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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Giostre. Storie, Immagini, Giochi

A Palazzo Roverella un autentico viaggio multisensoriale, con opere e prestiti che arrivano da New York, Parigi e Londra

di Irene Gianello

Ventaglio Novanta n. 59 2019 pp. 145–147

La competizione corpo a corpo tra due cavalieri medievali ha subito l’evoluzione in scenografici tornei, facendo nascere un nuovo concetto di spettacolo risolto poi in colorate esibizioni.

L’immagine ludica e il movimento entrano nella spirale della storia lasciando ai cavalli il ricordo di queste origini. Le giostre passano dalle piazze dei paesi alle fiere di città in virtù di nuove esigenze commerciali sottacendo il progesso tecnologico del vapore e quel principio dell’immagine in movimento tanto cara a fotografi, artisti e cineasti del 19 sec.

La circolarità recupera le istanze della Ciclicità e del Tempo nel ricordo della divintà Chronos, un simbolo ricorrente di tutto ciò che ritorna, come le stagioni della Natura o le stagioni della vita che, nel divertimento, trovano un’eterna primavera. L’accompagnamento musicale di festanti caroselli accresce l’entusiasmo di bambini e famiglie intere.

E’ una mostra davvero innovativa quella allestita a Rovigo nelle sale di Palazzo Roverella dal 23 marzo al 30 giugno 2019. L’inedita rassegna, proposta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi è curata da Roberta Valtorta, con la collaborazione di Mario Finazzi per il percorso riservato alla pittura.

Già nel titolo, “Giostre, Storie, Immagini, Giochi”, annuncia un singolare approccio alla tematica, “un mondo dove i ricordi dell’infanzia si intrecciano con il destino e la vita che gira e va avanti”.

Le spettacolari giostre in miniatura e i bellissimi cavalli di legno raccontano della collaborazione col distretto della giostra di Bergantino, dove è nato e si è sviluppato un originalissimo Museo Storico della Giostra che affascina grandi e piccini.

Nelle sale di Palazzo Roverella viene proposto un autentico viaggio multisensoriale con più di un centinaio di opere e prestiti che arrivano da New York, Parigi e Londra, conferendo all’esposizione un respiro internazionale.

In mostra pregiate fotografie d’autore da tutto il mondo, opere d’arte pittorica dei grandi artisti del Novecento tra cui annoveriamo Giacomo Balla e Massimo Campigli, colorati manifesti dall’Ottocento ai primi anni del Ventesimo secolo e splendidi giocattoli antichi dai diversi materiali come latta semplice o serigrafata, metallo, stoffa, celluloide, colore a smalto, a verniciatura o a stesura manuale, piccole giostre caricate a molla o aperte in pregevoli scatole di cartone litografate.

Un organo che animava i lunapark all’inizio del 900 cattura l’attenzione in una delle stanze di Palazzo Roverella contribuendo ad alimentare quel sogno di memoria e fanciullezza. Le decorazioni di queste giostre sono straordinariamente belle e ricche di particolari, atte a trasmettere una dimensione ludica attraverso un spirito barocco. Tuttavia il lungo viaggio nel mondo delle giostre nell’esposizione del Roverella vira verso soluzioni molto più dilatate, allargando la tematica anche a quei momenti delle piccole giostre di parchi suburbani o documentando la grande desolazione dei luna park abbandonati, o ancora presentando la curiosità irrefrenabile dei bambini che corrono a spiare le giostre ancora coperte dai teloni.

L’obbiettivo critico dei grandi fotografi – tra i quali in particolare Henri Cartier-Bresson – raccoglie testimonianze inedite e restituisce scatti rubati di luoghi inattesi quali Cuba, India o il Gabon dell’Africa Centrale.

Nell’articolata proposta espositiva la fotografia adotta un ruolo significativo nella molteplicità delle sue soluzioni. La saturazione cromatica di colori squillanti negli scatti di Martin Parr descrive la realtà con profonda ironia, ma cosciente senso critico.

Non poteva mancare la presenza dell’artista rodigino Paolo Gioli col suo “Quadro del movimento di una giostra” che, attraverso la ripresa stenopeica, ci regala arditi e “nebulosi” punti di vista magicamente riconducibili al moto di una giostra o alle dinamiche della luce.

L’esposizione del Roverella ospita poi un artista vivente contemporaneo, Stephen Wilks, con la grande e fantastica installazione dal titolo “Donkey Roundabout” (la giostra degli asini) già battuta all’asta da Sotheby’s. L’opera, concepita per essere esposta sia in ambienti chiusi sia all’esterno, si avvale di un complesso meccanismo e base rotante (circa 3 metri di diametro) dove sei simulacri di asini, accasciati sul dorso di altrettanti scheletri di legno, viaggiano in tondo a rappresentare la sofferenza dell’esilio ed il perpetuarsi dello spostamento da un luogo all’altro di intere famiglie di migranti.

L’asino è un animale da soma itinerante, che nella poetica dell’artista adotta un vivace protagonismo. Il nuovo punto di vista (ovvero quello animale) ha permesso a Wilks di filtrare la conoscenza delle cose in senso universale. La circolarità, vanto di sosfisticati sistemi del passato, come la rotazione dei pianeti del XVIII secolo, si trasforma in amara rotazione di vite senza diritti, a cui l’Arte vuole suggerire omaggio, dignità e attenzione.

L’artista di origini inglesi vive in Germania e riconosce l’importanza del fenomeno migratorio nel suo paese di adozione. Anche l’Italia è terra di migranti ed è per questo che l’opera di Wilks col suo movimento circolare, il suono di ingranaggi meccanici e l’essenzialità dei colori intelligentemente studiata ci induce a importanti riflessioni.

Il programma della mostra corrisponde a un modulo ben preciso atto a sorreggere una tradizione consolidata dai curatori: sollecitare un passato culturale di Arte e Costume con un’esperienza immersiva dal carattere innovativo, e inserire a bilancio diverse forme espressive che soddisfino l’interesse dei visitatori con raffinati approfondimenti storico-critici.

Nella particolare occasione espositiva hanno trovato terreno fertile l’intraprendenza del nostro territorio e la tradizione culturale, ovvero quel felice matrimonio di intenti che rivela l’operosità di un territorio e lo raffronta con i grandi testimoni dell’Arte a raccontare i desideri dei bambini.

La mostra di Palazzo Roverella, come quando da piccoli si aspettava il periodo delle giostre, ha instillato in noi il senso di un’attesa… ampiamente ripagata.

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Come citare questo articolo

Irene Gianello. “Giostre. Storie, Immagini, Giochi”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/giostre-storie-immagini-giochi/

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