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INCONTRI

Il colore del tempo

Loredana Capellazzo ci parla delle sue esperienze letterarie e del profondo legame con la scomparsa Paola Trivellato

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 42 2011 pp. 104–105

Un curriculum inesauribile di impegni, premi, riconoscimenti. Un amore smisurato per la letteratura. Una mente sempre in movimento, che sforna storie, racconti, ma anche attenta a ‘non buttare mai via nulla’, capace di rispolverare vecchi quaderni scritti di pugno, (non con tastiera e davanti al video, ma ancora romanticamente ‘vecchia maniera’, la più efficace), e scovare nel passato il rinnovato senso della vita, dell’amore.

Parliamo di Loredana Capellazzo che ha all’attivo vari apprezzati lavori letterari, tra cui ricordiamo innanzitutto il romanzo “Perché si ruba un angelo”, ed. Pellegrini, Cosenza ‘99, ispirato alla statua dell’Angelo della tomba di Canova ai Frari; storia di una giovane donna in crisi, di angeli e di palestinesi. Un libro che ha avuto vari importanti riconoscimenti, tra cui il secondo premio Concorso letterario Internaz. ‘Premio San Valentino’, XXX ediz. 2000 Terni, e il conferimento del titolo dell’Accademia Valentiniana, e che è poi risultato vincitore assoluto Premio Lett. Europeo ‘Muguel Cervantes’, Città di Barcellona 2000.

Significativi anche i riconoscimenti per altri suoi lavori quali i romanzi “Buck e Signora” e “Lettera firmata”, e le raccolte di racconti “Il Cavaliere fulvo ed altri incantamenti”, e “Stelle basse”.

Loredana Capellazzo, scrittrice rodigina, laureata in Lettere Moderne all’Università di Padova, più che di sé ama parlare del proprio affiatamento letterario con l’amica mai dimenticata Paola Trivellato, scomparsa poco più di un anno fa, con la quale ha condiviso la passione per la letteratura e l’esperienza quotidiana di una donna nel mondo d’oggi, capace di esprimere, attraverso il romanzo, il valore dei sentimenti.

“Con il volume ‘Il verde delle foglie nuove’, – sottolinea Loredana – io e Paola abbiamo chiuso la trilogia “Il colore del tempo” di cui fanno parte ‘L’oro del grano’ e ‘Il rosso del dolore’. Un impegno decennale, iniziato nel 1999 conclusosi nel 2008, che ha dato vita a tre volumi scritti a quattro mani, a suggellare un’amicizia nata i tempi dell’università e continuata con scambi frequenti di libri, opinioni, esperienze personali e familiari.

– Come è nato questo desiderio di scrivere ‘in compagnia’?

“Ad un certo punto della nostra vita ci ha preso il desiderio di tornare a lavorare insieme, come era stato per le tesi di laurea, quando, parecchi anni fa, affrontammo un argomento simile, legato alla storia della nostra provincia. La voglia di vivere in modo diverso la nostra amicizia tornando a scrivere insieme era rimasta a lungo repressa per motivi contingenti (lavoro, famiglia, ecc.) ma, superati alcuni ostacoli, abbiamo finalmente concretizzato progetti, idee e sogni e cominciato l’abbozzo di questo nostro romanzo in tre puntate che ci ha a lungo impegnate. L’amore per la terra in cui siamo nate e cresciute e la comune passione per la storia ci ha guidate nella scelta dell’ambiente e dei personaggi che direttamente o indirettamente avevamo avuto modo di conoscere attraverso lo studio, i racconti di nonni, genitori, amici e l’esperienza personale”.

– La prematura scomparsa dell’amica e compagna di tante esperienze la ha portata ad ideare scorsa primavera un progetto letterario destinato a valorizzare, nel tempo, gli scrittori locali, in collaborazione con la Brigo editore. Ne è nato il libro ‘Succo d’amore’…

“Un’iniziativa nata per ricordare Paola, ma che spero avrà ulteriori sviluppi. Ho scelto le poesie inedite scritte da Paola, l’organizzazione del testo è stata di Gianpaolo Gasparetto, proprietario di Ca’ Cornera, esperto d’arte e appassionato di letteratura, il primo a leggere le liriche di Trivellato. Il libro, si divide in diverse sezioni: ‘Musica cosmica’, ‘Richiami dell’anima’ e ‘Scintille d’amore’, oltre a una nota al testo di Gasparetto e dell’ultima parte intitolata ‘Lettere a Paola’, dove il dialogo con l’amica scomparsa prosegue nel tempo. In ogni copia del volume è inoltre inserita un’opera formato cartolina di Roberto Antico, artista dei legni del Po, amico conosciuto a Ca’ Cornera”.

– Da non dimenticare poi il suo impegno come animatrice di iniziative culturali. A questo proposito, come proseguono i laboratori creativi tenuti alla Biblioteca Carlizzi di Rovigo?

Nel laboratorio di scrittura creativa, curati dall’associazione Barbujani, dopo la scomparsa di Paola, è subentrata Roberta Fava per darmi una mano. Lavoriamo fianco a fianco e otteniamo immense soddisfazioni: lei si occupa di poesia, io più di prosa e ci alterniamo con gli incontri. Gli scrittori che seguono il laboratorio, negli ultimi due anni hanno fatto un vero salto di qualità: partecipano a concorsi a livello nazionale e internazionale e vincono quasi sempre”.

– Ci parli dell’ultima sua esperienza letteraria nata dalla collaborazione con Roberta Fava…

Il romanzo, dal titolo “La rosa d’argento”, è una storia emozionante, che si snoda tra sentimento, mistero e sogni. Il non semplice tema della reincarnazione è soltanto un pretesto per ritrovare i protagonisti avvolti da visioni oniriche, inquietudini e tormenti. Abbiamo intrecciato passato e presente, colori, suoni, profumi, sensazioni imbrigliati per le strade e i palazzi di Madrid, i giardini e le chiese di Lisbona, le calli della Laguna Veneziana, le nebbie e le suggestioni del Delta, il tutto condito con ‘i luoghi dell’anima’, con lo scenario del Delta del Po, tra le ville storiche e la rievocazione del poeta inglese Lord Byron che per un periodo della sua vita ha vissuto nella nostra terra. Dopo questa prima esperienza, io e Roberta abbiamo iniziato a lavorare a un nuovo romanzo a 4 mani, in cui vogliamo esplorare i confini del normale e del paranormale, naturalmente sempre partendo da una storia d’amore…

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Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “Il colore del tempo”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-colore-del-tempo/

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