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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Nei luoghi della Secessione

Dopo la visita alla mostra di Palazzo Roverella, gli Amici dell’Arte hanno realizzato un tour per visitare le città delle Secessioni

di F. P.

Ventaglio Novanta n. 57 2018 pp. 151–152

Le importanti mostre d’arte che, grazie all’ideazione e al sostegno della Fondazione CaRiPaRo, vengono annualmente allestite a Palazzo Roverella, costituiscono sicuramente un importante punto di richiamo nonché una opportunità di aggiornamento sulle tematiche artistiche europee. E spesso stimolano anche ulteriori approfondimenti, sia con la programmazione di apposite conferenze, sia con l’organizzazione, in alcuni casi, di veri e propri itinerari, finalizzati a verificare aspetti tematici o a conoscere gli ambienti dove vissero gli artisti di cui al Roverella si sono apprezzate le opere.

Tra le associazioni più attive in questo senso va sicuramente indicata l’attività degli Amici dell’Arte che, dopo aver visitato la mostra sulle Secessioni al Roverella, su iniziativa del consigliere del direttivo Giorgio Lazzarini, hanno ideato un tour alla volta delle tre città europee simbolo del Movimento secessionista: Monaco, Vienna e Praga. Un Movimento caratterizzato da artisti che, nel periodo che va da fine Ottocento al primo ventennio del Novecento, si staccarono dalle Accademie d’arte ufficiali, per seguire una linea del tutto innovativa.

La prima tappa dell’itinerario è stata VIENNA, elegante città mitteleuropea che ha accolto i viaggiatori, guidati dall’esperto d’arte padovano Fabio Bossetto, mostrando splendidi edifici, piazze e cattedrali, imponenti luoghi simbolo di una capitale dal passato glorioso.

Il programma di viaggio si è sviluppato innanzitutto mediante una visita al Leopold Museum, struttura moderna realizzata all’interno delle antiche scuderie di corte, dove si è potuta ammirare la più grande collezione al mondo di Egon Schiele. Le sue opere hanno catturato i visitatori per l’intensità espressiva dei soggetti trattati, per la comunicazione del disagio interiore dell’individuo; immagini rappresentate con modi asciutti, a significare il superamento di tutte le forme artistiche preesistenti, incluso il Romanticismo e il Simbolismo.

In altre sale del palazzo spiccano inoltre i capolavori di Gustav Klimt, che nelle sue opere ha rappresentato l’evoluzione e il superamento della realtà obiettiva, rappresentando un mondo dominato da sentimenti, istinti e passioni. Al Museo Leopold, famoso come sede del Liberty viennese, si possono poi ammirare pezzi dell’artigianato artistico della Vienna di fine ottocento, combinati in un insieme armonioso con l’esposizione di quadri, grafica e pittura.

La visita viennese è poi proseguita al Castello barocco di Belvedere, che ospita una delle più pregevoli collezioni di opere d’arte in Austria. Spiccano qui le tele di Gustav Klimt, soprattutto le più celebri del periodo aureo, in cui l’artista ha riprodotto lo sfarzo dei mosaici bizantini, dando vita ai capolavori, quali “Il bacio”, “Giuditta”, “Ritratto di Fritza Riedler” e altri.

Non poteva mancare la visita alla Palazzina della Secessione, progettata dall’architetto Joseph Maria Olbrich, con il moto che campeggia all’ingresso “Ad ogni epoca la sua arte, a ogni arte la sua libertà”. All’interno i visitatori hanno ammirato il famoso “Fregio di Beethoven”, dipinto da Klimt, dove la nona sinfonia è il criterio ispiratore dell’opera.

Nei giorni successivi il gruppo rodigino ha raggiunto la città di PRAGA, ricca di elementi artistici che a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo hanno segnato l’architettura, la scultura e la pittura, prendendo il nome di “Jugendstil”, sfociati poi nello stile Liberty.

Proprio l’architettura Liberty ha influenzato il volto di Praga, che conserva edifici con interessanti facciate e pregiati interni. La Stazione Centrale, i palazzi in Piazza della città vecchia, alberghi e luoghi pubblici ne sono una chiara dimostrazione e contribuiscono a trasmettere alla città un’atmosfera esclusiva e romantica. Non è mancata tuttavia la visita ad altri monumenti importanti, quali Ponte Carlo che con le sue imponenti statue domina la Moldava, il quartiere del Castello con il Palazzo Reale e la Cattedrale di San Vito, Piazza San Venceslao e il quartiere ebraico Josefov, con l’antico cimitero e le sinagoghe storiche.

Gli ultimi giorni sono stati dedicati a MONACO DI BAVIERA, città moderna e industrializzata, che ospita la Neue Pinakotek. L’edificio, di architettura moderna, inaugurato nel 1981, si trova nella zona dei grandi musei della città e contiene i principali capolavori della pittura ottocentesca, nonché i dipinti dei maestri della Secessione Monacense del 1892.

Non poteva infine mancare la visita della Lenbachhaus, elegante villa-pinacoteca di fine ottocento, appartenuta al principe pittore Franz Von Lenbach, con capolavori del Bleue Reiter, uno dei primi movimenti dell’Espressionismo tedesco, sviluppatosi a Monaco tra il 1911e 1914 attorno a Vassily Kandinskij, che proprio da uno dei suoi quadri più famosi, “Il cavaliere azzurro”, ha preso il nome.

Si è trattato di un viaggio davvero interessante, che ha stimolato nuovi interessi e risposto pienamente alle attese del gruppo degli Amici dell’Arte di Rovigo, che hanno gradito anche i cibi tipici dei luoghi visitati; piatti che sicuramente hanno contribuito a rendere il viaggio più piacevole e coinvolgente.

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Come citare questo articolo

F. P.. “Nei luoghi della Secessione”. Ventaglio Novanta, n. 57, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/nei-luoghi-della-secessione/

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