Compiono quest’anno ventisette anni di ininterrotta attività e proprio non li dimostrano; stiamo parlando di un gruppo di amici che, per la passione dello stare insieme con il supporto di buona musica, hanno costituito a Bottrighe nel 1965 il club dei Buontemponi. Tanta passione per il canto popolare e per il gusto di tenere in vita antiche tradizioni folcloristiche locali: questi gli ingredienti genuini che hanno cementato una grande amicizia.
Sono stati definiti in un certo senso gli eredi della gloriosa “società degli artisti” che tanto successo ebbe nei primi del 1900 con famose veglie danzanti, spettacoli operistici, sfilate carnevalesche e l’augurio del “bonin bonan” e le tournee della befana.
Proprio nei primi anni di attività, i “Bontemponi” portavano la loro “Vecia” (befana, ndr) in giro per le piazze dei paesi e delle città polesane, non certo per ricevere lo scontato bicchiere di rosso o quel salame che costituiva una consuetudine radicata soprattutto nei piccoli centri di campagna, bensì per raccogliere offerte che venivano di volta in volta consegnate ad istituzioni benefiche. È questo il fatto più importante: cantare con il preciso scopo di aiutare qualcuno bisognoso.
Ora, quasi tutti sugli “anta”, continuano le loro apparizioni per le nostre contrade e anche quest’anno si esibiranno per le vie di Bottrighe portando una vera nota di allegria con i loro canti e quei variopinti costumi, raccogliendo offerte per uno scopo benefico.
In pianta stabile da quell’ormai lontano 1965 sono: Giovanni Pacchiella, Remo Domeneghetti, Guerrino Rizzo, Giordano Bergantin, Mosè Fantinati, Giovanni Bolzoni, Giuseppe Bertaglia (detto Pino “la vecia”), guidati dall’indiavolato fisarmonicista Maestro Loris Cominato, un appassionato di musica sin da bambino, autentico autodidatta vissuto in tempi in cui non a tutti era consentito frequentare un’apposita scuola; ma l’impegno e la passione hanno costituito un vero supporto della musicalità Bottrighese.
Ma i “Bontemponi” non si fermano alla tradizione della befana, di tanto in tanto infatti partecipano con successo a manifestazioni musicali e di spettacolo riproponendo, nelle loro apparizioni, canti popolari bassopolesani, alcuni dei quali scritti appositamente dal loro indimenticabile “penna schinca” ovvero il Prof. Vito Rossati che insieme all’altro musicista M° Danilo Venturi composero anche l’operetta “La Butriganeide” caratterizzata da ben 250 personaggi, e che tanto successo ebbe nelle varie rappresentazioni.
Purtroppo questi due illustri concittadini sono da qualche anno scomparsi, ma Loris Cominato non si è dato per vinto ed ha anzi saputo presentarsi in veste di autore, componendo nuovi canti che utilizzano basi musicali di note canzoni del tempo.
Un gruppo davvero interessante, che diviene completo soltanto se animato da tutti i componenti, dato che ogni elemento presenta diverse carattaristiche musicali, canore e di simpatia: il barzelettiere ed intrattenitore, oltre che ottimo tenore, il più piccolo della compagnia Giordano Bergantin; il solista Pacchiella che ha costruito e brevettato un contrabasso di accompagnamento costituito da un vecchio bidone d’olio, mezzo manico di scopa e corde di nylon; il pignolo Bolzoni che ha realizzato una chitarra speciale in legno e latta; i bassi Domeneghetti e Rizzo (detto Pipi calzelunghe per la sua grande statura) ed il caratteristico Bertaglia, indossatore della Befana e nipote di un certo Cochelo oriudo bottrighese che si dice sia l’autore della famosa canzone “Ghe chi la vecia ca vien da Milano”.
Una compagnia di tutto rispetto dunque, che conserva ancora intatto un sentimento difficile da trovare ai giorni nostri, e che con continuità nel tempo, crea interessanti occasioni per rinverdire le più belle tradizioni che hanno segnato la nostra storia.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “I Buontemponi di Bottrighe”. Ventaglio Novanta, n. 6, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-buontemponi-di-bottrighe/