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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il grande cuore di Rovigo

Un percorso cicloturistico a forma di cuore per promuovere la cultura della donazione e la conoscenza del territorio

di Mattia De Poli

Ventaglio Novanta n. 48 2014 pp. 34–37

I dieci punti del grande cuore rodigino sono esplorabili mediante un itinerario in bicicletta che, partendo dalla centralissima piazza Vittorio Emanulele, vi fa ritorno dopo un percorso che tocca dieci significative località del comune. Un circuito di cinquanta chilometri a forma di cuore, oggetto di una riuscita manifestazione cicloturistica volta a promuovere la cultura della donazione del sangue e nel contempo a valorizzare peculiarità non sempre note del territorio comunale.

La genesi del progetto

Da qualche anno, tra maggio e giugno, tre diverse associazioni di volontariato, Avis e Aido comunali di Rovigo (con la collaborazione delle “consorelle” presenti nelle frazioni) e gli “Amici della bicicletta” (Fiab), organizzano un’iniziativa che intende diffondere tra i cittadini del capoluogo polesano un messaggio univoco: un corretto stile di vita è il presupposto per gesti di responsabilità e senso civico, come la donazione di sangue e di organi.

Sull’input della prima riuscita esperienza avviata nel 2011, alcuni volontari delle varie associazioni hanno individuato un percorso che, partendo da Rovigo, torna in città dopo aver attraversato tutte le sue frazioni: un itinerario cicloturistico alla portata di tutti – lungo circa 50 km, da percorrere nell’arco dell’intera giornata – che curiosamente disegna un grande cuore. E la generosità dei polesani, e in particolare dei rodigini, è testimoniata anche dalla rete di collaborazioni, che ben presto si sviluppa attorno a questa manifestazione che negli anni ha visto il coinvolgimento di altre realtà associative, come la Uisp, il Wwf e la polisportiva di Grignano.

Va da sé che l’itinerario – che qui sintetizziamo per gli amici del Ventaglio – può essere percorso anche al di fuori della giornata Avis, un modo in ogni caso per ricordare il valore di praticare un corretto stile di vita e nel contempo un invito a farsi promotori della donazione.

L’itinerario

Partenza dalla piazza Vittorio Emanuele II, presso la colonna che regge il secolare monumento del leone della Serenissima. Si raggiunge la pista ciclabile che costeggia la ferrovia per salire sull’argine dell’Adige nei pressi di Boara Polesine.

Attraversata la prima frazione cittadina, l’itinerario prosegue in direzione di Mardimago: mentre la strada che fende la campagna procede rettilinea, all’orizzonte si staglia la sagoma dolce dei colli Euganei.

Giunti alle estreme propaggini del territorio comunale, si pedala in direzione di Sarzano e poi di Buso, dove si attraversa l’antico e stretto ponte sull’Adigetto; quindi si costeggia il corso d’acqua proseguendo verso Sant’Apollinare.

Lasciando la strada arginale si scende nella campagna che circonda la frazione: l’attraversamento di un passaggio a livello e poi quello di un altro ponticello introducono al centro del paese, con la piazza su cui si affacciano la chiesa parrocchiale e l’antica sede comunale.

Da qui l’itinerario continua verso il Canalbianco, si attraversa il ponte Canozio e si svolta in direzione del “passo” di Pontecchio. Riattraversato il Canalbianco, si giunge nella frazione di Borsea e, procedendo lungo via Savonarola, si giunge alla Spianata.

La strada procede tortuosa attraverso i campi fino a Grignano: da piazza Umberto I, divisa tra il Pavajon e il monumento ai caduti progettato da Virgilio Milani, si passa in piazza San Benedetto su cui si affacciano la chiesa parrocchiale e l’oratorio di San Rocco.

Uscendo dal paese, si passa il ponte dell’asino e si percorre via Buso vecchio. Tra campi e canali si giunge lentamente alla borgata di Roverdicrè caratterizzata dall’antica chiesa col campanile a forma di torre. Al centro del paese si riattraversa l’Adigetto, svoltando poi in direzione di Costa di Rovigo.

Dopo il sottopasso dell’autostrada, si gira verso Concadirame: è consigliabile imboccare la strada bianca che si trova sulla sinistra prima di raggiungere la strada provinciale per Lendinara, per un attraversamento più sicuro e in condizioni di visibilità migliori. Dopo questo passaggio, si staglia già sulla destra lo slanciato campanile nel centro del paese, che può essere facilmente raggiunto percorrendo strade poco trafficate. Imboccando la via del donatore, si raggiunge la piazzetta dove è posto il monumento dell’Avis e dell’Aido.

Per ritornare a Rovigo, è possibile procedere lungo la strada per Cantonazzo e quindi seguire le indicazioni per Granzette, oppure si può salire sull’argine dell’Adige e percorrere la strada bianca arginale che permette di giungere direttamente a Granzette. Da qui si prende la pista ciclabile che segue la linea ferroviaria e si torna in città, chiudendo il “grande cuore” che abbraccia Rovigo e le sue frazioni.

Alcune tappe significative

Nel corso delle tre edizioni della biciclettata sono state previste alcune soste che hanno permesso di conoscere e visitare luoghi significativi del nostro territorio: chi percorresse questo itinerario può ripetere queste tappe anche privatamente.

A SANT’APOLLINARE, prima di attraversare il ponte Canozio, la strada arginale sulla destra permette di raggiungere l’idrovora “Ponti alti”, di competenza del Consorzio di bonifica Adige-Po. L’impianto, costruito nel 1942, è dotato oggi di sei pompe, alcune ad asse verticale, altre ad asse orizzontale e altre ancora sommerse, che servono un territorio di circa 7 mila ettari. L’acqua viene prelevata dal canale Ramostorto di Borsea e riversata nel Canalbianco. Attraverso le idrovore passano 15600 litri d’acqua al secondo: l’impianto ha una potenza di 827 kilowatt ed è dotato di un gruppo elettrogeno e di una riserva termica per garantire la funzionalità delle pompe.

A GRIGNANO, quasi al centro di piazza Umberto I è situato il “Pavajon”, un padiglione storico che ogni quattro anni il 21 aprile ospita la cerimonia dell’estrazione della “comuna”: a questa antichissima tradizione, pressoché unica nel suo genere, che coinvolge le famiglie originarie del paese. Il gruppo è stato accolto dal maestro Carlo Alberto Rossi, fine cultore della storia locale, che alla storia della Comuna di Grignano ha dedicato diversi contributi su questa rivista, ai quali rimandiamo i lettori.

A CONCADIRAME merita una visita il monumento eretto dalle locali associazioni Avis e Aido. Più oltre, lungo l’argine dell’Adige, tra Concadirame e Ca’ Zen, si trova un’oasi naturalistica di particolare interesse, curata dai volontari del Wwf: il nome “Boj dea Feriana” evoca immediatamente il ribollire dell’acqua, probabilmente una sorta di fontanazzo.

Il piccolo bacino è stato arginato: le linee rette e gli spigoli che lo delimitano sono la testimonianza evidente dell’intervento dell’uomo che ha inteso evitare il diffondersi dell’acqua nella campagna circostante. La località, adottata dal WWF, sembra avere un’origine antica (il toponimo risalirebbe infatti all’epoca romana), è caratterizzata da una fitta (e varia) vegetazione, all’interno della quale si snodano alcuni sentieri.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Mattia De Poli. “Il grande cuore di Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-grande-cuore-di-rovigo/

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