Pubblicità

ESPLORANDO IL POLESINE

Il Museo virtuale del Garofalo

Al MuVIG le opere di Benvenuto Tisi da Garofolo in uno spazio dove virtuale e reale si incontrano nell’arte di ieri e di oggi

di Emanuela Rizzi

Ventaglio Novanta n. 66 2025 pp. 8–9

In Polesine, a Garofalo di Canaro, si trova l’unico museo completamente interattivo, multimediale e monografico che consente di ripercorrere la vita e le opere dell’artista Benvenuto Tisi (1476-1559), soprannominato il Raffaello ferrarese, per aver egli realizzato molte delle sue opere utilizzando uno stile ispirato ai capolavori di Raffaello, artista sommo che conobbe nel 1512 a Roma.

Aperto nel 2015, il MuVIG celebra il pittore tardo-rinascimentale della Scuola ferrarese attivo alla corte estense, le cui origini familiari si collocano proprio qui, nel piccolo borgo rivierasco di Garofolo che l’artista omaggia nei sui dipinti con un piccolo disegno di garofano come firma.

Il museo ospita l’opera “L’orazione nell’orto” del 1525 concessa dal collezionista Luciano Zerbinati, oltre a proiezioni multimediali che ne ripercorrono la sua carriera artistica con una narrazione che si sviluppa nelle stanze del restaurato edificio ottocentesco. Il museo infatti si trova in quella che la tradizione indica come la casa natale del pittore e si sviluppa in dieci stanze divise su due piani.

“L’idea di fondo è quella di riportare virtualmente qui, dove tutto è iniziato, opere che sono disperse nelle varie nazioni del mondo, per celebrare l’epopea di un artista che pochi conoscono”.

A parlare è Michael Miazzi, referente del museo per conto della società Pop Out. Laureato in Storia e diplomato al conservatorio Venezze, Michael è anche guida a Palazzo Roverella e ai vari musei della provincia oltre a collaborare con la rivista Ventaglio 90.

“Le opere del Garofalo sono caratterizzate dai colori caldi e luminosi ed è a questi che si riferisce l’illuminazione della facciata del museo che incuriosisce molti: il rosso, colore dell’artista, e il blu, simbolo della tecnologia” prosegue Michael “Pochi però conoscono l’originalità del museo: gli strumenti multimediali che possediamo grazie alla Fondazione Cariparo consentono di vedere i dettagli di opere sparse in tutto il mondo, dall’America alla Russia. Qui i dipinti si possono virtualmente toccare grazie a spazi ludici con finalità didattiche, postazioni interattive e applicazioni immersive. Schermi touchscreen e riproduzioni virtuali lo rendono perfetto anche per le famiglie e le scuole”.

Oltre alla parte permanente, il MuVIG è sempre aperto a nuovi contenuti come eventi, concorsi e mostre d’arte temporanee. Grande successo ha ottenuto la mostra “Gianpaolo Berto: Dialoghi” curata da Michael Miazzi, Evelin Crepaldi e Luciano Zerbinati che ne ha concesso le opere.

Berto, artista adriese ma di respiro internazionale, condivide con Benvenuto Tisi il tema del viaggio sia reale, per motivi di studio, che simbolico, inteso come viaggio nella memoria.

Anche l’espressiva pittura di Orianna Astolfi ha trovato nelle stanze del museo la collocazione ideale per una mostra che ha attirato numerosi visitatori. Non solo pittura ma anche presentazione di cortometraggi grazie alla rinnovata sala conferenze al primo piano con dispositivi tecnologici all’avanguardia finanziati sempre dalla Cariparo.

Gli autori Alberto Gambato e Camilla Ferrari hanno qui proiettato i loro lavori realizzati nell’ambito del progetto MUSST di valorizzazione della rete Museale del Polesine.

Interessante connubio di arte e musica è stato l’evento organizzato dal Consorzio Pro Loco Delta del Po e sostenuto dall’Unpli regionale nell’ambito della rassegna “Seguendo il sole” che ha avuto come tema la tavola e il galateo ai tempi delle delizie estensi.

La visita al MuVIG non si esaurisce però nelle sole stanze dell’edificio, ma prosegue nel territorio in quanto è un museo diffuso. Si può infatti affiancare al museo la visita della chiesa di Garofolo, al cui interno si trovano due pale ottocentesche della scuola di pittori neo estensi. Il percorso si arricchisce infine con la passeggiata naturalistica fino alla golena del Po.

Il MuVIG è anche collegato ad altre realtà museali che si snodano lungo il fiume Po grazie ad una convenzione con il Museo delle Acque di Crespino e Villa Morosini di Polesella. Aderisce poi al progetto “Passaporto del viaggiatore” e “Pollicinum”, un diario e una mappa che accompagnano i visitatori alla scoperta delle bellezze del Sistema Museale Provinciale Polesine inserendoli in un’unica rete.

Grazie al MuVIG oggi il Polesine è quindi uno spazio non solo attrattivo per le suggestioni paesaggistiche e la memoria storica ma anche un luogo aperto al dialogo con il futuro, dove le nuove generazioni possono sentirsi in piena sintonia con linguaggi vicini alla loro sensibilità.

N. B: Il MuVIG è aperto ogni quarta domenica del mese o su prenotazione info@pop-out.it.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Emanuela Rizzi. “Il Museo virtuale del Garofalo”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-museo-virtuale-del-garofalo/

Pubblicità