“Un piccolo borgo con una storia millenaria”: potrebbe essere questa una appropriata enunciazione per approcciarci alla storia del singolare sito storico e archeologico di San Basilio di Ariano nel Polesine.
Situato lungo l’antica linea di costa, ma riparato dal mare, grazie ai cordoni litoranei – oggi dune fossili ancora parzialmente visibili – il centro di San Basilio nasce nel corso del VII secolo a.C., in un territorio percorso da numerose vie di comunicazione, prima fluviali poi anche stradali, che danno fin da subito una connotazione commerciale e multietnica al nascente borgo.
La felice posizione dell’insediamento lungo il Po, in prossimità della sua foce, già in epoca etrusca denota la sua vocazione commerciale, che trova riscontro nella varietà di reperti rinvenuti nel corso degli anni ed esposti presso il rinnovato Centro Turistico Culturale: oggetti appartenenti a popoli e civiltà provenienti dal Mediterraneo. Qui, infatti, commerciavano Etruschi, Greci, Veneti e Dauni, che potevano sfruttare il sistema fluviale per spingersi nell’entroterra.
Gli scavi archeologici hanno permesso di ricostruire i traffici commerciali, indagando la forma dell’abitato etrusco, costituito da materiali deperibili e per lo più naturali, provenienti dalle aree circostanti.
Nel 132 a.C. il sito è attraversato dalla Via Popillia – Annia, strada consolare che collegava Rimini con la costiera altoadriatica. Proprio a San Basilio la strada si diramava, proseguendo verso Nord in direzione Corte Cavanella di Loreo, e verso Nord-Ovest fino ad Adria, dove nel 1844 è stata ritrovata la pietra miliare che ne certifica il passaggio. La Via Popillia–Annia procedeva poi verso Padova e Altino, per arrivare infine ad Aquileia.
È in questo momento che San Basilio è identificato come Mansio Hadriani nella Tabula Peutigeriana, grande mappa Medievale che ricalca una originale romana, nella quale sono indicate tutte le strade dell’Impero.
Di questo periodo vi sono importanti testimonianze: presso l’area archeologica scavata nei primi anni 2000 e oggi monumentalizzata, è infatti possibile vedere una porzione di un muro appartenente ad un grande horreum, un magazzino che doveva stivare grandi quantità di generi alimentari prima di essere commerciati via mare e via terra. Le dimensioni dell’edificio, oggi parzialmente portato alla luce, aiutano a capire il ruolo centrale e di svincolo commerciale che il sito rivestiva anche in epoca romana.
Attraverso le strade veicolavano non solo le merci, ma anche idee e diverse culture.
Adiacente il magazzino, è stato rinvenuto un importantissimo complesso paleocristiano, composto da battistero, chiesa, non ancora portata alla luce, e necropoli. In epoca tardoantica il magazzino viene quindi dismesso a favore della realizzazione dei due edifici di culto e della necropoli, che ad oggi conta 37 sepolture.
Segue un periodo di abbandono, a causa di condizioni climatiche avverse, dopodiché l’area viene occupata nuovamente con la realizzazione di un nuovo abitato molto semplice, costituito da capanne. A questa ultima fase altomedievale appartiene un pozzo – cisterna che doveva servire per le necessità degli abitanti.
L’abbandono del sito non è definivo, in quanto risale proprio al IX secolo d.C. la realizzazione di una nuova chiesetta sulla duna, che denota la volontà della comunità locale di continuare a vivere in questo luogo.
A seguito di restauri avvenuti alla fine degli anni ’90, sotto la pavimentazione della chiesetta in stile romanico, sono emerse diverse fasi dello stesso luogo di culto, la prima datata IX-X e la seconda all’XI-XIII secolo d.C., oggi visibili grazie a tre finestre di vetro posizionate sul pavimento che ne consentono la vista.
Probabilmente in questa fase medievale il centro di San Basilio si lega alla vicina Abbazia di Pomposa, emulandone lo stile che è possibile ammirare sulla facciata della chiesa datata al XVII secolo d.C.
In tempi più recenti la chiesa ha subito abbandoni ed usi davvero impropri, al punto da essere utilizzata come fortino militare. Ma oggi si connota come una presenza importante, vegliando sul territorio circostante dall’alto della sua duna fossile.
Il rinnovato Centro Turistico Culturale di San Basilio
Dopo un primo allestimento realizzato nel 1995, il Centro Turistico Culturale si presenta oggi rinnovato, offrendo una visione completa del territorio antico, degli scavi archeologici intercorsi negli anni e del rapporto tra uomo e ambiente.
Il territorio è infatti anche il punto di partenza della progettazione del nuovo allestimento che richiama il tema dell’Isola di Ariano, delle dune fossili e della centralità di San Basilio come chiave per comprendere il Delta antico.
Su un nuovo sistema espositivo sono ora presenti cinque vetrine, affiancate da pannelli descrittivi e supporti multimediali, che oltre a mostrare i reperti nei dettagli, rimandano ad altri ritrovamenti avvenuti nel territorio del Delta, in particolar modo ad Adria.
Le cinque vetrine si presentano come “tappe”, che accompagnano il visitatore nella comprensione di tematiche fondamentali per la storia di San Basilio.
In primo luogo il centro è descritto come un approdo multiculturale, nato come svincolo commerciale nel VII secolo a.C.; la seconda tappa approfondisce il rapporto di San Basilio con gli altri centri dell’Etruria; si passa poi al tema della romanizzazione, introdotto da un tesoretto di denari romani rinvenuti all’inizio del ‘900, che per la prima volta si trova qui esposto; la quarta tappa tratta di San Basilio come Mansio Hadriani, con i materiali costruttivi caratteristici dell’epoca romana; infine, l’ultima vetrina espone alcuni reperti dell’età tardoantica affiancati ad alcuni reperti provenienti dai corredi della necropoli visibile presso l’area archeologica.
Altre vetrine con numerosi reperti si trovano in due salette laterali ed approfondiscono diverse tematiche, come gli oggetti di uso quotidiano di epoca etrusca e romana, gli elementi da costruzione, anfore da commercio e numerose monete.
Una parte di allestimento è stata infine dedicata alla storica Quercia di San Basilio, purtroppo caduta nel 2013; il grande albero aveva un valore affettivo per la comunità locale e ha accompagnato negli anni gli abitanti del territorio. La Quercia era inoltre legata a Dante Alighieri, in base ad una leggenda che racconta che proprio a San Basilio il Sommo Poeta si perse nel 1321, al ritorno dall’ambasceria che lo aveva portato a Venezia; solo dopo essere salito su un grande albero, la Quercia, Dante riuscì a scorgere il campanile dell’Abbazia di Pomposa, e da lì la strada che lo avrebbe poi ricondotto a Ravenna.
San Basilio: storia, archeologia e natura
La peculiarità di questo borgo è caratterizzata dalle sue numerose sfaccettature: storia e archeologia raccontano di un passato lontano, ma che, grazie a recenti scavi archeologici, diventa sempre più chiaro e affascinante; la storia si mescola con la tradizione popolare generando leggende come quella di Dante, ma anche quella della colonnina miracolosa, oggi visibile in una piccola nicchia nella chiesetta, e ancora quella delle ossa dei Paladini custodite nel sarcofago davanti alla chiesa, o dello stesso sarcofago appartenuto a San Tunin.
Questi connotati si legano per creare un itinerario dinamico mirato alla scoperta della storia più antica.
In questa cornice culturale non può però mancare la natura, che silenziosa circonda tutto il sito e ne è parte fondante: l’argine del Po di Goro da un lato e, a poca distanza, le Dune di Rosada.
Questa tenuta naturale permette di conoscere anche i connotati più naturalistici del Delta del Po, in quanto area protetta, dove è possibile passeggiare in un ambiente che deve ricordarci la forma del paesaggio antico: la campagna piatta all’orizzonte, le dune fossili ricoperte da una folta vegetazione, specchi d’acqua tra le dune e una numerosa e variegata fauna selvaggia.
In epoca antica la posizione strategica di San Basilio ha agevolato un fiorente commercio, ed anche oggi il centro si trova collegato ad altre realtà importanti dal punto di vista storico.
Il legame del centro con Spina si ritrova nella vicinanza geografica, cronologica e nella storia dell’epoca etrusca.
Il nome di Hadriani rimanda in particolare al nome di Hatria in età romana, città collegata a San Basilio grazie alla Via Popillia – Annia, la stessa strada che conduceva alla Mansio Fossis, presso Corte Cavanella di Loreo.
Infine Pomposa, distante un giorno di cammino, abbazia retta dai Monaci Benedettini che hanno sicuramente influenzato il centro con la loro presenza in epoca medievale.
Allo stesso modo, il centro offre uno sguardo all’evoluzione del territorio, mostrandone il cambiamento nel corso dei secoli. Da qui si può partire alla scoperta del Delta moderno, formatosi dopo il taglio di Porto Viro del 1604, grazie a itinerari che portano alla scoperta della parte più incontaminata del Delta del Po.
Numerosi sono i tracciati, percorribili in bicicletta, che passano per San Basilio e permettono di apprezzare il connubio storia – natura: si può esplorare l’Isola di Ariano dove a Santa Maria in Punta nasce il Delta. Si possono apprezzare le nuove terre verso il mare e i musei che si trovano lungo il tragitto, come il Museo laboratorio l’Ocarina a Grillara e il Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin a Taglio di Po.
La navigazione sul Po di Goro permette inoltre di spostarsi sul letto del fiume più antico del Delta, che ancora oggi scorre seguendo il tracciato originario. È possibile esplorare la vegetazione e l’avifauna che qui vi abita, in un tragitto che collega Santa Maria in Punta, Ariano nel Polesine, San Basilio, Rivà e Mesola.
Il sito di San Basilio, con le sue caratteristiche storiche, archeologiche, naturalistiche, è adatto alla visitazione di adulti e ragazzi, famiglie e scolaresche.
Numerose sono le attività rivolte agli adulti, come visite guidate tematiche, ma anche ai giovani, che grazie a visite guidate specializzate e laboratori didattici possono scoprire e approfondire i diversi ambiti che denotano questo piccolo ma importante centro.
Bibliografia
BONOMI S., PERINI L., RUZZA R., Il sito archeologico di San Basilio: una storia ancora da scrivere, testi a cura di, Arti Grafiche Diemme, Taglio di Po (RO), 2004.
TUZZATO S., Risultati degli scavi archeologici a San Basilio in Quaderni di progetto restauro, il restauro della Chiesetta di San Basilio, volume a cura della Cooperativa Next Land, Padova, il Prato Casa Editrice, 2001.
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Come citare questo articolo
Camilla Biolcati. “Una giornata a San Basilio”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-giornata-a-san-basilio/