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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Plastic Free e il Polesine

Un’attività concreta nel combattere l’inquinamento da plastica, per la salvaguardia del nostro territorio e della salute collettiva

di Davide Bassi e Paolo Monesi

Ventaglio Novanta n. 68 2026 pp. 163–165

Tra le associazioni di volontariato ambientale che operano con continuità in Italia un ruolo di primo piano lo esercita sicuramente Plastic Free che, nel territorio tra Adige e Po, è presente con ben 21 referenti comunali. Dall’Alto al Basso Polesine essi organizzano di eventi di pulizia ambientale, incontri nelle scuole, promozione di eco-eventi, progetti scientifici, e il loro impegno rende la nostra una delle province ove l’associazione è più attiva e radicata.

Ce ne parla Paolo Monesi, dal 2020 referente dell’associazione a Ficarolo e – dopo diversi incarichi nel direttivo nazionale – oggi coordinatore dei referenti della Provincia di Rovigo. “Il 2025 – ci dice Monesi – si è confermato un anno importante per le attività dell’associazione nazionale Plastic Free Onlus in Polesine. Il tema centrale degli eventi si è basato sull’importanza di preservare il territorio fluviale dall’inquinamento da plastica e agire concretamente per la salvaguardia dei fiumi e del mare.” Come di consueto l’anno si è aperto con le attività nelle scuole. Anna Nicoli, referente a Pontecchio Polesine, è anche responsabile regionale per il progetto Scuole di Plastic Free. “Da novembre a marzo – racconta Anna Nicoli – si concentra l’attività dei referenti nelle scuole polesane. Gli studenti hanno la possibilità di assistere ad una lezione di informazione sulla pericolosità dell’inquinamento da plastica con il supporto di foto e video di impatto. Molte delle immagini mostrate sono raccolte proprio in Polesine e sui nostri corsi d’acqua locali come il Canalbianco”. Alle foci del Grande Fiume è attivo Riccardo Mancin, veterano dell’associazione, già referente regionale e coordinatore nazionale ed ora colui che segue le collaborazioni nonprofit e i rapporti con le università. Su tutta l’area del delta Mancin organizza da sempre tanti cleanup spaziando dalle spiagge alle golene del Po, dove vengono raccolti rifiuti impattanti di vario genere, oltre che i principali consistenti nella plastica. “Si tratta – ci dice Mancin – di iniziative importanti dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista sociale. Tonnellate di rifiuti vengono rimossi e lasciano il segno nei partecipanti che, uniti dalla stessa sensibilità, hanno così modo di conoscersi e fare rete. Queste attività oltretutto rappresentano di riflesso anche un grande veicolo di valorizzazione e promozione del territorio”.

A primavera con queste attività di Plastic Free Onlus, la Provincia di Rovigo entra nel vivo della “Legge Salvamare 2024-2026” insieme ad altre località nelle 4 regioni che ospitano il Po. “Po Salvamare” è un progetto nazionale, voluto e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Po, che ha incaricato Plastic Free e Legambiente di organizzare 2 anni di sensibilizzazione e coinvolgimento del territorio. Ciò ha permesso l’avvio di diverse operazioni di “citizen science” ovvero iniziative in cui cittadini partecipano a progetti scientifici raccogliendo dati e partecipando ad attività organizzate da enti come CNR-Ismar e ISPRA. Da aprile 2025 sono iniziati quindi gli appuntamenti di Po Salvamare che, con il patrocinio dei comuni e la collaborazione delle associazioni locali accompagna volontari di ogni età a raccogliere i rifiuti sulla riva del fiume Po e del Canalbianco, catalogandolii in base alla tipologi. I dati raccolti sono stati poi inviati ai partners per l’analisi e i confronti con le altre località. Nel 2026 si tornerà negli stessi luoghi per verificare il trasporto delle piene invernali e primaverili e confrontare i dati. Il progetto Po Salvamare è ampio e si caratterizza in Polesine anche perché ospita due delle installazioni di River Eye (l’occhio sul fiume) coordinate dall’Università di Padova su incarico di AdBPo. Si tratta di telecamere intelligenti che dai ponti inquadrano i rifiuti galleggianti e, tramite software di intelligenza artificiale, li contano e classificano per fornire dati utili a stimare il trasporto di rifiuti organici e di plastica dal fiume Po verso il mare Adriatico. Le telecamere si trovano sul Po a Ficarolo e sul Canalbianco ad Adria. Per concludere lo sguardo relativo all’attività svolta nel 2025, va sottolineata l’ottima riuscita del primo “Plastic Free Day in Polesine” organizzato lo scorso 11 ottobre a Rovigo. Una intera giornata di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da plastica, che ha visto la mattina dedicata alle scuole secondarie della città con oltre 100 studenti che hanno seguito un percorso educativo che comprendeva il museo degli oggetti in plastica storici, le microplastiche spiegate dai ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Venezia e varie installazioni artistiche e quiz a tema ambientale. Il pomeriggio poi è stato dedicato a due importanti momenti divulgativi: il primo sulla tematica dell’inquinamento fluviale e marino – con relazioni di ISPRA, CUR, CNR ADB PO e Medici per l’ambiente -, il secondo sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti con un confronto tra autorità, amministratori locali ed enti di gestione. Anche nel 2025, quindi, grazie all’attività di Plastic Free e dei referenti locali, il Polesine si è qualificato come attivo protagonista di progetti ambientali di livello nazionale che hanno come obiettivo la salvaguardia del nostro territorio ricco di corsi d’acqua. Il 2026 vedrà sicuramente rinnovarsi l’impegno dei soci, e a tal proposito si ricorda che è possibile seguire le attività in programma nel nostro sito www.plasticfree

I numeri di Plastic Free

Plastic Free Onlus è un’associazione nazionale di volontariato nata nel 2019 per iniziativa dell’imprenditore molisano Luca De Gaetano che, insieme ad alcuni familiari, ha dato vita ad un progetto di sensibilizzazione cresciuto anno dopo anno nonostante la pandemia. Una crescita avvenuta grazie ai social e alla continua ricerca di collaborazione con enti pubblici territoriali ma anche con aziende private e università. Oggi i numeri dell’associazione parlano da soli: • 9300 clean up ambientali • 4700 tonnellate di rifiuti raccolti • 4100 scuole visitate • 300.000 studenti sensibilizzati • 510 protocolli d’intesa con comuni • 30 paesi esteri in cui ha avviato attività

Immagini dell’articolo

Plastic Free e il Polesine
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Come citare questo articolo

Davide Bassi, Paolo Monesi. “Plastic Free e il Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/plastic-free-e-il-polesine/

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