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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il Museo delle Acque

A Crespino, il paese del Po e di Fetonte, inaugurato un importante centro di documentazione e visitazione dedicato alla terra e alle acque

di Giulia Ziviani

Ventaglio Novanta n. 48 2014 pp. 28–29

Tera e aqua, aqua e tera, da putini e da grandi, siora tera ai so’comandi, siora aqua, buonasera.

Recita così la prima strofa di un canto popolare in lingua polesana di G. Fossati e S. Liberovici. Un canto dedicato all’acqua, ai lavori e alle fatiche, alla vita attorno al grande fiume Po. Terre di fiumi, fiumi di storie e memorie collettive, legate ad un comune territorio e a comuni tradizioni.

Ed è proprio per non perdere tali tradizioni e memorie che il Comune di Crespino, il 7 luglio scorso, ha inaugurato l’ampliamento di uno dei suoi più ambiziosi progetti: il Museo delle Acque.

Il museo, nella sua nuova veste, occupa l’ala sud del palazzo municipale ed è il risultato di un ingrandimento del primo nucleo, inaugurato il 14 novembre 2004, per raccogliere testimonianze, documenti e materiali legati alla vita della “gente del fiume”.

Nel corso degli anni il museo si è arricchito di nuovi documenti e reperti – dono di privati cittadini, dell’Aipo e del Consorzio di Bonifica – e dell’ultimo mulino funzionante sul Po, in località Olmo di Canalnovo.

Per accogliere il nuovo materiale il Comune ha pertanto ristrutturato due vani del museo ed ha realizzato un ascensore per il superamento delle barriere architettoniche.

Il progetto si deve all’impegno dell’amministrazione comunale, dell’assessore Guido Ronconi, ideatore e creatore del museo, all’interesse del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Antonio Finotti e alla collaborazione di Giampaolo Braga, prematuramente scomparso, cui è andato il ricordo durante la cerimonia inaugurale.

Il museo espone testimonianze relative alla bonifica, alla regimentazione delle acque, alla pesca, fabbricazione e manutenzione delle imbarcazioni, ai mulini e ai natanti. Viene così documentata la realtà di mestieri tradizionalmente legati al fiume: il pescatore, il carpentiere, gli scariolanti ed i guardiani, attraverso i quotidiani strumenti di lavoro. Una piccola società, composta di tante figure oggi dimenticate ma essenziali, un tempo, al mantenimento e alla conservazione del fragile equilibrio tra la “siora tera”, la “siora aqua” e l’uomo; tra i campi coltivati e i canali di irrigazione, tra il fiume ed i suoi abitanti.

Se ogni museo è un viaggio nel passato, quello che propone il museo di Crespino è rafforzato sia da una vasta esposizione di documenti originali perfettamente conservati, sia da un’attenta e curata esposizione dei reperti.

Un osservatore esperto può avvicinarsi agli oggetti, cercarne la storia, legare al percorso proposto i propri ricordi ed esperienze.

Chi invece si affaccia per la prima volta a questo mondo, come ad esempio un pubblico più giovane, non può comunque non restare affascinato dall’atmosfera che si respira nelle sale del museo. Infatti in occasione di una passeggiata alla scoperta del Comune di Crespino, organizzata dal gruppo Ctg di Rovigo, sono stati proprio i giovani Crespinesi ad illustrare, in anteprima, il museo a questi visitatori, potendo mettere così alla prova, con entusiasmo, la loro preparazione.

Ed è ancora una volta proprio l’entusiasmo del volontariato locale che ha permesso a questo progetto, partito come un’idea, un’ambizione, di diventare una realtà.

Ricordi, testimonianze, tutta l’identità di un territorio, quello polesano, complesso ed affascinante, dimenticato a volte, eppure ricco di sorprese, raccolte con cura e passione in un museo.

Una scelta. Perché quello che deve rimanere saldo, in un momento di cambiamenti sempre più radicali, è la propria identità e le proprie radici.

Scegliere di trovare tempo e mezzi per realizzare oggi, progetti come il Museo delle Acque, induce a riflettere non solo su un messaggio storico e sociale di recupero e valori interiori della memoria, ma anche su una scelta di valore “morale”.

Il Comune di Crespino e la Fondazione hanno scelto di investire sulla cultura e sul territorio polesano. Una scommessa ed un messaggio per i giovani di domani, certo cittadini del mondo globalizzato ma legati anche alla stessa terra e alle stesse acque che tornano idealmente a scorrere tra le sale del Museo delle Acque di Crespino.

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Come citare questo articolo

Giulia Ziviani. “Il Museo delle Acque”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-museo-delle-acque/

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