“15 anni di storia: fatti e personaggi polesani dalle pagine di Ventaglio Novanta”. Questo il titolo dell’incontro, inserito nei “Percorsi della Memoria”, che si è tenuto presso il Museo dei Grandi Fiumi proprio in questi giorni (Maggio 2005) mentre è in chiusura il numero estivo della rivista edita da Turismo & Cultura.
E’ stata l’occasione per una carrellata lungo i trenta numeri pubblicati, sottolineando informazioni importanti di cui il periodico si è fatto portavoce, individuando in qualche caso anche cambiamenti di giudizio e di percezione dei polesani stessi e dei visitatori del Polesine nei confronti di una terra per troppo tempo caratterizzata da un complesso di inferiorità e di scarsa consapevolezza dei propri valori impliciti.
Un mutamento di approccio al territorio senz’altro positivo, via via affermatosi grazie soprattutto a quanti – attivisti di associazioni, amministratori pubblici responsabili di enti e di imprese, nonché collaboratori di testate giornalistiche – hanno assunto una posizione decisa nel contrastare atteggiamenti vittimistici tutt’altro che produttivi, nella consapevolezza degli importanti riferimenti, ambientali, storici ed artistici che caratterizzano la “terra dei grandi fiumi”.
Ed il Ventaglio continua anche in questo numero la sua azione di sensibilizzazione e diffusione di conoscenza, aprendo con un articolo che valorizza qualificanti aspetti ambientali del Delta, per passare a richiamare l’attenzione verso beni artistici del passato e del presente presso alcune chiese polesane, per parlare poi di escursioni nautiche lungo il reticolo fluviale, ed ancora per proporre itinerari cicloturistici alla scoperta di storiche corti rurali o di esili capitelli, tipici segni della devozione popolare, indissolubilmente legati alla tradizione.
In questo numero, come sempre, si dà spazio anche alla memoria, nella consapevolezza del valore fondamentale rappresentato dal filo che lega il presente al passato. Una memoria che, a 60 anni dalla fine dell’ultima grande guerra, ha portato alcuni collaboratori a ripensare alla tragedia del conflitto, riattualizzando ricordi del quel tragico passato: dal fortuito ritrovamento di “una poesia per non dimenticare”, alle “rimembranze della steppa” registrate da un polesano in Piemonte, al “racconto del fiume” che narra il coraggioso atto di un sacerdote, alla lunga storia degli Ebrei polesani, la cui comunità è stata completamente sradicata dalle persecuzioni nazifasciste.
E non mancano in questo numero – il 31° della serie – le pagine dedicate agli artisti, ai narratori e ai poeti, così pure quelle che evidenziano la portata di alcune importanti iniziative intese a migliorare l’approccio con la terra polesana: nella speranza che i concetti – e le conseguenti azioni – di valorizzazione e salvaguardia territoriale diventino sempre più un patrimonio condiviso.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Il patrimonio condiviso”. Ventaglio Novanta, n. 31, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-patrimonio-condiviso/