Porto Barricata costituisce certamente una eccellenza del nostro territorio, un sito apprezzato per gli aspetti naturalistici ed amato in particolare dai pescasportivi provenienti anche da ben oltre i confini italiani.
Ma noi polesani non sempre valutiamo adeguatamente il pregio di questo ambiente alla foce del Po di Tolle. E devo confessare che anche la mia conoscenza è stata occasionale. Una storia che voglio raccontare, fruendo della disponibilità di questa rivista che, numero dopo numero, sottolinea le valenze del Polesine. Ecco dunque la mia esperienza.
La strada correva lunga e diritta, come quelle strade arginali che molto spesso attraversano la campagna da queste parti. Il cielo era ancora buio, anche se all'orizzonte, i primi chiarori dell'aurora coloravano di rosa acceso il confine tra la terra e il cielo che si poteva scorgere alla fine di quella sterminata piatta pianura che sembrava senza fine.
Faceva caldo quell'estate di quei primi anni settanta e anche in quel momento di prima mattina la macchina viaggiava con i finestrini semiaperti per far entrare l'aria fresca dell'alba a rinfrescare l'abitacolo. Alcuni amici, scherzando allegri fra loro, percorrevano quella strada, non sapendo ancora che stavano percorrendo anche la Storia.
Alla fine di quel rettilineo infinito, una leggera salita e una curva a gomito, ed ecco ad abbagliare gli occhi difronte a loro, mosse dalla leggera brezza, le prime increspature marine dell'acqua della Sacca, e poco più in là gli allevamenti delle pregiate cozze di Scardovari. “Siamo quasi arrivati”, disse uno degli amici “poco più avanti c'è la Barricata e lì una barca che ci aspetta”.
Inizia così, quasi per gioco, l'avventura del “Big Game” a Porto Barricata alla foce del Po di Tolle. Si era sparsa infatti la voce, in quegli anni, fra le valli del Delta del Po ed il primo entroterra polesano, di grandi tonni in Adriatico davanti alle foci deltizie e che, come succedeva in altre zone d'Europa, era possibile anche pescarli con le canne de mare.
Era proprio per quel motivo che quei pochi amici si trovavano lì, quasi per scherzo, quasi per gioco, per provare a vivere anche loro quella elettrizzante emozione di agganciare il bestione sentita più volte raccontare da chi tornava da battute di pesca in Atlantico ma mai sperimentata dal vivo.
Mollati gli ormeggi, percorse quelle poche centinaia di metri e la barca, lasciato ormai alle spalle il porticciolo, era già fra le acque del mare. Poco dopo si dirigeva decisa verso il largo, verso i tonni, verso quell'esperienza unica ed affascinante, con tutta probabilità non essendo del tutto consapevoli che in quella circostanza di fatto erano dei pionieri.
La prima cattura avvenne più per la fortuna del principiante e della buona sorte che per la tecnica e la bontà delle attrezzature. Fu fatta a traina, come era abitudine pescare in quegli anni e in quei luoghi. Ancora il “Drifting”, in quell'angolo a Sud-Est del Delta, non si sapeva nemmeno cosa fosse. Tecnica di pesca, quest'ultima, che si raccontava essere utilizzata in Atlantico, nel Golfo del Leone, per la cattura dei grandi pesci pelagici.
La notizia si sparse velocemente nel territorio e dopo di loro altri ed altri ancora si vollero cimentare con quella straordinaria e nuova esperienza. Piano piano si pensò di introdurre il “Drifting” anche in Adriatico, e presto ne nacquero 2 scuole: una prende i natali proprio nel Delta del Po, a Porto Barricata, che per un certo verso aveva fatto da apripista e che ben presto sarebbe diventata un modello di riferimento e di studio di questa tecnica di pesca; l'altra invece prese corpo nell'Adriatico centrale nella zona del Pesarese.
L’abbondanza di grandi tonni nelle acque al largo delle coste polesane, dovuta al copioso apporto di fattori nutrienti riversati in mare dalle foci dei rami del Po e la poca profondità dei fondali, che permette una corretta e favorevole deposizione delle uova, hanno fatto sì che questo sito marino diventasse un vero e proprio “Hot Spot” per questo tipo di pesci ed inoltre una importante “Nursery”, perfetta per la filiazione della specie.
La località, particolarmente avvantaggiata, in cui sorge il Porto Barricata non poteva che contribuire a far diventare questo porto, ai confini del Delta del Po, una vera e propria meta ambita e ricercata da tutti gli amanti del “Big Game”. Pescasportivi da tutta Europa e perfino dal continente americano frequentano questo sito alla ricerca dell'emozione unica della cattura della vita e della scarica di adrenalina che genera l'attimo dell'abboccata.
Il grande Tonno è una delle prede più ambite ed apprezzate da si dedica al “Big Game” la pesca d'altura ai grandi pesci pelagici. Il Tonno infatti può arrivare a pesare fino al ragguardevole peso di 200 chilogrammi, anche se la taglia media nelle acque dell'Adriatico si aggira intorno agli 80-120 chilogrammi, che rappresentano in ogni caso una cattura di tutto rispetto ed un trofeo di cui andare fieri di inserire nel proprio palmares personale. Tale cattura infatti può assolutamente assicurare ore di intenso combattimento e di grande prestazione fisico sportiva prima di poter assicurare ed issare il bestione sul ponte della barca, piuttosto che la sorpresa di una improvvisa e repentina inabissata che con inaudita potenza spezza la lenza e fa perdere di vista il tonno che si perde nelle profondità del mare lasciando la barca a sballottare tra le onde.
Porto Barricata è una delle tante eccellenze del nostro territorio polesano, poco conosciuta dai più che abitano queste terre e poco promozionata come invece meriterebbe. Sarà forse perché, noi polesani, da sempre, facciamo una estrema fatica a far valere i nostri meriti e i nostri punti di forza. Il Delta del Po è in territorio polesano per gli 8/10 della sua estensione, mentre i più lo conoscono come il Delta di Ferrara con le Valli di Comacchio. Dobbiamo essere consapevoli di questa eccellenza ambientale ed orgogliosi di promuovere un territorio tanto singolare.
Attualmente Porto Barricata è una moderna struttura portuale completamente inserita nel contesto paesaggistico del Parco del Delta del Po. Il porto è dotato di ogni più moderno servizio ed è in grado di soddisfare anche il diportista o il pescasportivo più esigente e smaliziato. Si trova poi al centro di una zona particolare che permette anche ai naturalisti, cicloturisti o semplicemente amanti della natura e dei suoi spazi di passare alcune ore immersi in una natura di vero incanto: tramonti che tolgono il fiato, uccelli palustri di grande bellezza e fascino come fenicotteri, ibis, aironi ed altre sgarze. Se poi si è particolarmente fortunati, sotto sera al crepuscolo, è possibile incontrare qualche esemplare di volpe, che furtiva, esce dalle canne per andare a caccia.
Alle spalle del Porto, poi, si trova la spiaggia delle Conchiglie, dove godere di momenti di assoluto relax, potendo fruire anche di un mare pulito con ampio spazio di balneazione adatta anche ai bambini e ai loro giochi in acqua. In definitiva una ottima occasione per trascorrere giornate piacevoli, dove tutta la famiglia può trovare spazi per le proprie attività o interessi: da chi vuol fare una uscita e una escursione in mare, a chi una battuta di pesca d'altura, o a chi vuol godere di un salutare bagno di sole e mare.
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Come citare questo articolo
Gianfranco Spada. “La pesca al tonno a Porto Barricata”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-pesca-al-tonno-a-porto-barricata/