Cresce in Italia l’interesse verso il turismo ambientale; ed il Polesine, con i suoi fiumi, i curati fondi rurali, l’atmosfera incantata del Delta, si propone sicuramente come un’area di attrazione. E non mancano iniziative legate alla promozione dell’ambiente, alcune delle quali hanno anche ottenuto riconoscimenti significativi. Un ruolo certamente non secondario, e per certi aspetti pionieristico, va riconosciuto al Campeggio Club Polesano, il cui presidente Massimo Zanella incontriamo per un bilancio dell’attività dell’associazione, che ha superato i 40 anni di attività.
Un po’ di storia innanzitutto. Presidente Zanella, quando è nata l’associazione che lei guida?
“Il Campeggio Club Polesano nasce negli anni ‘60, ma è nel 1976, nel mese di maggio, che troviamo il primo documento ufficiale, l’atto notarile costitutivo. Sono impegnati nella iniziativa una ventina di proprietari di caravan e i fratelli Mariani, titolari della appena avviata azienda Delta Vacanze (una assoluta novità questa in Polesine, che propone l’acquisto di caravan, gommoni, motoscafi e ovviamente accessori). Comincia quindi anche per la provincia di Rovigo ad affermarsi un nuovo modo di fare turismo, il cosiddetto turismo all’aria aperta, ‘l’abitar viaggiando’ come lo ha felicemente etichettato il mentore del Plein Air, Raffaele Jannucci”.
Il Delta diviene da subito un importante punto di riferimento per il Campeggio Club Polesano. E’ così?
“Un impegno importante, che è stato ben presto assunto, è stato quello di organizzare ogni anno un raduno sul Delta del Po dedicato sia ai Soci che a quelli dei vari Club del Veneto. Fin dall’inizio l’associazione si è poi distinta per partecipare attivamente agli eventi fieristici nel capoluogo, inoltre si affilia alla Federazione Nazionale del Campeggio, per la quale collabora a livello regionale.
Tra il 1977 ed il 1980 entrano a far parte del Club nuovi Soci, tutti più giovani dei fondatori; la loro presenza imprime una accelerazione funzionale notevole nel Club, al punto che il tradizionale Raduno sul Delta si trasforma in un evento a carattere nazionale, che registra quote di partecipanti sempre superiori ai 60 equipaggi.
Ma è nel decennio degli anni ‘90 che il Club “decolla”: ottiene la partnership della Provincia di Rovigo, allora interessata alla promozione del Parco del Delta del Po, e partecipa con un proprio stand a ‘Mondo Natura’ alla Fiera di Rimini, raggiungendo, per due anni successivi, l’ambito traguardo del 1° premio per il miglior stand allestito in Fiera”.
Un premio significativo che vi fa onore; ed immagino sia servito da stimolo per ulteriori iniziative.
“Infatti. Fu così che, in perfetta sintonia con la Federazione nazionale guidata da Giancarlo Ceci e la Rivista Plein Air con il direttore Raffaele Jannucci, riuscimmo a ‘convincere’ le 13 Provincie della Consulta del Po – quelle della pianura padana per intenderci – ad organizzare una manifestazione a carattere internazionale denominata “Dal Monviso al Delta”, calendarizzata nella prima quindicina di settembre. Fu un successo notevole, cui contribuì anche la Fiat, con la quale organizzammo l’inaugurazione del “Lingotto”: per la Fiat si trattava di presentare al mercato europeo il Ducato come “base” ideale per l’allestimento del camper, veicolo ricreazionale per eccellenza, come la caravan”.
Sicuramente una bella iniziativa questa “Dal Monviso al Delta”. Come fu accolta?
“Al raduno itinerante, della durata di 8 giorni, il primo anno si iscrissero 70 equipaggi. Il secondo anno è un boom, tanto che l’organizzazione è costretta a chiudere le adesioni all’inizio di maggio con 160 equipaggi iscritti e 10 ammessi in lista di attesa! Questo lunghissimo serpente, che segue il corso del Po da Pian del Re sino al Faro del Po della Pila, diventa un ambasciatore fondamentale nella cultura della accoglienza del Turismo secondo Natura. I comuni, le APT, le Pro Loco, Le Provincie, le Regioni e soprattutto gli operatori turistici toccano con mano la grande portata, anche economica, di questo movimento”.
Quale il punto di arrivo polesano del “serpentone”?
“La meta finale è stata presso il Villaggio Camping Rosapineta di Rosolina Mare, che a questo punto devo non solo citare ma anche ringraziare. E’ sempre stato il nostro punto di appoggio e di accoglienza degli ospiti nelle 27 edizioni del Raduno sul Delta del Po e nelle 3 edizioni di Dal Monviso al Delta. Questa bella struttura ci è sempre stata amica, grazie soprattutto alla lungimirante e generosa gestione della Famiglia Brazzalotto; al cui capostipite, l’indimenticabile cav. Luigi, il Polesine e Rosolina in particolare, debbono grande riconoscenza per aver dato impulso e sviluppo ad un territorio che non sapeva di avere una vocazione turistica. Con questo modo di operare, in quaranta anni di attività, abbiamo fatto conoscere il Polesine ed il Delta del Po a centinaia e centinaia di amanti del plein air”.
Altre iniziative dedicate al Polesine?
“Abbiamo organizzato il ‘Fine settimana del Risorgimento’ a Fratta Polesine e a Lendinara, poi escursioni guidate lungo il Po a partire da Revere (MN) per arrivare nel cuore del Parco del Delta passando per la Biconca di Volta Grimana; abbiamo fatto conoscere il Po di Goro, S. Basilio, il museo di Cà Vendramin, la Sacca degli Scardovari, la Sacca del Canarin, il Bacucco, Barricata, Pila il paese dei pescatori con il mercato del pesce, Boccasette, le Vie delle Valli, Porto Levante, Porto Caleri ed il Giardino Botanico e Rosapineta”.
Ulteriori sviluppi?
“Da alcuni anni è iniziata una nuova avventura da parte del Campeggio Club Polesano con la fondazione di una Associazione, non a scopo di lucro, la ‘Assocamping Polesana Porto Bussari’, con la gestione della omonima Darsena privata in accordo con la proprietà, in regime di comodato d’uso per 15 anni. L’impegno che ci siamo assunti è quello di trasformare un’area abbandonata in un centro strutturato per il ricovero dei veicoli ricreazionali, camper, caravan, ma anche barche e gommoni.
Nel breve volgere di due anni l’area si è rivitalizzata; sono stati costruiti, in perfetta sintonia con l’ambiente circostante, due capannoni, la sede del Club e attivati tutti i servizi necessari per una corretta e concreta manutenzione dei mezzi stessi: quindi pozzetti di scarico di acque nere e grigie, piattaforma attrezzata per il lavaggio, servizi igienici e docce. Nel settembre del 2016 è stata inaugurata la terza struttura di ricovero per mezzi mentre la gestione della “Assocamping” viene garantita dal volontariato attento e scrupoloso di un pugno di Soci preparati e competenti. Si tratta ormai di un vero e proprio lavoro, scandito da impegni operativi, finanziari e gestionali non indifferenti e puntualmente registrato nelle analitiche e numerose voci del bilancio di gestione”.
Quanti sono attualmente i soci?
“I Soci al Club oscillano tra i 120 e 130; 90 circa sono anche Soci della ‘Assocamping Polesano Porto Bussari’. Per avere un’idea di ciò che siamo riusciti a realizzare basta cliccare sul nostro sito, vedere le foto ed i filmati appositamente registrati in occasione della inaugurazione della nuova struttura ultimata nel settembre 2016”.
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Ventaglio Novanta. “Il Campeggio Club Polesano”. Ventaglio Novanta, n. 57, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-campeggio-club-polesano/