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ARTEOGGI

I luminosi soggetti di Stefania Finezzi

Momenti di emozione e stupore in un mondo di fantasia

di Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 89–91

Una pittura decisa, ferma, piena di colori vivi, è quella di M. Stefania Finezzi. È pittrice autodidatta che ha sentito il richiamo dell’arte dal 1994, quando, seguito l’invito di una sua amica a Thiene (VI) dove allora viveva con il marito e i figli, ha cominciato a trovarsi in gruppo per dipingere. Il suo desiderio di prendere in mano i pennelli, che già esaudiva per gioco con i suoi figli, ha trovato la possibilità di diventare realtà.

Nata ad Adria, ma vissuta anche in Toscana, per motivi di studio e poi per il lavoro del marito in Piemonte, a Torino, nelle Marche a Jesi, in Abruzzo a Sulmona e a Modena, Stefania Finezzi ha potuto assorbire i colori, i profumi, gli aspetti delle varie culture, riportandoli poi sulle sue tele. L’incontro nel 1996, sempre a Thiene con il maestro De Maria è stato per lei, dal punto di vista artistico, molto importante; il trasferimento successivamente, nel 1998, in terra polesana, l’ha inserita nel paesaggio delle atmosfere più sfumate. La tecnica dei suoi dipinti è varia e spazia dall’acquerello, olio, acrilico fino alla spatola per tematiche legate alla natura: fiori, paesaggi, natura morta, figure umane.

Fiori in bouquet, sui davanzali per abbellire ogni momento della vita e le sue esigenze. Fiori dipinti con meticolosità e con l’esigenza di fermare per un attimo il tempo, ma anche la bellezza, la serenità, la dolcezza che la natura offre all’umanità affannata e talvolta travagliata nel ritmo frenetico dell’avventura quotidiana. Perciò i fiori sono accoccolati l’uno accanto all’altro o in vaso o sulle terrazze con colori sfumati o intensi perché anche il colore entra nel gioco delle emozioni. Colori chiari, come il bianco, ma anche l’azzurro, il giallo, il rosso, l’arancione si alternano, creando armoniosità e tenerezza. Nasturzi, papaveri, iris, margherite, tulipani invitano a soffermarci per un attimo ad ascoltare e a vedere la sinfonia della natura che si risveglia in primavera, dopo il lungo sonno dell’inverno. I paesi solari del sud, un po’ più sfumati del nostro Delta o della Grecia, ci sollecitano a calmarci, a prender fiato, a perderci tra il blu del mare intenso, calmo e tranquillo o tra le bianche case della Grecia o tra le scalinate delle abitazioni tipiche del meridione.

È contemplazione, staticità che dà la pace, ricercata e agognata. Non manca il movimento in alcuni quadri, quelli del Delta ad esempio, dove la natura sembra fremere tra i leggeri movimenti dell’acqua.

Le sue case sono determinate, sicure, con mura solide che donano fermezza e, in alcune tele, rifugio e fortezza. Colpisce la familiarità con il bianco e l’azzurro; ne sono d’esempio il paesaggio greco, dove la cupola in primo piano, rotonda, azzurra, richiama agli occhi la perfezione del cerchio che chiude un ciclo ed eleva la mente al cielo.

L’attenzione si sofferma anche su Venezia, sulle sue gondole, sulle barche del Delta e sulle figure umane che non mancano nella ricerca creativa della pittrice.

La luce domina nei suoi soggetti, come se un faro mettesse in evidenza i particolari della natura o della quotidianità. Nella sua pittura, infatti, si serve dei particolari, per riprodurre la realtà con pazienza quasi certosina. In certi aspetti, coglie la luce piena del giorno, trasmettendo emozione, sicurezza e bellezza.

La sua manualità conosce, tuttavia, anche oggetti creati dalle sue mani: bambole con i capelli di paglia elaborata e con i vestiti di stoffe particolari e cucite da lei stessa; angioletti; alberelli di Natale; sassi dipinti ed altre cose. Nel cammino dell’arte, altri passaggi si verificheranno, la Finezzi tratterà altre tematiche, conoscerà altri modi di coniugare l’arte, la pittura. Per ora ci racconta la sua visione della vita con i suoi pennelli, introducendoci nel suo mondo creativo e fantastico, regalandoci momenti d’emozione e di stupore.

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Come citare questo articolo

Roberta Fava. “I luminosi soggetti di Stefania Finezzi”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-luminosi-soggetti-di-stefania-finezzi/

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