Preziosissima la rosa con petali d’argento, dedicata a Rovigo, città delle rose, adagiata su un morbido candido cuscino; perfetti e bellissimi i collier in oro e corallo inondati da un fascio di luce incandescente; stupefacente la collana in oro lavorato ispirata a gioielli dell’antico Egitto. Lavori raffinati, frutto di grande maestria e gusto squisito che, assieme ad altre decine di pezzi unici dell’arte orafa, hanno letteralmente ammaliato i visitatori della mostra allestita lo scorso dicembre presso la Camera di Commercio di Rovigo.
L’occasione, per un’esposizione tanto inconsueta quanto affascinante, è stata la festa per il sessantesimo anniversario dell’impegno lavorativo di Ivano Cecchinato, unico autore dei pezzi esposti, portati a termine in anni di lavoro e confezionati contemporaneamente a tanti altri gioielli prodotti su commissione di clienti affezionati che periodicamente fanno visita al suo laboratorio in via Cavour a Rovigo. Qui ogni giorno Ivano – da alcuni anni coadiuvato dal figlio Andrea – esegue interventi di restauro di gioielli antichi, compie lavori di assemblaggio di pietre preziose ed oro e, di tanto in tanto, dà vita a veri piccoli capolavori.
La mostra rodigina, aperta dal presidente della Camera di Commercio alla presenza delle autorità cittadine, oltre a presentare una eccellente esposizione di realizzazioni uniche, è stata l’occasione per conoscere nei dettagli il certosino lavoro compositivo quotidianamente seguito da Cecchinato. Un’opera la sua che per alcuni gioielli richiede conoscenze ed abilità davvero particolari, le cui radici affondano nella millenaria storia dell’uomo. E se è vero che dal passato ci giungono stupefacenti monili, quasi una sorta di prezioso ponte di congiunzione di epoche tanto diverse, è però altrettanto vero che oggigiorno la produzione orafa è stata soggiogata ai ritmi dell’industria, accantonando un bagaglio di cultura e di tecniche di lavoro affinatosi nel corso dei secoli.
Sono pochissimi pertanto attualmente gli artisti-artigiani in grado di portare a termine lavori unici o di intervenire su gioielli del passato senza correre il rischio di alterarli o contaminarli con soluzioni tecnologicamente inadatte. Ma a Rovigo opera Ivano Cecchinato, maestro riconosciuto nel settore, in grado di mettere a punto gli interventi più congeniali per ripristinare antiche gioie. Alle sue valenti mani fra l’altro, giusto dieci anni fa è stato affidato il restauro della preziosa lampada votiva della Rotonda, deterioratasi in decenni di incuria e trascuratezza, tornata all’antico splendore in occasione del quarto centenario dell’avvio di lavori del tempio rodigino dedicato alla Madonna del Soccorso.
Quella di Ivano Cecchinato è una storia alquanto particolare, in totale controtendenza con i flussi che hanno caratterizzato il passato della nostra provincia, divenuta, dopo la seconda guerra mondiale, terra di massiccia emigrazione. Viceversa Cecchinato, proprio in quegli anni, appena ventenne, decide di lasciare Padova per avviare la sua attività a Rovigo.
A Padova, dove era nato in una famiglia di valenti artigiani del ferro, aveva sentito precocissimo il richiamo verso l’arte orafa, tanto da affrontare, a soli 11 anni, il disagio quotidiano di raggiungere il centro cittadino per frequentare una “bottega” qualificata: dapprima il laboratorio di Luigi Callegaro, poi quello di Gino Panizzolo.
Appreso velocemente il mestiere, ben presto si sente in grado di camminare con le proprie gambe, ma a Padova, dove le imprese impegnate nel settore si presentano ben radicate, c’è poco spazio per nuove iniziative.
Di qui l’idea di aprire un’attività a Rovigo, vivendo da pendolare anche per non lasciare del tutto la piazza padovana. Una vita dura, fatta di treni e di tante ore di lavoro per un’attività che, in un periodo magrissimo come il dopoguerra, si prospettava con possibilità di sviluppo davvero risicate.
Ma una grande passione non si estingue neppure di fronte alle notevoli difficoltà incontrate; che anzi stimolano Cecchinato a far sempre meglio, superando ogni volta se stesso con realizzazioni che conquistano l’attenzione di vari estimatori. Finché, nel 1954, dopo varie esperienze, la decisione fondamentale: aprire il proprio laboratorio in pieno centro a Rovigo, nella centralissima piazza Garibaldi.
Qui l’attività metterà davvero radici, cosicché Cecchinato opererà in piazza Garibaldi fino al 1968. Quattordici anni importantissimi sia sul piano professionale che personale, perché in questo arco di tempo, accanto ai crescenti consensi per l’attività lavorativa, ci sarà il matrimonio e, con la famiglia, la trasmissione dell’interesse per l’arte orafa ai figli.
Nuovi traguardi caratterizzano gli anni successivi: nel ‘68 Cecchinato trasferisce la sua attività in via Cavour, ove ha sede l’oreficeria tuttora gestita dalle due figlie; poi nel 1989, quando ha ormai alle spalle 48 anni di attività e pieno diritto alla pensione, ecco una nuova idea: aprire, sempre in via Cavour, un nuovo punto orafo. Il primo passa pertanto alle figlie, caratterizzandosi come oreficeria finalizzata alla commercializzazione, mentre il secondo, attrezzato per la lavorazione, vede l’entrata dell’ultimo nato, Andrea, che con altrettanta competenza e passione affianca il padre nell’attività orafa, coinvolgendo anche la giovane moglie Letizia.
Ma, nonostante questi nuovi ingressi, Ivano non è uomo da pensare alle pantofole. Per lui non sono concepibili giornate senza il cesello, o la cannula della fiamma per sciogliere l’oro. Vigile patriarca, arriva puntuale ogni giorno in via Cavour, dove, siamo certi, realizzerà ancora qualche gioiello originale, come una delle ultime creazioni che ci mostra soddisfatto: un anello apribile che offre la possibilità di cambiare la gemma a seconda dello stato d’animo o dell’abbigliamento della signora che potrà annoverarlo tra le sue gioie.
I gioielli di Cecchinato sono dunque lavorazioni eleganti e raffinate, testimoni di studio, di squisita fantasia e di non comuni capacità di realizzazione, che fanno onore al valente artista-artigiano che da tanti anni opera, apprezzato, nella città di Rovigo.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “I gioielli di Cecchinato”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-gioielli-di-cecchinato/