di conoscenza dell’arte di Gabbris Ferrari.

L’attività didattica è stata perciò ponderata quale sperimentazione di lavoro a diretto contatto con la produzione e con la poliedrica personalità artistica del maestro rodigino scomparso da tre anni.

Scopo ultimo del progetto della Fondazione è promuovere la divulgazione della figura di Gabbris con particolare attenzione verso il mondo dei giovani e della scuola, fondamentale veicolo di apprendimento. La Fondazione Banca del Monte ha ritenuto che questa proposta potesse davvero rappresentare un’opportunità eccezionale di apprendimento e di arricchimento culturale. Opportunità che l’istituto scolastico ha prontamente compreso e accolto, condividendone le finalità e pianificando un efficace progetto di Alternanza Scuola Lavoro, che nei ragazzi ha impresso il segno sotto molti aspetti.

Il progetto, costruito insieme ai docenti referenti dell’Istituto scolastico, ha visto protagonisti nove studenti delle classi VAg, VBg e VAt: Matteo Beccati, Licia Brajato, Giada Breda, Giulia Cabbia, Vittoria Donatone, Debora Maron, Mattia Previato, Valentino Pizzo, Doina Sajin seguiti da Cinzia Malin, figura di tutor aziendale per la Fondazione Banca del Monte.

Mettendo in campo le competenza degli specifici indirizzi “Grafica e Comunicazione” e “Turismo” i ragazzi hanno costituito un vero e proprio team di lavoro, articolandolo in diverse e specifiche attività: dall’allestimento del set fotografico al laboratorio di fotografia digitale, mettendo in pratica modalità e procedure dell’attività fotografica specifica per le opere d’arte; dall’organizzazione del lavoro di classificazione alla metodologia di catalogazione, dall’analisi delle opere alla realizzazione di relative schede descrittive.

L’attività didattica è stata coordinata dai docenti Rossella Fontanazza e Anna Casazza per la parte tecnica e Cristina Ferrari per la catalogazione, in un unico progetto modulato e interconnesso, nel quale ognuno dei ragazzi ha potuto esplicare il proprio ruolo e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo del progetto proposto dalla Fondazione.

Il lavoro di squadra, dopo i primi giorni di prevedibile assestamento, è stato ben impostato e organizzato, stante le chiare finalità del progetto, grazie sia al coordinamento dei docenti delle diverse aree sia, soprattutto, all’impegno dei ragazzi. La scuola ha partecipato attivamente mettendo a disposizione la strumentazione tecnica di alto livello che ha reso possibile l’esperienza di fotografia. La perizia e la professionalità dei docenti hanno permesso di condurre l’analisi minuziosa delle opere, di classificarle in quattro macro aree e di produrre per ciascuna opera una precisa scheda di catalogazione corredata di immagine.

Si è trattato di un lavoro complesso e delicato che i ragazzi hanno assimilato e che hanno preso in considerazione con cura. Sotto la supervisione degli insegnanti, che hanno affiancato con dedizione un compito importante e molto appassionante, gli studenti si sono cimentati nelle attività con precisione e senso di responsabilità, mettendo in pratica vari aspetti del lavoro vero e proprio: dalla strutturazione delle varie fasi di lavoro alla loro organizzazione, dall’assunzione del proprio impegno al rapporto con i compagni, dal rispetto dei tempi per le attività assegnate, alle proposte migliorative per risolvere eventuali difficoltà.

“E’ stata per tutti un’esperienza unica in quanto gli alunni hanno avuto l’opportunità e il privilegio di essere a contatto diretto con le opere del maestro Ferrari e conoscere da vicino il suo percorso artistico, dalla produzione degli anni Settanta alle opere più recenti delle ultime sue esposizioni, compresi disegni, produzioni polimateriche e studi per l’allestimento scenografico di opere teatrali”, ha affermato la docente Cristina Ferrari che ha seguito i ragazzi nel lavoro di ricognizione, studio e classifica delle opere.

Importante è stato per la Fondazione avere il feedback sull’esperienza da parte dei ragazzi, creando, per l’occasione, un incontro presso la propria sede a conclusione dell’attività, in un clima di familiare confronto con il Segretario Generale Giorgio Lazzarini. “E’ stata una bellissima esperienza. Abbiamo conosciuto Gabbris Ferrari, un artista di Rovigo di cui non sapevamo niente e abbiamo sperimentato anche un metodo di lavoro”; “Abbiamo imparato a riconoscere e a gestire i parametri della macchina fotografica soprattutto per quanto riguarda la difficile ripresa dei quadri e delle opere tridimensionali che richiedono tecniche specifiche per via del posizionamento delle luci e del soggetto”; “Riconosciamo che è stato un lavoro molto importante e formativo, non capita spesso di avere queste opportunità”; “Tra di noi non ci conoscevamo, provenendo da classi diverse, ed è stato bello costruire il lavoro d’insieme, per altro in un clima di armonia perché ognuno di noi si sentiva utile con il proprio lavoro”; “Per noi è stata un’attività nuova; il lavoro è stato impegnativo ma ci ha dato anche molta soddisfazione perché siamo riusciti a portarlo a termine, ci siamo messi alla prova, abbiamo imparato come risolvere i problemi, insieme. Riteniamo che anche questo sia stato per noi molto istruttivo per affrontare il mondo del lavoro”; “Sotto la guida della nostra insegnante Cristina Ferrari abbiamo percepito la personalità del maestro Gabbris e avuto modo di accostarci alla sua arte e alla sua continua sperimentazione sia tecnica che artistica”.

L’obiettivo principale della Fondazione era quello di catalogare le opere che la Fondazione ha ricevuto in donazione ma “non è stato certo un lavoro meccanico quanto piuttosto l’opportunità di entrare nell’animo della persona” hanno affermato concordi i docenti. “E’ stata soprattutto un’attività di tipo culturale, di conoscenza dell’arte e della figura del maestro Ferrari e della sua copiosa e diversificata produzione”, ha precisato l’insegnante Casazza.

Se necessità della Fondazione era il riordino delle opere e finalità del progetto era quello di far conoscere ai giovani un artista di pregio come Gabbris Ferrari, si può affermare che l’obiettivo è stato raggiunto, e con successo, poiché è stato anche perseguito il duplice scopo istituzionale di intervenire nel settore della cultura, valorizzando il maestro rodigino, e nel settore delle attività formative, con mirate attività rivolte alla scuola.

Ricordando la grande passione di Gabbris Ferrari per la didattica, quasi una vocazione, e verso i giovani che amava coinvolgere direttamente nei suoi lavori rendendoli protagonisti, la Fondazione ritiene di avere donato a questi ragazzi una speciale opportunità di vivere l’arte appieno e di avvicinarsi all’artista Ferrari, attraverso i lavori, come se l’avessero conosciuto di persona” è la considerazione conclusiva del prof. Luigi Costato, Presidente della Fondazione, che riassume la molteplice valenza del progetto.

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Come citare questo articolo

F. M.. “Gabbris e i giovani”. Ventaglio Novanta, n. 57, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/gabbris-e-i-giovani/

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